Blog e rettifiche: io penso differente – UPDATED 2

Io partirei da qui:

Mi permetto di sottoporti anche questo: Li firmiamo?

http://scialdone.blogspot.com/2009/06/li-firmiamo.html

E’ un’opinione ovvio, discutibile ovvio, ma in tutto questo tripudio di “famigerati ammazzainternet” diventa davvero difficile per chiunque esprimere opionioni “altre” o potere in qualche modo interloquire, visto che il “nuovo pensiero unico” diventa di volta in volta a cascata l’unico e il solo che viene massicciamente veicolato in modo assolutamente inconsapevole dai tantissimi altri.

La coda incredibile e difficilmente bloccabile dell’emendamento D’alia docet.

http://scialdone.blogspot.com/2009/06/emendamento-dalia-facciamo-un-po.html

Condivido che tenere alta l’attenzione, nel dubbio, è sicuramente la strada da percorrere, ma da sempre ho ritenuto molto più utile farlo attraverso interlocuzione e il “condizionamento” e penso anch’io, nella fattispecie, che sia molto più costruttivo e produttivo tentare di trovare un interlocutore che si dimostri sensibile e si dia da fare attivamente.

Dovremmo essere così forti da imporre noi l’agenda legislativa in questo settore, piuttosto che subirla

dice qua Maistrello

http://www.sergiomaistrello.it/2009/07/04/io-il-14-luglio/
che sull’argomento esprime concetti assolutamente chiari e condivisibili.
Io non penso dovremmo protestare col silenzio. Al contrario, credo dovremmo parlare molto di più, spiegare molto di più, documentarci molto di più, facendoci forti dei fatti e guadagnando credibilità grazie alla laicità intellettuale dei nostri ragionamenti e alla rigorosa rinuncia all’emotività. Saranno i fatti a renderci liberi, non l’indulgere in proteste improvvisate, spesso isteriche e talvolta del tutto inconsapevoli. Nel caso delle leggi che in questo periodo lambiscono internet, in particolare, io credo che l’argomento “giù le mani dalla libertà d’espressione” abbia fatto un po’ il suo corso, tanto che spesso finisce per fare il gioco di chi un bavaglio alla rete magari vorrebbe metterlo davvero.

Siamo autoreferenziali, reagiamo con argomenti che convincono chi è già dalla nostra parte e confondono o peggio irritano chi già ci vede con distanza e sospetto.

[…] La casualità, l’improvvisazione, l’ignoranza su temi così strategici per il paese sono il vero scandalo. Su questo dobbiamo e possiamo lavorare molto di più. Abbiamo margini enormi di lavoro, se riusciamo a essere più forti, più coesi, più precisi e più saldi di nervi.
Aggiungo (io) che così si corre il rischio (anche) che le cose davvero importanti, poi passino tra il silenzio e l’ignoranza (nel senso di sconoscenza) generali.

Trattasi del commento di tal darmix (dico *tal* perché confesso di non conoscerlo come nick, non per fare lo snob) che quoto anche nella singola virgola. E’ QUI da QUESTO post di Quintarelli.
Io ho avuto veramente poco tempo per parlare del famigerato “decreto Alfano” (*). Sono stato travolto dal lavoro (l’unico che ho, quello di avvocato) e il poco tempo libero l’ho dedicato ai miei affetti, anche distanti.
I blogger, i giornalisti, i politici, i tecnici avrebbero fatto meglio a partecipare, ad esempio, all’incontro di Pescara (peraltro benefico pro Abruzzo) invece di starsene nelle loro torri d’avorio a *memare* iniziative fondate su errori gravissimi. Purtroppo, non c’erano tramezzini, non c’erano super sponsor coi loro speakers, non c’erano gettoni di presenza (ci siamo pagati tutti le spese).  E’ stata una cosa di sostanza, molto sobria.
Dunque, i soggetti di cui sopra non si sono visti. Peccato, perché avrebbero sentito Guido Scorza e anche il sottoscritto sostenere che, semmai, è un problema di testo scritto un po’ male, non un “ammazzainternet”.
Le parole, sempre le parole… “Le parole sono importanti” (così me la cavo con la citazione dotta).
Anche i baci sono importanti, ma questa è un’altra storia.

(*) Ho letto in giro che molti si sono allarmati per la forma del “decreto”. Ecco… non è un decreto… è il ddl intercettazioni che tutti conoscono (per altri motivi, decisamente più seri)… Giusto per chiarire che non si tratta di un colpo di mano del Governo, ma della volontà, esprimenda (vedremo come) del Parlamento, pur con una certa maggioranza. Giusto per capire che ci vorrebbe maggiore preparazione nel commento delle notizie.

P.S.: Linko anch’io gli Onorevoli Palmieri e Malan che si stanno occupando del caso.

Aggiornamento del 6 luglio 2009, ore 00:10 (dopo il MotoGP…): Sergio Maistrello, nei commenti, dice di non aver capito bene le mie parole. Siccome il suo è un test importante e attendibile, penso sia il caso di spiegarmi meglio (ho messo giù un po’ di getto, in effetti).
Come scritto a suo tempo, io non penso che il testo del ddl intercettazioni, nella parte in cui prevede l’obbligo di rettifica anche per i “siti informatici”, sia un “ammazzainternet”. Io ritengo che l’obbligo riguardi le testate registrate (non a caso si tratta di una proposta di modifica alla legge sulla stampa), non qualunque sito (addirittura, ho sentito parlare di obblighi in capo a Google e simili…).
Certo è che il testo si presta ad interpretazioni sballate. Allora, sono d’accordo con una modifica che, però, non può essere pubblicizzata con il silenzio delle ultime iniziative internettiane.
Ecco, bisogna parlarne.

Aggiornamento del 6 luglio 2009, ore 02:00 (guardando “Cose mai viste”): vedo che anche Dario è per il parliamone… E mi piace anche citare raxi, mio pragmatico conterraneo (ma leggetevi anche i commenti successivi, ché si comprende meglio il suo pensiero).
Si allarga il fronte, molto bene…

Posted in Internet e stampa.

24 Responses to Blog e rettifiche: io penso differente – UPDATED 2

  1. Daniele, scusa, non mi è chiaro con chi te la prendi. Siccome ci sono finito dentro con stralci di un discorso a cui tengo, mi piacerebbe capire meglio, se possibile. Grazie.

  2. Daniele says:

    Sinceramente, dici che non sono stato chiaro?
    Dimmi pure qui, edito volentieri.

  3. Marco says:

    Visto che in qualche modo sono chiamato in causa, ribadisco che nella sostanza la penso come te, Daniele, e che, a puro scopo precauzionale, avrei reputato una buona cosa (e continuo a reputarla tale) l’approvazione di un emendamento chiarificatore.

    Ciò detto, non posso che esprimere delle perplessità (le solite) sulla tendenza alla drammatizzazione, alla guerra di religione, all’attacco alla “libertà” per qualunque proposta, pure la più insignificante, pure quella che non ha alcuna speranza, non dico di venire approvata, ma neppure di essere discussa in aula (vi ricordate il casino sul progetto di legge Levi?).

    Il rischio è quello della storiella in cui il bambino gridava sempre “Al lupo, al lupo”… ci ricordiamo tutti come va a finire, no?

    Nel caso specifico, poi, il rischio, segnalato ad altri in privato (ma magari lo ripropongo sul blog), è che, a normativa approvata, questa battaglia si riveli altamente controproducente… Insomma, dopo aver gridato per mari e monti che quella norma è liberticida perchè si applica a tutti i siti informatici, poi ci vuole un bel coraggio a sostenere che, a ben vedere, si applica solo ai siti di testate registrate.

  4. Daniele says:

    Marco, eri rpesente anche tu, a Pescara, quando abbiamo parlato della cosa. Anzi, eri al tavolo dei relatori e sai benissimo come la penso. Che, poi, e’ il pensiero di Scorza che, non a caso, ha proposto un emendamento chiarificatore, anche se, ultimamente, mi sembra sposti un po’ il tiro.

  5. Marco says:

    Infatti… era da giorni che pensavo … e Minotti quando scrive I Think different? 🙂

  6. Daniele says:

    Son stato un po’ preso e, anzi, questi giorni sono ancora piu’ pesanti…

  7. bruno saetta says:

    Sono spesso d’accordo con quanto da te asserito. E’ ovvio che è sempre meglio il dialogo che lo scontro. Un emendamento chiarificatore andrebbe bene qui (a differenza del caso D’Alia!), ma chi lo fa? Quello di Scorza va bene, ma lo approvano così?
    Il punto è che in rete, come un po’ dappertutto, il dialogo non fa colpo, mentre fa colpo la protesta, l’urlo, l’alzare la voce. Purtroppo è un dato di fatto. Spero serva per far capire che si è disposti a battersi per quello in cui si crede, per azzerare il tutto e ripartire col dialogo. Ma se l’altra parte è disponibile.
    Per il silenzio non sono d’accordo nemmeno io, ma a me pare sia un modo di dire più che altro.
    Per il fatto se la norma si applichi a tutti i siti oppure solo alle testate editoriali, non sono convinto. O la norma è scritta male oppure è volutamente ambigua. Si sa, poi, che le norme, scritte bene o male, si applicano come sono scritte!

  8. aghost says:

    io ho provato a dirlo a gilioli, che era un’idea demenziale quello dello sciopero, che sarebbe come non bere durante il proibizionismo, e che anzi bisogna semmai parlarne di più, non stare zitti. Mi ha risposto che non vedo oltre il mio naso 🙂

  9. Daniele says:

    @aghost
    Guarda, mi spiace proprio dirlo (perche’ in diverse occasioni l’ho apprezzato), ma Giglioli sta prendendo una cantonata colossale.
    Cavalca l’onda suggestiva, ascolta poco le voci dissenzienti, preferisce il tacito baccano di un silenzio che non sara’ roboante, dunque non servira’ a nulla, se non a frignare a posteriori.
    Fare, non disfare, non tacere.

  10. Daniele says:

    Gilioli e non Giglioli, sorry…

  11. GG says:

    Caro Daniele, già tempo fa – sulla presunta legge “ammazzablog” – linkai le tue considerazioni laiche lucide. Assai piacevolmente mi ritrovo ora d’accordo con te in merito al ddl intercettazioni. Sto seguendo la questione da poco, ma mi ha molto stupito come eminentissimi blogger-giuristi-giornalisti non abbiano considerato l’interpretazione “sistematica” dell’art. 15 del ddl, che si limiterebbe perciò a riguardare ad es. i siti di repubblica, del corriere etc., e non il tuo o il mio blog.
    Comprendo l’intento “politico” di un’esagerazione che evidentemente è voluta, anche perchè la goffaggine del legislatore in tema di nuove tecnologie è innegabile. MI piacerebbe tuttavia che, in questo paese in cui la prevalenza dell’urlato e del percepito sull’argomentato e sul ragionato sembra essere uno dei mali più terribili, almeno chi ha un cervello si battesse per dimostrare che una nuova cultura è possibile.

    Con profonda stima

    GG

  12. Daniele says:

    @GG
    Guarda, a me basta soltanto una parola: laico. Se me la attribuisci, mi fai un onore che non immagini.
    Grazie.

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  14. clara says:

    Ho letto che il termine “notizia” non riguarda qualsiasi informazione ma solo quella giornalistica.

    Per cui diventa abbastanza facile capire a quali “siti internet” ci si riferisce nel ddl. No?

  15. Daniele says:

    Io di questa cosa non sono convintissimo, ma trovo decisive altre questioni che convergono verso la stessa direzione.

  16. clara says:

    Forse mi sono spiegata male: non volevo dire che “notizia”, in generale, significa informazione giornalistica, ma che la legge sulla stampa usa il termine “notizia” per indicare esclusivamente l’informazione giornalistica. Quindi sembra strano che di colpo la stessa legge si metta a parlare di notizia con altra accezione. E ancora più strano è che la stessa legge di colpo disponga su materie di cui non si occupa. Spero di essermi spiegata meglio.

  17. Daniele says:

    Tranquilla, Clara. Volevo soltanto dirti che non trovo quell’argomento decisivo (anche se e’ molto interessnate).
    Nella sostanza, son d’accordo con te e vedo che siamo in netta minoranza (ma ne vado fiero).

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  21. aghost says:

    ribadisco quanto già detto: è una legge poco chiara e pasticciata che si presta a troppe interpretazioni. Quindi una pessima legge. Del resto basta leggere i commenti, o le opinioni degli esperti, in cui si danno interpretazioni anche radicalmente diverse. Ricordate la registrazione in tribunale o l’obbligo di mettere la partita iva in home page? Si discusse mesi per capire chi lo doveva fare…

    Nel dll sicurezza hanno messo anche la decurtazione dei punti della patente ai ciclisti, ma vi rendete conto? Non saremo mai un paese serio finché si legifera in questo modo.

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