Stalking: è reato (anche in Internet) dal 25 febbraio
Pubblicato da Daniele
Era un disegno di legge, già approvato da un ramo della Parlamento e in attesa dell’OK da parte dell’altro. Ma il Governo ha deciso, con lo strumento del decreto legge, di anticipare le cose.
In vigore dal 25 febbraio (giorno successivo a quello di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale) la legge prevede questo nuovo reato
«Art. 612-bis (Atti persecutori). - Salvo che il fatto costituisca più grave reato, e’ punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni chiunque, con condotte reiterate, minaccia o molesta taluno in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero da ingenerare un fondato timore per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita.
La pena e’ aumentata se il fatto e’ commesso dal coniuge legalmente separato o divorziato o da persona che sia stata legata da relazione affettiva alla persona offesa.
La pena e’ aumentata fino alla metà se il fatto e’ commesso a danno di un minore, di una donna in stato di gravidanza o di una persona con disabilità di cui all’articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, ovvero con armi o da persona travisata.
Il delitto e’ punito a querela della persona offesa. Il termine per la proposizione della querela e’ di sei mesi. Si procede tuttavia d’ufficio se il fatto e’ commesso nei confronti di un minore o di una persona con disabilità di cui all’articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, nonche’ quando il fatto e’ connesso con altro delitto per il quale si deve procedere d’ufficio.».
Qualche chiarimento.
Prima, per fatti analoghi, si poteva contestare il reato di cui all’art. 660 c.p. (Molestie), previsione molto blanda e, soprattutto, di dubbia (se non impossibile, secondo me) applicabilità alla telematica (Internet non è luogo pubblico, aperto al pubblico, tanto meno telefono).
Le condotte devono essere reiterate, nel senso che non è sufficiente un singolo episodio (ne bastano due?).
La minaccia o la molestia devono cagionare “un perdurante e grave stato di ansia o di paura” ovvero devono essere tali “da ingenerare un fondato timore per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita”. Che, specie in punto “ansia”, è una previsione piuttosto vaga, pericolosa (lascia troppo spazio al giudizio concreto). L’ha già detto Fulvio.
Ancora, non capisco l’aggravante se il fatto è commesso dal coniuge legalmente separato o divorziato o da persona che sia stata legata da relazione affettiva alla persona offesa. E’ la normalità dei casi, purtroppo.
Il termine per la querela (semestrale) è, non a caso, allineato a quello per i reati di violenza sessuale. E’ non è l’unico indizio che avvicina il nuovo reato a quelli appena menzionati.
Rimangono, tra gli altri, anche l’istituto dell’ammonimento e la nuova misura cautelare del “Divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa “.
Vedremo. Effettivamente, lo “stato d’ansia” è piuttosto vago. Confidiamo in un’applicazione equilibrata anche perché le pene non sono da poco.
24 Commenti »
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Pubblicato il 28 02 2009 alle 0:37 quota
stavo giusto chiedendomi se ne avresti parlato.. A me (che non sono penalista) la questione dello stato d’ansia fa venire ansia.. mi sembra che possa prestarsi facilmente ad un utilizzo, come dire, distorto…
Pubblicato il 28 02 2009 alle 16:45 quota
Sul problema della reiterazione, configurando la nuova incriminazione un reato abituale, a mio modo di vedere non sono sufficienti due condotte. I fatti di stalking dovranno essere perpetuati per un periodo di tempo giuridicamente apprezzabile (similmente a quanto avviene per il delitto di maltrattamenti ex art. 572 C.p.), anche se non è richiesta necessariamente una continuità temporale. Sul problema dello “stato d’ansia”, effettivamente può porsi una questione di tassatività. Attendiamo le prime applicazioni giurisprudenziali. Inoltre, c’è anche la problematica dell’elemento soggettivo: l’evento (rectius: gli eventi) descritti nella fattispecie (da intendersi ovviamente in senso psicologico), potranno essere cagionati anche con dolo eventuale? Personalmente lo escluderei, ritenendo il nuovo delitto compatibile solo con il dolo intenzionale, al più col dolo diretto.
Infine, l’aggravante del secondo comma non la trovo così illogica, se consideriamo che i fatti di stalking spesso sono posti in essere da persone che erano state legate alla vittima da una relazione affettiva (si pensi, a titolo d’esempio, ad un ex fidanzato che non abbia accettato la rottura).
Pubblicato il 01 03 2009 alle 1:46 quota
Ciao Daniele. C’è un punto sul quale non riesco a trovare conferma ed è quello relativo alla procedibilità d’ufficio. Ho letto che quest’ultima potrebbe anche essere conseguente ad un ammonimento privo di risultati, quindi il caso di un cyberstalker che recidiva (pur in assenza di querela formale da parte della vittima) nonostante l’ammonimento del questore. Quanto allo stato d’ansia non condivido la lettura fatta nel post che hai linkato. Nella lettera dell’art. 612bis, a mio avviso, lo stato d’ansia non è fondante della fattispecie bensì alternativo alle altre due ipotesi (timore per l’incolumità-alterazione delle abitudini di vita) e ciò perchè interpreto “ovvero” con valore disgiuntivo e non con valore esplicativo. Inoltre gli esempi riportati nell’articolo linkato forniscono una visione semplicistica del cd. cyberstalking. Non si può ridurre questo fenomeno (ampiamente studiato e disciplinato all’estero) a pressanti richieste non corrisposte di amicizia sui socialnetworks o all’ansia che il nostro compagno venga a conoscenza delle nostre chattate clandestine con terzi. Il cyberstalking è ben altro ed è con esso, prevalentemente, che dovranno confrontarsi gli organi di polizia e la magistratura in sede applicativa. Proviamo ad immaginare qualcuno che per anni ti dileggia su vari spazi web, demolisce la tua immagine nel contesto dei socials da te frequentati, si sostituisce a te clonando il tuo nickname, pubblica giornalmente illazioni nei tuoi confronti, ti invia mail dal contesto sgradevole, ti scredita con mail inviate alle tue frequentazioni o addirittura diffonde in modo massivo con l’uso di strumenti automatici, a centinaia e centinaia di persone messaggi diffamatori nei tuoi confronti o ancora (questa è l’unica che non mi è capitata) inserisce le tue immagini in siti di annunci on line. Questa è la casistica del cyberstalking negli altri paesi ed è questa la realtà con la quale ci si dovrà confrontare a livello applicativo anche da noi, il che non significa escludere possibili esagerazioni ma ritenere che saranno episodiche per il fatto che il cyberstalking è “altro” da ciò che si è descritto. Per la lunghezza del mio commento chiedo venia..Ross
Pubblicato il 01 03 2009 alle 12:57 quota
Grazie per gli interessanti commenti. Provo a dire la mia.
@Stefano
Era una battuta provocatoria. Lietissimo di non essere il solo a ritenere la sussistenza di un reato abituale, dunque al di la’ di due volte.
Sul dolo eventuale, mah… non so, ma tendo ad escluderlo, come te.
Sull’aggravante. Come detto, si tratta dei casi, purtroppo, ordinari. Dovrei dare un’occhiata alla relazione ai ddl, al limite la vedo giustificata dalla maggiore confidenza che una persona gia’ affettivamente legata alla vittima ha con essa.
@Ross
La procedibilita’ d’ufficio in caso di ammonimento non e’ prevista nel nuovo 612-bis, ma dove si palra di ammonimento (art. 8 del d.l.). Che, in effetti, non e’ una gran collocazione sistematica.
Sullo stato d’ansia, appunto e’ alternativo. Se non c’e’ lo stato di paura o lo stato di timore, bisogna guardare al primo e il problema rimane.
In punto casistica di cyberstalking, non so se tutto quanto succede in Internet (gli esempi che fai) sia riconducibile al 612-bis. Parli di casi di molestia indiretta (nel senso non direttamente rivolta alla vittima, ma sparsa in giro).
Sono casi tutt’altro che rari, hai perfettamente ragione, ma penso che non rientrino nella nuova previsione essendo, come hai detto tra le righe, piu’ compatibili con la diffamazione.
E’ un limite della legge. Magari in sede di conversione…
Pubblicato il 01 03 2009 alle 13:34 quota
Concordo. Non si capisce come uno possa essere indotto a temere per la propria incolumita’ usando solo dei bit … non li puoi respirare, non li puoi mangiare, non li puoi tirare in testa a qualcuno … saro’ stupido io, ma qualcuno mi deve spiegare come diavolo fare a mettere a repentaglio l’incolumita’ di qualcuno usando solo dei bit (ditemi come e giuro che lo provo su me stesso, nudo, cosparso di pece e piume d’oca, mi filmo, e mi metto su youtube alla pubblica gogna).
p.s.: Okkio Bubbole’, gli hanno dato la fattispecie nuova nuova … ora questo ci denuncia per sperimentarla …
Pubblicato il 06 03 2009 alle 15:53 quota
da 14 mesi subisco molestie e persecuzioni, oltre alle percosse e violenze ricevute prima, già denunciate, devo ritenere che essendo stata approvata solo adesso questa legge non potro avvalermi finalmente di questo strumento? grazie
Pubblicato il 07 03 2009 alle 1:59 quota
Si puo’ sempre iniziare ora, no?
Pubblicato il 10 03 2009 alle 6:10 quota
Buonanotte,
Meno male che ora lo “stalking” è diventato oggettivamente un reato, io non ne posso più perché è dal 1997 ad oggi (ora ho 29 anni) che sono perseguitata da un ex dipendente della Società dei miei genitori, di cui ai tempi IO scoprii ciò che effettuava di “illegale” nella ditta…
La cosa si è protratta fino ad oggi, egli ha allontanato con minacce o a pagamento tutte le mie “cosiddette” amicizie, non che le persone che conoscevo al momento che, dato che, essendo seguita, egli ne registrava il numero di targa ed io, la seconda volta che tentavo di ricontattare la persona, colei o costui mi dicevano che non volevano più uscire con me, inventandosi anche, per esempio, di essere ricoverati in ospedale per aver rotto una gamba in moto (ed avendo io personalmente constatato che, invece, erano stra-presenti al posto di lavoro…). Una ragazza ha persino detto a mio padre “no, io voglio star fuori da quel giro lì”….
Ora, che per casualità o non so, (la cosiddetta persona mandante si chiama XXXXXXXX, di XXXXXXXXX), sono finalmente, dopo oltre 10 anni di inseguimenti e comportamenti abusivi da parte di pensionati o marocchini soprattutto (egli ha indagato e scoperto che sono stata diverse volte violentata da questa “categoria umana” spregevole, per non dire di peggio, a mio giudizio) ed ora “si limita” a far chiamare i carabinieri quando io ed il mio ragazzo ci incontriamo in macchina la sera, citando che noi stiamo facendo atti osceni in luogo pubblico (cosa assolutamente falsa), nonché a farci fotografare da minorenni che necessiterebbero dei dovuti soldi (per comprare la cocaina) o facendoci prendere in giro o insultare da parte di persone adulte….. Faccio presente che il mio ragazzo ha 44 anni ed è stato anche consigliere comunale !!!!!!!!!!!
Se potreste darmi qualche consiglio in proposito, su come legalmente affrontare la situazione “da psicopatici”, Vi sarei enormemente grata, letteralmente : non ne posso più, oltre ad aver avuto giudizi (da parte di N.3 psichiatri) di essere un’allucinata !!!!! Ma ora seguiti non siamo solo io e mia mamma (volevano persino RICOVERARMI), ma anche il mio ragazzo, che ha visto e stra-constatato ciò che TUTTE LE SANTE SERE CHE CI VEDIAMO avviene……………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………
Grazie e cordiali saluti.
Alessia Bernasconi
Via Puccini 21
22070 GUANZATE (CO)
Tel.:031-976626 - Cell.:3485154380
Pubblicato il 10 03 2009 alle 10:06 quota
Comprendo il suo stato d’animo, ma La prego di non fare nomi qui. Se ritiene, li faccia all’Autorità, visto che oggi c’è qualche strumento in più.
Cordialità.
Daniele Minotti
Pubblicato il 10 03 2009 alle 12:47 quota
Da anni sono perseguitato in ambito condominiale da una solo famiglia (moltisswime sono le prove di cui dispongo). Il reato di stalking si configura anche in questi casi? Vi prego rispondete la mia famiglia ed io non siamo più in condizioni di reggere questa situazione.
Pubblicato il 10 03 2009 alle 12:48 quota
Da anni sono perseguitato in ambito condominiale da una solo famiglia (moltisswime sono le prove di cui dispongo). Il reato di stalking si configura anche in questi casi? Vi prego rispondete la mia famiglia ed io non siamo più in condizioni di reggere questa situazione.
Pubblicato il 10 03 2009 alle 12:49 quota
In astratto, direi di si’ se si crea quello stato d’animo richiesto dalla legge. Gli stalker possono agire in concorso. Suggerisco di rivolgersi alla Polizia oppure ad un collega che conosca la riforma.
Pubblicato il 10 03 2009 alle 19:49 quota
Vi segnaliamo:
http://www.facebook.com/event.php?eid=61920756085
Stalking: e’ reato!
Roma Eventi 17 marzo 2009 ore 11.00
Via Alibert, 5 (Piazza di Spagna)
Info e adesioni via Facebook oppure Telefono: 0229001539
E-mail: osservatoriolines@inprogress-ct.it
La comprensione delle norme, la prevenzione e il sostegno alle vittime.
Approfondimento e dialogo con:
Onorevole Isabella Bertolini, Senatrice Dorina Bianchi, Onorevole Giulia Bongiorno, Senatrice Silvia Della Monica, Massimo Lattanzi psicologo/pricoterapeuta osservatorio Nazionale Stalking, Onorevole Carolina Lussana, Fabio Roja Consiglio Superiore della Magistratura.
Modera: Maria Concetta Mattei - Capo Redattore TG 2 dossier storie
Pubblicato il 21 03 2009 alle 6:17 quota
[...] Approfondimenti: Stalking: è reato (anche in Internet) dal 25 febbraio [...]
Pubblicato il 22 05 2009 alle 19:24 quota
….qui si rischia di fare una grande confusione e di vedersi, in giudizio, derubricarsi la fattispecie di reato in disamina in altre molto meno afflittive. Detto questo, confido molto nella giusta giurisprudenza che si andrà a delineare al riguardo e che chiarisca definitivamente i casi concreti di applicabilità. nel frattempo….. lunga vita agli avvocati.
Pubblicato il 26 05 2009 alle 18:16 quota
Scusate ma vista la norma sull’irretroattività delle leggi penali per poter accusare di stalking qualcuno che mi perseguita da anni devo dimostrare che lo sta continuando a fare dal 25 febbraio 2009, data in cui la nuova forma di reato è entrata in vigore?
Pubblicato il 10 08 2009 alle 15:50 quota
sulla questione stalking, volevo porre una domanda sperando vivamente che qualcuno mi risponda.
Sono perseguitato da una donna incapace di intendere e di volere, posso avvalermi della legge o no, nel caso non saprei piu come fare
grazie anticipatamente della risposta
Pubblicato il 13 09 2009 alle 10:18 quota
un ex marito che continua come se niente fosse a passeggiare sotto casa della ex moglie dopo 7 anni di separazione come lo definireste?cretino o perseguibile da stalking?Lui non abita nella stessa città di lei quindi è assolutamente voluto questo comportamento e cmq crea ansia nella donna che nel frattempo ha un nuovo compagno e da tanti anni…..grazie!
Pubblicato il 13 10 2009 alle 20:51 quota
Ho paura di essere stata denunciata per stalking, Ho chiesto ad un civilista mi ha detto di stare tranquilla, ma è un mio amico. C’è qualcuno che potrebbe darmi delle spiegazioni? Magari anche in privato, non ho i soldi per andare da un avvocato.
Ma penso che ciò che stanno facendo a me sia vero stalking
Pubblicato il 24 12 2009 alle 12:47 quota
il mio ex marito continua a scrivermi da 8 anni le lettere,rimproverandomi,dicendo quello che devo fare,che sono madre cattiva,che sbaglio tutto,una volta ho fatto anche la denuncia ma ancora non siè visto nulla,ma le lettere continuono ad arrivare,con la scusa che mi manda assegno stabilito del giudice per la nostra figlia,lui mi fà sempre una romanzina di sue prediche,e ogni volta mi innervosisce,però io continuo ad ignorare le sue lettere senza li rispondere,se no si agrava ancora di più…domanda che devo fare?questa non è un stalking?8 anni sono tanti,ormai mi serve un una scatola enorme per mettere dentro le sue lettere,specifico minnimo arriva 1 al mese,ma anche 2 o 3…..grazie
Pubblicato il 10 01 2010 alle 20:48 quota
Ciao a tutti,
da una quindicina di giorni a questa parte c’è un tizio che si mette alla ricerca dei miei commenti nel web ai quali risponde con degli off topic contenenti insulti, offese e divulgazione illevita dei miei dati personali, che prtroppo ha ottenuto tramite facebook il quale, da quando ha cambiato le impostazioni relative alla privacy, ha reso visibili Nome e Cognome (mentre prima si poteva leggere solo il nome di battesimo).
Per “stato d’ansia” posso benissimo capire cosa si intenda perché, anche se non è messa a rischio la mia incolumità fisica, adesso vedo la mia privacy messa a repentaglio e inoltre, siccome nel mio canale di youtube divulgo materiale anti anoressia, anti bulimia e anti lavaggio del cervello, la persona in questione non fa che insultarmi quotidianamente chiamandomi “cicciona”, “obesa”, oltre a mettere in giro false voci sul mio conto.
Detto questo, oltre a segnalare gli abusi ai gestori dei siti, che hanno provveduto a rinuovere i commenti e oltre ad ignorarlo (gli insulti posso ignorarli, ma il fatto che divulghi i miei dati assolutamente no), come posso fare per fare in modo che smetta senza passare necessariamente attraverso la stressante denuncia penale, con tutte le sue lungaggini? In questo caso non posso essere tutelata da una semplice segnalazione al Garante della Privacy o fare in modo che si risalga alla persona in questione e le si invii un ammonimento?
Ah, tengo a precisare che sono anche disabile con ipovisus certificato dalla ASL, condizione che costituisce aggravante in questi casi.
Grazie a chi mi saprà dare delucidazioni e mi scuso per l’anonimato.
Pubblicato il 08 04 2010 alle 12:39 quota
Anche io come Giangi sono infastidita dal 1978 da una famiglia che non ha altro scopo che quello di perseguitarci in ogni modo nel condominio (calunnie qui e fuori città, con persone di famiglia, amici, colleghi) come un clan mafioso si può dire. Invece di godersi i loro strani guadagni vengono a molestare le nostre vite. Come fare? Chiedo a Giangi quali sono le modalità, magari sono simili a quelle che accadono a me. Grazie.
Pubblicato il 13 04 2010 alle 21:01 quota
Salve a tutti. mi rivolgo a qualche esperto di diritto in materia. una coppia hanno discussioni per la distanza che li divide, ad un certo punto lui dopo mesi decide di trasferisi nella stessa città per il forte volere di lei. ma quando giunge nella stassa città non ne vuole sapere più di lui. non gli ha più risposto al telefono ma inizialmente solo agli sms. il tutto senza dare una spiegazione al suo comportamento…zero mutismo totale. lui manda solo degli sms per cercare di sapere cosa sia accaduto in lei ma ottiena solo un ommomimento. gli sms possono causare stato d’ansia e un perdurare tale da temere per l’inculumità prorpria o altrui….. tale da ricorrere ad un provvedimento di ammonimento simile? senza mai una minaccia o una violenza? inoltre dopo l’ammonimento lui non può passare neanche dalla via dove abita lei tra l’altro un residence con un muro alto 2 mt? grazie per la risposta
nick
Pubblicato il 30 06 2010 alle 21:26 quota
http://www.repubblica.it/cronaca/2010/06/30/news/cassazione_non_reato_molestia_via_e-mail-5276700/
Aoh, ’sti vecchietti in Cassazione e Costituzionale negli ultimi due anni se so’ scatenati, hanno sistemato (o almeno indirizzato): procreazione assistita, open source nella PA, e ora anche stalking informatico (per lo meno via email). Speriamo che reggono ancora per molto…