Il fallimento dell’informatica giuridica (o quasi) – 5

Ricevo una comunicazione del CNF, il Consiglio Nazione Forense, il “super ordine degli avvocati italiani”.
Mi mandano un telegramma, spedito il 28 e arrivato oggi.
E io che avevo la PEC…

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Sequestri esagerati

Poco meno di un anno fa veniva sequestrato il blog politico “il Perbenista”, gestito da un candidato alle amministrative di Udine.
L’accusa? Diffamazioni, contenute, però, non già nei post del titolare, ma in alcuni commenti in calce.
Ieri la Cassazione ha depositato le motivazioni della sentenza con cui ha annullato il provvedimento di conferma del tribunale per il riesame sottolineando da un lato il valore sociale (tutelato da CEDU e Costituzione) dei mezzi di informazione (anche quelli “non professionali”, dunque) e, soprattutto, che il sequestro di un intero sito per l’esistenza di alcuni contenuti offensivi scritti da terzi proprio non si può fare.
Il blog non è offensivo di per sé dunque non può essere sequestrato nella sua interezza. Tradotto dal legalese, il sequestro totale è esagerato.
Un buon passo avanti.

P.S.: Mi sono accorto che, anni fa, avevo scritto un post dal titolo molto simile.

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Sentire comune

Il nostro mestiere è molto più rischioso di quanto si pensi. Bisogna avere proprio la passione.
Milano: Collega aggredita da un suo cliente d’ufficio e ferita, sembra gravemente, con tagliacarte e martello. Lo riferisce il Corriere, QUI.
Poi leggi certi commenti e capisci che il problema è grosso, molto grosso.
Commenti

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I (molti) pro e i (pochi) contro del diritto in digitale

Una sorta di mia intervista a proposito del libri digitali. QUI, sul blog della collana ebook.

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Astensione udienze 17 > 22 marzo 2014 > Updated

La delibera OUA, per lo “sciopero degli avvocati”, è del 19 febbraio, ma qualcuno dice che tutto è ancora da confermare. Anyway, QUI il documento ufficiale.
Le motivazioni sono sempre, tragicamente le solite: una giustizia allo sbando, gestita, negli ultimi anni, dai peggiori Guardasigilli mai visti nella Repubblica.
C’è chi confida nel “liceale” Orlando che, ad esempio, sulla ridefinizione della geografia giudiziaria si è parecchio sbilanciato, specie su Chiavari (e con lui anche il sottosegretario Costa).
Vedremo.

Aggiornamento dell’11 marzo 2014, verso sera: mamma, mi si è ristretta l’astensione, soltanto il 20 e il 21, tutto QUI.

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Un processo vecchio (e iniquo) (un altro fallimento dell’informatica giuridica)

Dopo le comunicazioni difensive via fax, questa volta tocca alla PEC.
Le parti private non possono comunicare con gli uffici giudiziari con lo strumento che ci hanno obbligati ad avere. Giudici e piemme, invece, possono utilizzare gli strumenti ritenuti opportuni, ai sensi dell’art. 150 c.p.p.
L’ha detto una recente sentenza della Cassazione, purtroppo condivisibile.
Il problema, dunque, non sta a piazza Cavour, ma in via Arenula e nel vecchio che sta dentro in quel palazzo.

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Autopromozione > Penale.it, una nuova iniziativa

Ci siamo, oggi è il giorno: parte la collana ebook di Penale.it, nel quindicesimo anno di vita del portale.
Libri veri, non semplici articoli per il Web. Agli Autori ho chiesto rigore e ampio approfondimento (soltanto un dato formale: sono di circa 250.000 battute, almeno).
Ci sono proprio dei bei nomi e sono certo che sarà un successo.
Non è di minore qualità l’apporto dell’Editore, Antonio Tombolini, e di tutto lo staff che, ovviamente, ringrazio, anche per la pazienza.
QUI il blog-sito ufficiale della collana.
Ci si vede domani, 28 febbraio 2014, per la prima uscita.

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Droghe leggere e droghe pesanti: cosa ha detto veramente la Consulta

Martedì scorso, il 25, sono state depositate le motivazioni della sentenza della Corte Costituzionale con la quale è stata dichiarata l’illegittimità costituzionale della parificazione tra “droghe leggere” e “droghe pesanti”. Eccola.
Breve storia delle vicenda. Nel dicembre del 2005, il governo varava un decreto legge su alcune questioni ritenute urgenti tra cui un articolo voluto per evitare che un ordine di esecuzione interrompesse un programma di recupero dalla tossicodipendenza.
Nel febbraio 2006 il Parlamento approva la legge di conversione non limitandosi appunto alla mera conversione in legge, ma aggiungendo un bel po’ di cose, tra cui l’abrogazione della distinzione tra droghe “leggere” e “pesanti” (con differenze di pena non da poco). La legge è normalmente chiamata “Fini-Giovanardi”.
Così, dopo la decisione della Consulta, tutti a plaudire o criticare, tutti in modo molto strumentale.
In realtà, la Corte non è minimamente entrata nel merito della distinzione. Ha cancellato la sua abrogazione non perché le droghe “leggere” debbano essere distinte da quelle “pesanti”, ma perché c’è stato un’abuso della decretazione d’urgenza e relativa conversione.
Ecco il passaggio che spiega tutto.

“la questione di legittimità costituzionale degli artt. 4-bis e 4-vicies ter del d.l. n. 272 del 2005, come convertito dall’art. 1, comma 1, della legge n. 49 del 2006, è fondata in riferimento all’art. 77, secondo comma, Cost. per difetto di omogeneità, e quindi di nesso funzionale, tra le disposizioni del decreto-legge e quelle impugnate, introdotte nella legge di conversione”.

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Specialmente

Procura di Genova, a.d. 2014
1922362_357597574381117_32375597_nPhoto: OGM

 

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Per i diritti degli adolescenti

Poco più di sei anni fa, avevo avuto modo di scrivere un post sull’introduzione del reato di adescamento in cui brevemente esponevo il mio pensiero sull’”età del consenso sessuale”, cioè l’età alla quale la nostra legge consente di avere rapporti sessuali. E’ di quattordici anni, di regola. Il che significa, piaccia o meno, che io, cinquantenne, potrei avere una lecita relazione con una quattordicenne. Che sono convinto stia facendo inorridire il lettore (dal canto mio, lo troverei patetico).
Nei giorni scorsi, Save The Children ha pubblicato gli esiti di una ricerca (IPSOS) realizzata in occasione del Safer Internet Day 2014, la giornata dedicata dalla Commissione Europea alla sensibilizzazione dei più giovani ad un uso corretto e consapevole della Rete.
Ci sono molti dati interessanti e un risultato che non mi sorprende affatto: per il 61% degli intervistati l’età del consenso sessuale è pari a 18 anni.
Il che, forse, sostiene l’opera del legislatore che, come dicevo in quel vecchio post, sembra voler alzare l’asticella portandola a coincidere con la maggiore età.
Più che al cinquantenne privato della possibilità di frequentare un’adolescente, penso, però, agli adolescenti, ai rapporti tra loro. E pur con con tutti i timori che posso avere anche come genitore, trovo che una linea del genere sarebbe soltanto un attacco moralistico ai ai diritti degli adolescenti.

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