:.:.: (il blog di) Daniele Minotti

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Peer2Pirl

Mi fa piacere che anche Gilberto Mondi, su Punto Informatico, si sia occupato del caso del giovane torinese accusato di aver condiviso materiale pedoporno, in realtà un fake. E Mondi ha anche trovato l’articolo web su La Stampa (del cartaceo, mi avevano parlato nei commenti di un precedente post).
Il problema c’è ed è serio. Anni addietro ne avevo parlato proprio su PI (ringrazio Mondi per la citazione). Probabilmente, non sono stato il primo, come Mondi non sarà l’ultimo. Ed è giusto così, almeno sino a quando non cambieranno le cose.
Bisognerebbe ripensare parecchio questo genere di indagini. Se una persona viene sopresa a condividere un file illegale, con eMule, non è detto che ne sia consapevole. C’è il problema dei fake e non soltanto, per dirla tutta. E sono fatti arcinoti. E’ piuttosto triste che gli investigatori non lo sappiano.
L’attività di monitoraggio delle reti P2P si rivela, spesso, soltanto un pretesto per avviare perquisizioni e sequestri. E’ troppo poco, a mio parere, per giustificare un’invasione così profonda e traumatica nella sfera dell’individuo.
Vedremo il caso concreto. Proprio ieri mattina, in relazione proprio a quell’operazione savonese nella quale difendo un’altra persona, ho depositato un atto che mi porterà, a breve, a conoscere gli atti di indagine.
One more thing: poi, è aperta la discussione su chi può essere il “pirla” che diffonde fake pedoporno. E’ uno scherzo pessimo, anzi di più.

6 Commenti »

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6 Risposte a “Peer2Pirl”

  1. Gianni dice:

    Interessante l’articolo, ma soprattutto alcuni commenti su P.I., che certo rispecchiano l’opinione generale dell’utenza p2p.

  2. Marco Meneghello dice:

    Secondo me i fake vengono messi in circolazione proprio per creare del “rumore di fondo” e distogliere l’attenzione da altre attività.

    Se questo è lo scopo, l’indagine di cui si parla dimostra che semplicemente funziona, e si sprecano risorse preziose correndo dietro alle persone sbagliate.

  3. emilio dice:

    Mi lascia perplesso anche questo passaggio: “Il suo legale, Emanuele Crozza di Torino, gli ha creduto e ora tenterà di difenderlo. «Intanto - spiega - prima di assisterlo ho voluto mettermi in contatto con un perito informatico. Il tempo di spiegare la situazione e ho subito avuto la risposta: sì, è possibile essere coinvolti in un’indagine telematica contro la pedofilia, senza avere alcuna responsabilità”

    Da quando hanno diritto alal difesa solo gli innocenti?

  4. Daniele dice:

    Mah… i giornalisti ricamano molto, eh…

  5. Franco dice:

    Sei mesi fa mi è successa la stessa cosa, ho scaricato il 40% di un fake prima di accorgermi che non era quello che stavo cercando. Ho visto i nomi alternativi del file, e facevano quasi tutti riferimento a contenuti pedopronografici.
    Ho cancellato tutto e ho fatto denuncia alla polizia postale, come raccomanadto sul sito della polizia, ma il poliziotto mi ha detto che non serve a prevenire l’indagine, se mai la si può dare al giudice in seguito.
    Onestamente da quel giorno vivo nel terrore di un’accusa del genere.

  6. D# dice:

    è aperta la discussione su chi può essere il “pirla” che diffonde fake pedoporno

    Ho appena postato la mia opinione come commento sul post correlato: http://www.minotti.net/2008/05/18/operazioni-ossidate/#comment-6589

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