Sentirsi alluvionati

Capita che la notizia del (lodevole) “congelamento” dei termini per il pagamento di tributi e quant’altro, causa alluvione, ti faccia sentire a disagio, ulteriormente fragile.
Fortunatamente, qui, nel Tigullio occidentale, ci sono stati pochi problemi, ma Chiavari, entroterra e dintorni hanno pagato tanto, anche con due vite.

Posted in Personali (i.e.: OT) | Tagged , | Leave a comment

Se Facebook incastra il rapinatore

Non è certo la prima volta che dati tratti da Facebook sono utilizzati dagli investigatori.
Ora, la Suprema Corte ha deciso su un altro caso direi di “esibizionismo social”. L’indagato è stato riconosciuto anche per il vistoso orologio che aveva postato su Facebook esibiva un orologio vistoso.
Ecco, così impara.

Posted in Giustizia tecnologica | Tagged | Leave a comment

Internet non è un luogo

1.RICONOSCIMENTO E GARANZIA DEI DIRITTI

Sono garantiti in “piccione viaggiatore” i diritti fondamentali di ogni persona riconosciuti dai documenti internazionali, dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, dalle costituzioni e dalle leggi.

Tali diritti devono essere interpretati in modo da assicurarne l’effettività nella dimensione del “piccione viaggiatore”.

Il riconoscimento dei diritti in “piccione viaggiatore” deve essere fondato sul pieno rispetto della dignità, della libertà, dell’eguaglianza e della diversità di ogni persona, che costituiscono i principi in base ai quali si effettua il bilanciamento con altri diritti.

Quello riportato sopra (con alcune modifiche di cui dirò) è il primo articolo della bozza della Carta dei diritti in Internet fortemente voluta da Stefano Rodotà e Laura Boldrini, sottoposta in questi giorni a consultazione pubblica.
Visto che in Commissione ho un paio di amici stretti e con un altro lo siamo un po’ meno, vorrei dire la mia, magari mi ascoltano.
Un approccio sbagliato.
Internet non è un luogo, ma un mezzo, come lo sono il telefono, il fax, financo il piccione viaggiatore che ho voluto, provocatoriamente, sostituire ai termini “Internet” e “Rete”.
Considerarlo luogo, utilizzando il termine “in”, temo sia soltanto un sofisma, ad essere buoni mera suggestione, col sospetto della demagogia.
Nessuno si sognerebbe mai di definire luogo un piccione viaggiatore o una fax.
Internet, per essendo un mezzo straordinario (il più straordinario, al momento), è, appunto, soltanto un mezzo tra i mezzi.
Incidentalmente ricordo che identificare Internet come un luogo o un’entità a sé (es.: “il popolo di Internet”) o come un “mondo virtuale” (laddove il mondo telematico è “realissimo”) era prerogativa dei soggetti “infolesi” (certi politici e certi comunicatori che amano riempirsi la bocca di termini e concetti sconosciuti).
Ora, molto tristemente, devo constatare che, invece di rientrare, questa tendenza, questo profondo errore concettuale, malgrado l’affermarsi di una certa cultura digitale, si sta espandendo. E temo che questa “Carta”, che nel suo preambolo inizia a parlare ambiguamente di “spazio”, sia una prova inconfutabile.
Persino la Cassazione, recentemente, ha parlato di Facebook (sic) come “luogo”. Ed io lo trovo molto preoccupante (come preoccupa Carlo Melzi d’Eril e Giulio Enea Vigevani).
Questa tendenza va fermata prima che porti a conseguenze irrimediabili.
Un lavoro inutile.
Tutti i diritti che sono menzionati nella Dichiarazione sono, in realtà, già riconosciuti nella nostra Costituzione, nelle nostra legislazione ordinaria. E così nelle leggi di tanti paesi.
Per cui, proprio non capisco la necessità di mettere in piedi tutta questa macchina che appare un esecrabile spreco di risorse, non soltanto economiche.

Posted in Diritti digitali | Tagged , | 2 Comments

copia&incolla&muori

E’ la quarta volta che ne scrivo, QUI l’ultima.
Il copia e incolla è ingiustizia, anche in questa versione particolare (“salva come…”).
Leggo e riporto (copio&incollo) dal Corriere

Nel verbale d’arresto i militari dell’Arma scrissero che Cucchi era «nato in Albania il 24.10.1975, in Italia senza fissa dimora»; peccato che fosse nato a Roma in tutt’altra data, e che l’abitazione in cui risultava ufficialmente residente fosse appena stata perquisita, senza esito, alla presenza sua e dei genitori. Evidentemente il verbalizzante aveva utilizzato, sul computer, il modello riempito in precedenza con i dati di un albanese, senza preoccuparsi di modificarli: una sciatteria che ebbe conseguenze fin dalla mattina successiva, visto che il giudice che convalidò l’arresto negò i domiciliari per la «mancanza di una fissa dimora risultante con certezza dagli atti». Fosse tornato a casa, sia pure da detenuto, probabilmente Stefano sarebbe ancora vivo. Nel verbale d’arresto i militari dell’Arma scrissero che Cucchi era «nato in Albania il 24.10.1975, in Italia senza fissa dimora»; peccato che fosse nato a Roma in tutt’altra data, e che l’abitazione in cui risultava ufficialmente residente fosse appena stata perquisita, senza esito, alla presenza sua e dei genitori. Evidentemente il verbalizzante aveva utilizzato, sul computer, il modello riempito in precedenza con i dati di un albanese, senza preoccuparsi di modificarli: una sciatteria che ebbe conseguenze fin dalla mattina successiva, visto che il giudice che convalidò l’arresto negò i domiciliari per la «mancanza di una fissa dimora risultante con certezza dagli atti». Fosse tornato a casa, sia pure da detenuto, probabilmente Stefano sarebbe ancora vivo.

Posted in Giustizia, Giustizia tecnologica | 1 Comment

Gentiloni: un incapace di successo

Paolo Gentiloni, novello ministro, suo malgrado è arcinoto alla Rete, specie per le sue stupidaggini, per i suoi atti di conclamata incapacità.
Una stringa soltanto qui
http://www.minotti.net/?s=gentiloni
Sui motori di ricerca gliela risparmio.

Posted in Varie | Tagged | Leave a comment

Più Internet per tutti

L’ultima, in ordine di tempo, dei nostri parlamentari: obbligare il commerciante (e simili) a dotarsi di connessione Internet con wifi e renderla aperta e disponibile gratuitamente a chiunque.
E il disegno di legge C. 2528 presentato da alcuni deputati Pd. QUI il testo.
In realtà, c’è qualche previsione anche a carico del pubblico, ma si tratta, a mio modo di vedere, di casi meno chiari.
Ancora una volta, dunque, il privato, già vessato, viene chiamato – anzi, obbligato – a provvedere in luogo del pubblico, per l’Italia (e con grande beneficio mediatico per i proponenti).
Nel particolare.
La previsione di un fondo di 2 milioni di euro per il sostegno all’installazione è ridicola.
La sanzione “sino a 5.000 euro” vuol dire veramente poco se non è previsto un minimo (comma 5).
Ancora una volta, dunque: obblighi e costi, incentivi bene pochi, se non mai.
Alla via così…

Posted in Iniziative di legge | Tagged | Leave a comment

Autopromozione > Sans papier… l’identità digitale

Il 14 novembre sarò a Pordenone a parlare di identità digitale e diritto penale.
Come da titolo, l’oggetto del convegno è decisamente più ampio e, soprattutto, ci saranno relatori ben più importanti di me.
Pordenone è una città gradevole, ricca di fervori culturali e questo è l’ennesimo esempio.
Un ringraziamento a tutti i soggetti che organizzano/patrocinano l’evento.
QUI il programma.

Posted in Privacy e dati personali, Reati informatici | Tagged , | Leave a comment

Un ebook sullo stalking

Alessia Sorgato oltre ad essere un’amica e una collega, è anche una che scrive un sacco.
Da anni, poi, si occupa di stalking e reati che si consumano in ambito familiare.
Ha scritto un ebook per Penale.it-Antonio Tombolini, molto interessante.

Posted in Ebook | Tagged , , | Leave a comment

neXt > Perché la Carta dei diritti Internet non serve a niente

In queste ultime ore è stata approvata una prima bozza della Carta dei diritti di Internet. Si tratta di un’iniziativa fortemente voluta, in particolare, dal Presidente Boldrini e da Stefano Rodotà.

 Non si intende mettere in dubbio la necessità di una Rete libera, tanto meno la buona fede dei proponenti. L’iniziativa, però, presta il fianco a tre critiche a mio modo di vedere non banali, non facilmente superabili.

Nessun organo costituzionale, in particolare legislativo, ha delegato tale attività che aspira a regolare qualcosa, per cui sarebbe particolarmente lecito dire “non in mio nome”.

Le regole (cogenti) per Internet esistono già (es.: dati personali, commercio elettronico, tutela del consumatore, ecc.) e, molto spesso, sono di origini comunitaria, dunque tendenzialmente uniformi almeno in ambito UE.

Con la Carta si pretende di normare un mero “mezzo” (Internet non è un “luogo”), per di più con aspirazioni da legislatore planetario, cercando di imporre le proprie regole ad altri Paesi, muovendo da un Paese ad istituzioni sovranazionali, laddove dovrebbe accadere il contrario.

Allora, non sarebbe meglio evitare anche gli sprechi di commissioni inutili e promuovere fattivamente, senza alcuna pretesa di dettar legge, le libertà fondamentali che prescindono dai mezzi di comunicazione?

Posted in Diritti digitali, neXt | Tagged , , , | Leave a comment

Controllo dei fumi

Un testimone, pur incalzato dall’avvocato, può domandare se il legale abbia fumato qualcosa senza che il Presidente del Collegio intervenga.
Poi, sulla querela del legale, il pm chiede l’archiviazione.
Succede, in Italia.

Posted in Giustizia | 1 Comment