I blog? Tutte chiacchiere
Pubblicato da Daniele
Gli ultimi giorni sono stati caratterizzati da una serrata discussione sul caso The Pirate Bay. Tutti abbiamo detto la nostra, spesso contrapposta. Ma non è questo la sede per rivedere le cose. Siamo sub iudice. E possiamo soltanto aspettare.
C’è, però, che si frequentano tanti ambiti. Io, in particolare, sono iscritto ad un certo numero di mailing list giuridiche. In una di queste una persona ha linkato un mio post sulla vicenda. Semplicemente perché, come mi ha detto ancora oggi, si fida di me, di quello che scrivo. A commento, sono usciti due messaggi critici che hanno contrapposto il mio fare “chiacchiere” con chi, invece, fa qualcosa. E mi riferisco ad ALCEI-Andrea Monti (che, come sappiamo, sono nella realtà molto coincidenti).
Poi, ieri sera, complice l’audio Skype di un amico, ho avuto modo di seguire (pur “a scatti”) l’intervento in diretta di Andrea Monti in occasione del camp di Olografix. Ancora, ho sentito dire che i blog fanno chiacchiere (per la verità è stata detta anche un’altra parola, ma lasciamo perdere).
Ora, vorrei dire la mia, su qualche punto:
- che faccio questo mestiere da 17 anni, il mio curriculum è facilmente reperibile e mi fa specie essere criticato anche da chi non ha necessariamente i numeri;
- che mi sono francamente rotto di persone che non hanno la minima cognizione giuridica eppure giudicano; che facciano il loro mestiere di informatici oppure quei lavori inventati;
- che io non ho la pretesa, col mio blog, di curare i mali di Internet;
- che, comunque, si diffonde la notizia (e se si vedono statistiche e link, si dovrebbe apprezzare che c’è stato un certo girare del fatto anche grazie alla blogosfera) il che penso non sia peccato, specie se lo si fa con competenza (ed io ne ho);
- che i mainstream hanno ripreso, non a caso, certe questioni dalla blogosfera (altrimenti, sarebbero ancora lì a parlare di medaglie conquistate o mancate);
- che dietro questa vicenda di TPB ci sono un sacco di porcherie che, pur in pochi, conosciamo; ma se le conosciamo dovremmo essere un attimino più ponderati; e chi non sa, taccia;
- che giudicare è sempre facile, specie se non si sa quello che il giudicato fa.
E non mi dite che sono soltanto un narcisista. Perché, semmai, sono in ottima compagnia.
Gandhi per tutti, anche prima
Pubblicato da Daniele
Io di Attivissimo mi fido perché lo ritengo sempre estremamente rigoroso e onesto, anche quando sbaglia, virtù rarissime (prima o poi, dovrò dirgli una cosa
… niente di grave, eh…).
Il tanto strombazzato discorso inedito di Gandhi non è inedito ed è già liberamente disponibile, da un po’. Per tutti noi.
Seguitelo.
Ah, l’etica…
Pubblicato da Daniele
La vicenda di Mediaset vs. YouTube e, soprattutto, quella successiva Tutti vs. Flora, mi fa riflettere sul concetto di etica, più volte richiamato in giro (e anche qui).
Ditemi la vostra, in generale e, se volete, con riferimento specifico agli informatici.
Soltanto una mia riflessione preliminare (che non vuole - e non può - influenzare i commenti): ho l’impressione che, in giro, ci siano parecchi preti… laici.
In difesa di Lastknight, Matteo Flora
Pubblicato da Daniele
Impegnato a scrivere un commento ad una sentenza in tema di software. Mi manca un po’ l’ispirazione finale, allora vado altrove.
La questione Mediaset vs. YouTube mi gira ancora in testa, da quando è stata resa nota. Dopo le dichiarazioni “politiche” pensavo che la cosa si fosse un po’ sgonfiata e invece…
Matteo Flora è stato bersagliato di insulti; sul suo blog e, probabilmente, anche altrove.
Poi c’è uno, confusamente ripreso da Beppe Grillo, che con il piglio-cipiglio (non originale) del giornalista d’indagine invita tutti a visitare il blog di Matteo e a dirgli ”bravo” (sic). Questo il ragionamento. I mainstream (nel caso concreto il Corriere, citando anche il TG5) prendono i video altrui su YouTube, ci mettono la pubblicità e, così, fanno i soldini a scrocco. Poi, Mediaset fa causa a YouTube, bella faccia tosta. Certo, si può dire, anzi si deve dire. Io per primo penso che troppe volte i mainstream siano un po’ “allegri” in punto diritto d’autore (anche se la citazione di una frase di Mentana è un esempio giuridicamente sballato, dunque il discorso delle libertà vacilla non poco). Ma questo non vale necessariamente ad assolvere YouTube (che, certamente, si difenderà in modo ottimale). Soprattutto, malgrado il convinto “a proposito” del commentatore, non c’è alcuna pertinenza col ruolo di Matteo. E sarò un po’ snob, ma quelli che dicono “fails” (file al plurale, giusto per capirci anche senza audio) mi fanno impazzire…
Torniamo a me. Già nei giorni scorsi mi ero convinto che sulla vicenda dovevo scrivere qualcosa di più (avevo buttato giù soltanto una cosa brevissima) ed avevo pensato ad una sorta di Q&A che cercasse di spiegare perché Mediaset ha fatto causa, i criteri di calcolo della richiesta di risarcimento, come finirà, ecc. Ma, alla fine, mi sono reso conto che, della vicenda, sappiamo veramente poco e che, pertanto, dovremmo stare un po’ zitti, invece di blaterare. In queste condizioni occorre avere anche il coraggio e l’intelligenza di tacere. Io ci sto provando.
Purtroppo, gli ultimi fatti citati mi hanno fatto recedere dai miei primi intenti e ho deciso di salvare qualcosa di quello che volevo pubblicare. Riporto una parte delle mie Q&A, su un argomento di cui posso parlare. Ne ho competenza e diritto. Nulla in contrario, vero?
D: E Matteo Flora si è venduto?
R: Matteo Flora è un libero professionista, fa il consulente informatico e si occupa prevalentemente di computer forensics. E’, pertanto, un tecnico che assiste una parte in giudizio (pubblica o privata) ad esempio, come nel caso concreto, reperendo prove con metodo scientifico. Nel caso concreto, è stato incaricato, dai legali di Mediaset, di ricercare prove (si, ok, “evidence” faceva più figo) su YouTube. Per soldi (oddio, che schifo…).
Piaccia o no, come dice lui contribuisce all’esercizio del diritto di difesa ex art. 24 Cost. Che non spetta soltanto agli innocenti (o a quelli che noi crediamo tali), dovendolo negare ai colpevoli (a quelli che noi crediamo tali); che non spetta soltanto ai giusti (a quelli che noi crediamo tali), senza che riguardi i cattivi (quelli che noi riteniamo tali); che non è un diritto soltanto per coloro che stanno dalla nostra parte e non ai nostri avversari politici.
Il movimento “anti-berlusconi” pare se la prenda anche con gli estranei (ed è questa la cosa sbagliata), con uno che fa il suo mestiere e non scrive atti giudiziari (ed anche chi scrive atti giudiziari fa il suo mestiere, malgrado abbia un cognome “scomodo”).
Matteo non si occupa di diritto (nel senso stretto) e non trae certe conclusioni. Insomma, non dice e non può dire che YouTube sia fuorilegge, che un certo numero di filmati su YouTube equivalga a tot mancate visioni per Mediaset, tanto meno che l’”affare” abbia comportato un danno pari a 500 milioni di euro. Quello è lavoro da avvocati, eventualmente assistiti da altri consulenti, non informatici. Tutti professionisti, comunque. Che fanno il loro lavoro contribuendo all’esercizio del diritto di difesa sancito da quella Costituzione che troppo spesso viene invocata a sproposito, ma che, putroppo, rimane sovente sconosciuta quando vale anche per chi non ci è simpatico. Poveretta…
L’attacco a Matteo (del quale non sono difensore d’ufficio) è soltanto frutto di qualunquismo, pregiudizio (anche politico), ignoranza e invidia.
P.S.: Succede una cosa simpatica. Il video riportato da Grillo parla di un filmano preso dal Corriere su YouTube. Senza diritto (forse). Prima della “notizia”, però, il Corriere mette la pubblicità e ci lucra. E’ una pubblicità di un pesto industriale. Dietro quel monte c’è casa mia e la telecamera era fissata molto vicino alla casa di Grillo. Ma pensa te…
Santa wireless
Pubblicato da Daniele
Non è il mio paesello natio, ma quasi: ci ho vissuto trent’anni, ora sono confinante, ma ci “bazzico” ancora.
Certamente con meno rumore rispetto ad altre iniziative, Santa Margherita Ligure è diventata wireless.
Farò una prova, anche se mi aspettavo una cosa gratuita.
Zingaretti mantiene le promesse?
Pubblicato da Daniele
Forse sì. E malgrado, a suo tempo, mi sia preso i rimbrotti anche di anonimi (che, guarda caso, commentavano da una certa istituzione pubblica…), pubblico volentieri questa notizia freschissima. C’è un piano. Vedremo.
Mecenatismo culturale e Sponsorizzazione
Pubblicato da Daniele
E zitto zitto, il Bretella (Alessandro Ferretti) si è aperto un account su ISSUU ed ha pubblicato il testo di cui all’oggetto.
Certo, un argomento molto di nicchia, ma trovo che proprio la pubblicazione libera e gratutita di scritti su temi meno noti e approfonditi ne moltiplichi il valore.
Il caso Alfano
Pubblicato da Daniele
In un post in cui facevo i miei auguri al nuovo Guardasigilli (e ce n’è bisogno…) che ho salutato come “tecnico” (dopo decenni di gente - di tutti gli schieramenti - che con il diritto vero, quello dei tribunali, proprio non c’entrava), un commentatore mi ha fatto notare qualche incongruenza sull’onorevole Alfano.
Già mi sono sbagliato a chiamarlo Antonino invece di Angelino (e mi scuso), ma la cosa più inquietante è che malgrado il profilo sul sito del Parlamento lo definisca “avvocato”, secondo Cassa Forense e CNF, non c’è alcun Angelino Alfano iscritto in un qualche Ordine nazionale.
Vero è che, in alcuni casi, si può godere del titolo anche senza essere iscritti ad un Ordine, ma io vorrei sapere qualcosa di più.
Se qualcuno volesse dare una mano…
Decreto Pisanu: chiarimenti necessari?
Pubblicato da Daniele
Le statistiche di Shiny e Feedburner mi dicono che, a distanza di anni, c’è ancora un grande interesse sul “decreto Pisanu”.
Pensavo fosse tutto chiaro, ma, evidentemente, non è così.
Sono qui. I commenti sono a disposizione. Cerchero’ di rispondere. Fatevi sotto.
E il Viagra-sound mai, eh…
Pubblicato da Daniele
Non sono più furbo degli altri. Sono soltanto un po’ più scettico della media. Ho letto, in giro, i primi lanci dei media su I-Doser, l’inquietante, terrificante, anzi “stupefacente” droga (sic) acustica di cui si sono occupati i media (per primo il TG.com, a quanto risulta) a seguito di una qualche comunicazione del GAT (Comunicato? Conferenza stampa? I giornali disorientati la vendono come meglio credono) . E sono rimasto parecchio perplesso. Ho letto i titoli e, credetemi, non ho letto gli articoli. Li ho subito ritenuti “irricevibili”.
Leggo, invece, appassionato l’”indagine” (questa sì, alla faccia di chi, per mestiere, fa l’investigatore) di Paolo Attivissimo. Sempre attento, preciso… intelligente.
Insomma, l’ennesima patacca, magari, senza voler essere paranoici, con uno sgambetto sulla Rete che ha immediatamente galvanizzato anche un parlamentare “forcaiolo” (e parecchio ingenuo, tanto da non dover stare dove sta).
Non dico altro, Attivissimo argomenta perfettamente da solo e non ha certo bisogno delle mie conferme.
Concedetemi, però, qualche battuta sul caso (anche se non so se sia il caso di sdrammatizzare più di tanto) a mo’ di Q&A.
- E’ vero che I-Doser sta sbancando la Spagna?
Non più della vittoria agli Europei.
- Ma se le cuffie convenzionali non rendono le frequenze tra 7 e 13 Hz, che fare?
Esistono i subwoofer, consigliati da I-Doser, sui quali sedersi per percepire meglio le frequenze così basse. Non si garantiscono, però, effetti sulla mente piuttosto che su altre parti del corpo interessate alle vibrazioni.
- E dove sta il business se un file scaricato (e soltanto eventualmente pagato) rimane nella disponbilità dell’audio-tossico per uno sballo ripetuto e infinito e, anzi, lo si può trovare gratuitamente sul mulo?
I-Doser, in collaborazione con le Major, sta studiando un apposito sistema di DRM.
- Le I-Dosi, non essendo stupefacenti classificati, non sono illegali. Ma provocano gli stessi effetti delle droghe vietate. Come arginare il fenomeno?
Sono allo studio le nuove tabelle Urbani-Fini-Giovanardi, raro esempio di convergenza interdisciplinare.
- Ma Attivissimo può sbagliare?
Certo, un ticinese come lui può sempre prendere una cantonata… (chi non la capisce, mi scriva…).
Parentesi seria: ora, però, dalla GdF dovrebbero spiegarci i motivi (possibilmente smentendosi, visti gli approfondimenti) di questa bufala realmente colpevole.