:.:.: (il blog di) Daniele Minotti

diritto delle nuove tecnologie e altro

Reati… informatici

No Words

P.S.: Razza friulana… ;-)

Di ritorno da Pescara

Beh, non sono tornato oggi. Magari… Ho fatto rientro domenica, per l’ora di pranzo. Visto che ero sue due ruote ed ho incrociato un forte temporale (con vento) subito dopo la partenza da Pescara, il sabato, la prospettiva di arrivare a destinazione ad ora tarda (per il ritardo accumulato), mi ha consigliato di fermarmi a trovare un amico in Romagna e ripartire l’indomani.
Parlo della conferenza di Pescara.
Sono arrivato intorno alle 19 di venerdì. La mattina avevo udienza a Genova e, purtroppo, non ho potuto indossare casco, guanti estivi e Dainese prima delle 12. Così mi sono perso le due prime mezze giornate.
Ne ho visti tanti di convegni sul diritto delle nuove tecnologie, ma, senza piaggeria, questa volta ho imparato qualcosa ed ho ascoltato cose che non sapevo. E non è poco in un ambiente dove troppo spesso si sentono sempre le stesse storie, trite e ritrite.
Qualche piccolissimo problema logistico, forse. Ma la cosa finisce lì e, comunque, la si risolve amichevolmente in privato senza troppi rumori di fondo.
L’importante è imparare qualcosa e raggiungere lo scopo benefico che ci si è prefissati.
Da rifare, senza dubbio, specie con quella formula “tavola rotonda” che consente di dare voce a tutti e stimola la discussione. Io, personalmente, avrò parlato dieci minuti (sulla previsione della rettifica per i “siti informatici” contenuta nel ddl intercettazioni di prossima approvazione), ma c’è stata una discussione appassionata e più ampia del mio intervento.
Mancava soltanto qualcosa, peraltro non riguardante l’organizzaione. Non dico che fa lo stesso (perché non è così), ma, almeno al momento, mi devo rimettere. E chi deve intendere, intenda.

Privacy e social network (autopromozione)

Grazie a Marco Traferri, è online, in audio, il mio intervento a I Sabati di BluMouse, il 30 maggio 2009. QUI.

Nuovo bavaglio alla Rete?

Acclarato che, malgrado le recenti catene di Sant’Antonio e i cappuccini, la Rete non è minacciata dall’emendamento D’Alia (che non c’è più - QUI e QUI), pare che ci sia una nuova minaccia, con la scusa delle intercettazioni.
Copio e incollo il mio parere sulla questione, da un commento a un post di Massimo Mantellini. Facciamo prima, senza tante complicazioni.

Premesso che Scorza ne parla da un bel po’, molto prima di Pancini (e, infatti, quest’ultimo cita proprio quella fonte), va anche detto che Pancini da un lato dice una cosa sbagliata (quella norma non equipara il gestore di un qualsiasi blog amatoriale al direttore di una testata) e non riesce a cogliere del tutto il vero punto critico della cosa. Semplicemente perche’ da’ troppo per scontata una cosa che scontata non e’.
Ne parlavo stamattina, via email, proprio con un frequentatore di questo blog (linkato qui, nella colonna di destra).
Bisogna vedere se per *siti informatici* si intendono tutti i siti o soltanto quelli che sono giuridicamente stampa (ai sensi della l. 47/48, perche’ la modifica e’ proposta per quella legge). E non e’ questione scontata, anzi. Tra i canoni interpretativi esiste quello sistematico che, come penso suggerisca la parola stessa, impone un’interpretazione coerente con un dato sistema, che e’ la l. 47/48; e che parla di stampa *vera*.
Ma la legge e’ comunque oscura, e una legge oscura e’ la negazione del diritto. Anzi, e’ un problemone… Un chiarimento esplicito sarebbe stato piu’ che opportuno.
Nel merito, personalmente non penso che un sito qualsiasi non debba una rettifica (perche’ non la dovrebbe, ricorrendone i presupposti?). Il problema e’ che un piccolo sito qualunque non ha la forza per resistere in sede giudiziale e la capacita’ di far fronte alle pene previste dalla legge (l’omessa rettifica comporta le sanzioni - amministrative - di cui all’art. 8 l. 47/48). Ma la legge e’ uguale per tutti, si dice.
A parte cio’ (che, comunque, non e’ cosa marginale) dovremmo iniziare a pensare se i piccoli possono permettersi qualche sbavatura in piu’ rispetto ai grandi. Il tema e’ quello. Nel nostro caso, la liberta’ di espressione e’, in parte, un falso problema. Dico in parte, eh…
Incidentalmente, visto che ci piace parlare di politica, faccio notare che, sul punto, nessuno (e mi riferisco anche alla minoranza), ha fatto particolari appunti sulla norma incriminata.
Trovate tutto a partire da qui
http://www.camera.it/_dati/leg16/lavori/schedela/trovaschedacamera_wai.asp?pdl=1415
(quando si parla di leggi, non e’ mai peccato linkare le fonti ufficiali, si capisce molto di piu’ che dalle parole dei commentatori).

Puntualmente… - UPDATED

Puntualmente, la stampa riprende le bufale che circolano in Rete e non fa alcuna operazione di verifica (eppure, basterebbe veramente poco).
Ne parlavo nel post immediatamente precedente. L’”emendamento D’Alia” non esiste più, Berlusconi non c’entra (anzi, è stato proprio un Deputato Pdl - Roberto Cassinelli - ad affondarlo), ma temo che questa catena di Sant’Antonio ci tormenterà ancora a lungo.

Aggiornamento della sera: Mi accorgo, con ritardo (di cui mi scuso) che Vittorio Zambardino aveva già parlato della cosa. QUI. E ne riparla oggi, QUI.
Gianni, nei commenti, ci dice, invece, che la pagina  della stessa Repubblica non c’è piu’. O, meglio, non c’è più il testo nel senso che il link non dà errore, ma porta ad una pagina sostanzialmente vuota. Pare che la cache di Google non funzioni. Confidiamo nella nostra memoria…

Bufale in Rete

Nei giorni scorsi, poco prima delle elezioni (”guarda caso”, potrebbe dire qualcuno), è circolata la voce di una nuova norma bavaglio per la Rete.
A leggere meglio, si scopre, però, che si parla ancora dell’emendamento D’Alia (non sto a riassumere perché penso sia noto a tutti), dunque la notizia è vecchiotta (oltre che falsa, come vedremo).
Bene, io non so perché questa storia sia riaffiorata addirittura a mo’ di catena di Sant’Antonio (a meno che non voglia essere anche soltanto un po’ malizioso), ma le cose sono ben diverse.
L’ha denunciato, tra i pochissimi, Roberto Cassinelli. Per amor di verità, verosimilmente per motivi politici (del resto, è un politico), ma anche perché è stato il “killer” dell’emendamento in questione.
Bastava poco: dare un’occhiata alle fonti parlamentari. QUI la scheda del ddl “incriminato” (che è il pacchetto sicurezza S-733-B), QUI il testo (dove si vede chiaramente che l’emendamento D’Alia - l’art. 60 - è stato cancellato in Commissione alla Camera è così consegnato al Senato per il nuovo giro).

Dona un Netbook: il programma definitivo

Coma da oggetto, da oggi è disponibile il programma definitivo della conferenza, QUI.
Accorrete numerosi, il fine è benefico.

Privacy e Facebook: due parole

Non penso ci sia da dire molto.
La privacy su Facebook (in generale su molti - se non tutti i - social network) passa per due punti:
- il comportamento delle piattaforme circa i dati inseriti dagli utenti;
- la consapevolezza degli utenti.
Si fa presto a prendersela esclusivamente con le piattaforme. In realtà, molti pasticci dipendono dagli utenti e/o dagli amici degli utenti.
Ciò che manca è, appunto, la consapevolezza.
C’è stata occasione di parlarne durante i Sabati di Blumouse, con Marco Traferri e i suoi ospiti, proprio sabato scorso.
Segnalo i tre principali materiali citati:
- Raccomandazione/Risoluzione dei Garanti Mondiali
http://www.garanteprivacy.it/garante/doc.jsp?ID=1560474
- “Vademecum” del Garante italiano
http://www.garanteprivacy.it/garante/doc.jsp?ID=1614258
- Intervista al prof. Francesco Pizzetti (a cura di Vittorio Zambardino)
http://zambardino.blogautore.repubblica.it/2009/05/26/
Non penso ci sia da dire molto.
Buona lettura.

I sabati di BluMouse: 30 maggio 2009 (autopromozione)

Marco Traferri mi riserva, per la seconda volta, l’onore di partecipare a I sabati di BluMouse. Così, dovrò dotarmi di un fazzoletto miracoloso per truccarmi al volo in videoconferenza.
Si parlerà di privacy e Facebook… bel tema.

Internet è un frigorifero?

Ci sono cose che apprezzo molto in questo articolo di Stenio Solinas. L’inizio e la fine. Quanto alla parte centrale, dissento; e anche parecchio.
Gli ultimi numeri diffusi, che parlano di un’Italia ancora una volta indietro, di Internet come “un’occasione perduta, oppure un’occasione sprecata, la trasformazione di uno straordinario elemento di libertà in un qualcosa che sta fra il business, l’elettrodomestico e il passatempo”, non possono che condurre verso uno stato d’animo tra la delusione e il disincanto.
Allo stesso modo, va condiviso l’elogio della lentezza, nel suo tendere ad una dimensione più umana della vita, anche soltanto quotidiana, e che possa valorizzare i rapporti umani. Internet cum grano salis, dunque; anzi, anche meno. Ed è questo “anzi”, pur implicito, che non mi convince.
Come anticipato, è ciò che sta nel centro dell’articolo che non va; e non soltanto per certe tinte misoneiste. Continua..