Il blog di Daniele Minotti

ORIGINARIAMENTE PENSATO COME LUOGO DA DEDICARE AL DIRITTO DELL’INFORMATICA E DELLE NUOVE TECNOLOGIE, ALLA FINE HA PRESO VIE ANCHE UN PO’ DIVERSE… COME ACCADE IN OGNI BLOG CHE SI RISPETTI.

Come ti analizzo l’eeePC, con una SD

Segnalato sulla ml di forensic, un’immagine Linux per SD e anche SDHC da 4Gb.
Semplicissimo fare il boot da scheda, perfetto per lasciare l’eeePC integro (alcuni modelli).
Si poteva fare anche con un CD da lettore esterno via USB, ma questa soluzione mi sembra decisamente più comoda.
DEFT.

Stampa e moralità - UPDATED

Ha ragione Massimo (e non sempre sono d’accordo con lui, ad esempio in alcuni passaggi del post linkato). La stampa italiana non può permetteri alcuna lezione di moralità. Per tacere del buon busto.
Moralità è anche non offendere i sentimenti altrui.
SKY in testa e quei giornaletti come il Corriere e Repubblica (per citare soltanto i due che ho controllato, ma allungate pure la lista nei commenti, se del caso) pubblicano qualcosa che non ha alcuna pertinenza con il diritto-dovere di cronaca: le foto di una ragazza con quello che, di lì a poco, sarebbe diventato il suo feroce assassino (almeno, di ciò è accusato).
Serve soltanto a fare male oppure a soddisfare morbosi pruriti di identici a quelli tipici di chi ne ha voluto la pubblicazione.
Un calcione dove fa tanto male sarebbe cosa buona e giusta.

Aggiornamento dell’11 luglio 2008, ore 13:55: Dopo le verifiche del caso, temo che ci sarà da ragionare in termini esattamente contrari. Chi NON ha pubblicato le foto?

Il caso Alfano

In un post in cui facevo i miei auguri al nuovo Guardasigilli (e ce n’è bisogno…) che ho salutato come “tecnico” (dopo decenni di gente - di tutti gli schieramenti - che con il diritto vero, quello dei tribunali, proprio non c’entrava), un commentatore mi ha fatto notare qualche incongruenza sull’onorevole Alfano.
Già mi sono sbagliato a chiamarlo Antonino invece di Angelino (e mi scuso), ma la cosa più inquietante è che malgrado il profilo sul sito del Parlamento lo definisca “avvocato”, secondo Cassa Forense e CNF, non c’è alcun Angelino Alfano iscritto in un qualche Ordine nazionale.
Vero è che, in alcuni casi, si può godere del titolo anche senza essere iscritti ad un Ordine, ma io vorrei sapere qualcosa di più.
Se qualcuno volesse dare una mano…

Aggiornamento forense

Penale.it ha una newsletter. Non da quando è nato, diciamo da un paio d’anni.
Leggo, oggi, un curioso messaggio “di ritorno” che, più o meno, recitava così: “la newsletter n. xxx del 5 luglio 2008 è stata letta il 9 luglio 2008″.
Trovo che un ritardo di quattro giorni sia scandaloso, specie se rapportato ai nostri doveri di aggiornamento professionale.

Telefonate inventate e… diritto di satira? - UPDATED 5

Leggo ora, sul Corriere. Un sito avrebbe pubblicato il testo di un’intercettazione (dichiaratamente inventata) Berlusconi-Confalonieri. A sfondo sessuale, pare.
In effetti, la notizia mi era arrivata via email, nel primo pomeriggio. Ho visitato il link segnalato, ma non ho trovato alcunché di rilevante. Dunque, non sperate che vi indichi la fonte perché proprio non la conosco (e, sinceramente, neppure mi interessa tanto).
Sta di fatto che, sempre a quanto riferisce il Corriere, il testo era dichiaratamente inventato. Il carattere satirico di una vignetta si percepisce subito. Per uno scritto - specie in questo clima - potrebbe servire dichiararlo.
Allora: c’è veramente reato? E sarebbe corretto oscurare il sito?
Io non lo so anche perché molto dipende dal testo. Però… ricordo che il diritto di satira è per tutti, non soltanto per i maestri della vignetta o per i comici, più o meno blasonati.
Su Il Minottino, in effetti, avevo scritto qualcosa. Potrebbe essere l’occasione per un approfondimento.
In punto “opportunità” di azioni legali, infine, mi permetto di suggerire a chi si sentisse leso da quella trascrizione dichiaratamente farlocca di prenderla con filosofia, riderci sopra e, così, rendersi simpatico al Paese. Come, al di là dei nostri credo politici, ha già saputo fare parecchie volte.

Aggiornamento del subito dopo: la pagina che mi era stata segnalata via email risponde con un bel 404, mentre il sito risulta “in manuntenzione”. Autocensura?

Ulteriore aggiornamento, poco dopo: ho voluto vedere il codice html della homepage, quella con scritto “Sito web in manutenzione”. Mi sembra un po’ strana. Leggo questo commento
<!–
webserver@staff.aruba.it
riferimento a
http://forum.aruba.it/procedura.htm
Comunicazione inviata via mail all’indirizzo di riferimento –>

Il che mi fa pensare che, per coincidenza, c’è un problema tecnico proprio quando scoppia la bomba oppure quelli di Aruba hanno voluto/dovuto agire così.

Ancora un aggiornamento, sempre poco dopo: facendo una ricerchina mirata, ho scoperto che diverse persone lamentano una certa procedura di “manutenzione” da parte di Aruba, come nel caso eBayAbuse.it.

Ultimo aggiornamento, giuro (per questo post): anche il Corriere, ora (in fondo all’articolo editato), dà notizia dello stato di “manutenzione”. Soltanto che io, personalmente, dubito che la magistratura possa essersi attivata in così poco tempo.

Aggiornamento, non posso rispettare il giuramento: il Corriere, a sua volta, aggiorna il proprio articolo con una sorta di mini intervista al titolare del sito (non ne fa il nome… io lo so e non lo dico ;-) il quale sembra affermare che la “manutenzione” sia dovuta ad eccesso di traffico.

Responsabilità ex d.lgs. 231/2001 e compliance

Su ComplianceNet, una mia intervistina anche sul tema di cui all’oggetto.
Ringrazio la Redazione.

Keywords > Decreto Pisanu

Premessa
Con questo post inizio una nuova attività del blog. Spesso guardo le statistiche: chi mi linka e anche chi arriva qui per mezzo di determinate chiavi di ricerca. A parte i fatti contingenti (di cronaca), mi sono accorto che vi sono temi molto ricorrenti. Comprendo che l’analisi di quelle keyword non riguarda le ricerche, ad esempio, di un motore di ricerca, ma soltanto ciò che conduce qui. Che, dunque, l’analisi è molto relativa e, comunque, riguarda contenuti già presenti su queste pagine e non nel Web giuridico in generale. Però, sono anche consapevole che non ho approfondito molti argomenti cercati e trovati (?). Spesso, i visitatori incappano in questo blog un po’ per fortuna (algoritmi dei motori di ricerca), ma si ritrovano sfortunati a non trovare vere risposte. Ci provo, da oggi, cominciando con il Decreto Pisanu che pare essere un evergreen.

(Attenzione: il presente post è un riassunto/approfondimento di un argomento specifico evidenziato nelle ricerche su motori che hanno condotto qui. Salvo aggiornamenti espliciti, le informazioni vanno collocate alla data del post).

Il Decreto Pisanu (che prende il nome del Ministro dell’Interno del Governo Berlusconi III) è il decreto-legge 27 luglio 2005, n. 144 convertito nella legge 31 luglio 2005, n. 155. Il testo coordinato a seguito della conversione è pubblicato QUI.
Si tratta di un provvedimenti d’urgenza (come tutti i decreti legge) mirante a contrastare il terrorismo internazionale.
Per quanto riguarda i temi trattati da questo blog, si evidenziano i seguenti interventi:
- l’art. 6 ha comportato un “congelamento”, originariamente sino al 31 dicembre 2007, della data retention relativa a traffico telefonico e telematico; sino quella data i gestori dovevano tenere traccia dei “log” che potevano essere utilizzati (oltre i termini ordinari previsti dall’art. 132 TU Privacy) soltanto per finalità antiterroristiche; il termine di cui sopra è stato successivamente prorogato sino al 31 dicembre 2008, ma, infine, cancellato con l’attuazione della Direttiva UE sulla data retention; attualmente, i termini sono quelli riordinati a seguito di detta attuazione per effetto del d.lgs. 30 maggio 2008, n. 109, mentre, di fatto, sul punto il Decreto Pisanu ha perso ogni efficacia;
- sempre l’art. 6 aveva parzialmente modificato l’art. 132 TU Privacy in tema di conservazione dei dati; dette modifiche sono state fortemente ridimensionate dalla citata attuazione comunitaria;
- l’art. 7, invece, riguarda i pubblici esercizi e i circoli privati di qualsiasi specie nei quali sono posti a disposizione del pubblico, dei clienti o dei soci apparecchi terminali utilizzabili per le comunicazioni, anche telematiche; l’esempio più frequente (ma non esclusivo) è quello degli Internet Point; detti esercizi o circoli privati devono chiedere licenza al questore; per quelli già attivi, la licenza doveva essere richiesta entro 60 giorni dall’entrata in vigore del decreto Pisanu;
- per questi esercizi, l’art. 7 impone altresì procedure di identificazione dei clienti e monitoraggio delle loro attività telefoniche e telematiche (specificate con un successivo decreto ministeriale); tali regole valgono anche per il wi-fi, per definizione accesso “non vigilato” e, dunque, si applicano, ad esempio, anche agli alberghi che forniscono, gratuitamente o a pagamento, questi servizi; per quanto riguarda il wi-fi “pubblico” (quello predisposto da enti locali come i comuni) normalmente sono adottate misure identificative come, ad esempio, l’invio del codice di accesso via sms, l’utilizzo della chip-card sanitaria o di scratch card prepagate a persona identificata;
- le misure appena elencate (licenza, identificazione e monitoraggio) sono imposte esclusivametne (e salvo ulteriori proroghe) sino al 31 dicembre 2008.

Telecamere condominiali

Per chi fosse interessato all’argomento (di “privacy”, in fondo) e temo siano molti, segnalo un’interessante sentenza in tema di telecamere “condominiali” anti atti vandalici (le cui registrazioni, per la verità, sono state utilizzate in un contesto molto più ampio).
Ecco la puntuale massima di Franco Stefanelli
Sono probatoriamente utilizzabili le videoregistrazioni di reiterati atti vandalici e di danneggiamento quando l’area interessata dalle videoregistrazioni ricade nella fruizione di un numero indifferenziato di persone e non attiene alla sfera di privata dimora di un singolo soggetto. Allorché le videoriprese si sono svolte tramite camera sita all’esterno, che inquadrava l’ingresso, i balconi e il cortile di un edificio, deve quindi escludersi una intrusione, tanto nella privata dimora, quanto nel domicilio, in quanto trattasi di luoghi esposti al pubblico, perché caratterizzati da uno spazio soggetto alla visibilità di coloro che vi si trovino. La percettibilità all’esterno fa venir meno le ragioni della tutela del luogo, anche se di proprietà dei privati, e l’utilizzo della videocamera potrebbe equipararsi ad una operazione di appostamento, senza dunque necessità alcuna di autorizzazione da parte della A.G.

I codici online

Premetto che sono fondatore e “direttore” di un sito giuridico dedicato al penale. E che, dunque, riconosco anche i miei limiti, prima di quelli degli altri.
Oggi stavo facendo un po’ di slide per un prossimissimo appuntamento. Io copio e incollo tanti testi di legge e parlo molto a braccio. Un mio limite o la mia fortuna.
Inevitabile servirsi delle varie risorse telematiche, perché sono più “comode”. Beh… mi sono accorto che sono tutt’altro che aggiornate. In parte lo sapevo già perché, nella qualita’ di cui sopra, ho sempre saputo che l’aggiornamento non è cosa da poco. Però, in un paio di casi, mi sono stupito, perché ci credevo, molto (parlo di due editori, non di siti sostanzialmente amatoriali come quello che gestisco io). E, poi, ci sarebbero altri due esempi, molto roboanti, molto non aggiornati (e parlo di testi di codici fermi ad anni fa…).
Il problema, se vogliamo dirla tutta, è che le fonti ufficiali (ricordiamoci che l’ignoranza di legge non scusa…) sono assolutamente carenti.
Due esempi:
- la Gazzetta Ufficiale (edita da IPZS, ente economico che fa capo allo Stato che pretende la nostro conoscenza di legge) è gratuita soltanto per gli ultimi sessanta giorni; comunque, devi arrangiarti nel bricolage;
- se andate sul sito del Parlamento (che vi rimanda al server del Senato) trovate tutte le leggi, ma senza gli aggiornamenti che, in certi momenti, sono quotidiani.
Norme in Rete? Una patacca… Un supino motorino di ricerca a risorse esterne (ah, per carità… tutte fonti “pubblico-ufficiali”). Non aggiornato, non integrato, non coordinato.
Allora, alla fine faccio riferimento alle banche dati solite, quelle a pagamento che… funzionano benissimo (o quasi, visto che hanno qualche buco di interfaccia e compatiblità).
Coma mai queste funzionano benissimo?

Decreto Pisanu: chiarimenti necessari?

Le statistiche di Shiny e Feedburner mi dicono che, a distanza di anni, c’è ancora un grande interesse sul “decreto Pisanu”.
Pensavo fosse tutto chiaro, ma, evidentemente, non è così.
Sono qui. I commenti sono a disposizione. Cerchero’ di rispondere. Fatevi sotto.