Penale.it diventa maggiorenne

E’ passato molto tempo, eravamo un po’ degli *eroi*. Il mondo e’ andato sottosopra, l’editoria giuridica e’ maturata (non sempre bene, secondo me).
Molto ridimensionato, per i tanti impegni aggiuntivi – personali, familiari, professionali – ma piu’ o meno vive ancora.
Auguri Penale.it

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Cassinelli. The Comeback

Premessa.
E’ un Amico, un Collega del medesimo Foro, è stato mio Consigliere dell’Ordine, abbiamo un grande Amico in comune, frequentiamo gli stessi *lidi*.
Detto ciò, soprattutto per tacitare eventuali ditini alzati, per chi non ricordasse Roberto Cassinelli (sei, sette, otto e oltre anni fa, tempi enormi per Internet), suggerisco una stringa su questo blog.
Cassinelli ritorna (ora al Senato) a seguito dell’accoglimento delle dimissioni accolte di Augusto Minzolini.
Personalmente, credo che sia un buon (ri-)acquisto per la Rete all’interno di quel Parlamento che dà un po’ troppo i numeri sulle questioni telematiche.

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Astensione avvocati penalisti > 2 – 5 maggio 2017

Terza astensione nel giro di un mese circa, sempre per la pervicacia del Governo (in particolare, del Guardasigilli aspirante premier dott. Orlando) nel voler porre la fiducia su un ddl anticostituzionale anche alla Camera.
QUI la delibera dell’Unione.

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Astensione avvocati penalisti (esplicata) > 10 -14 aprile 2017

Spesso mi chiedo a cosa si riferisca veramente l’espressione “Processo Penale Telematico” perché è una domanda che mi pongono molti Colleghi, anche in considerazione del mio ruolo nella Commissione Informatizzazione del Processo Penale costituita in seno all’UCPI.

Tra le tante risposte che mi sono dato – anche per far capire il nostro programma – credo che la definizione corretta sia “tutto quello che si fa in un procedimento penale, tranne le udienze”. Che sembrerà un po’ incoerente, perché in questo modo dal processo telematico si esclude, ad esempio, proprio il nucleo tipico di ciò che viene propriamente chiamato “processo”.

Ma il processo penale, non soltanto per una questione di tradizione, è sempre stato informato al principio dell’oralità, qualcosa di veramente sacro per noi penalisti.

Quando discuti lo devi fare potendo guardare in faccia il giudice e le parti. E così anche quando si assumono prove orali: imputati, testimoni, periti e consulenti. E’ un diritto che spetta non soltanto all’avvocato, ma anche al suo assistito.

Una celebrazione a distanza, pur con i migliori mezzi tecnologici, lederebbe inevitabilmente è gravemente la difesa.

Così, mentre noi discutiamo di processo penale telematico, zitto zitto il Governo, ponendo addirittura la fiducia, cerca di estendere a dismisura il già esistente (ma per casi limite) processo a distanza, peraltro anche sulla base di criteri ampiamente discrezionali.

Il 15 marzo il Governo ha, appunto, posto la fiducia al Senato su un disegno di legge (S.2067) che prevede, in spregio alla Costituzione e al processo accusatorio, questa devastante estensione del processo a distanza.

In sostanza, avremo molti più casi in cui l’imputato non potrà essere a fianco del suo avvocato durante il dibattimento e, per altro verso i testimoni, saranno posti fisicamente non nell’aula, ma in altro luogo, nella quasi totale assenza di comunicazione.

Per farvi capire, con una vignetta, rinvio al sito della Camera Penale di Modena.

L’Unione delle Camere Penali Italiane, dal canto suo, ha proclamato l’astensione dalle udienze (se volete, chiamatelo pure sciopero), dal 10 al 14 aprile.

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Astensione avvocati 10 > 14 aprile 2017

La Costituzione sta morendo. No, non è il referendum del 4 dicembre, ma una cosa non certo secondaria. La giustizia sta morendo, in particolare l’art. 111 Cost. sul giusto processo (ma anche 24, va’…). Nel vergognoso silenzio di tutti i media.
A suon di fiducie, un esecutivo scellerato vuol far passare, tra le altre cose, il giudizio penale infinito (sospensione della prescrizione), in barba al dettato costituzionale.
I penalisti si astengono, chiametelo anche sciopero. Si prospetta pure ad oltranza, se necessario.
QUI tutte le info, con delibera UCPI.

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PPT e piccole cose 5: PEC sì, anzi no

Dopo le timide apertura delle settimane scorse, è arrivata subito la doccia fredda della Cassazione: la lista testi non può essere inviata via PEC. Sanzione processuale inammissibilità.
Lo ha stabilito, appunto, la Suprema Corte con la sentenza 6883/2017.
Io ho qualche dubbio sulla sanzione processuale (parliamo di una lista testi, non di un’impugnazione), ma non si può continuare ad annaspare tra i capricci di piazza Cavour, occorrono regole che non siano, peraltro, protocolli locali (che, appunto, non hanno valore di legge).

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Astensione penalisti 20-24 marzo 2017

Cosiddetto sciopero, anche se sciopero formalmente non e’.
Sciopero per gli avvocati? No, direi _degli_ avvocati (ci perdiamo dei soldi) contro l’ennesima deriva contro i diritti, a sostegno della Costituzione (di cui, sino a pochi mesi fa, eravamo tutti esperti…), contro l’uso indiscriminato dei *trojan* di Stato (di cui, parimenti, sino a poco tempo fa erano tutti esperti).
E vediamo anche quanti *giuristi informatici* escono allo scoperto.
La delibera della Giunta UCPI.

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PPT e piccole cose 4: lo strano caso della PEC unilaterale

Il caso: devo chiedere un’*estinzione reato* ex art. 445 c.p.p. da patteggiamento.
Sede non lontanissima, ma, vista la gestibilita’ della cosa, provo a proporre una spedizione diversa, alternativa. La prima parte e’ riportata QUI.
Insomma, che mando per posta cartacea, come consigliatomi.
Esito OK, abbastanza lineare, ricorrendone i presupposti.
Comunicazione del provvedimento in allegato (scannerizzato e non firmato digitalmente) da PEC dell’ufficio (che, in entrata, mi era stata detta *intasata*) su mia casella normale.
Sipario!

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Autopromozione > Verso il processo penale telematico? Genova, 1° marzo 2017 (programma completo)

A completamento di un post precedente, ecco il programma completo dell’evento di cui all’oggetto, qui in pdf.
Stiamo lavorando partendo molto dal basso e credo sia l’approccio giusto, che non si vede molto spesso.

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PPT e piccole cose 3 > Notificazioni tra avvocati via PEC

E, intanto, forse abbiamo infranto un tabù oppure, quanto meno, si è fatto un primo passo importante in tal senso: che andrebbe comunque bene.

Mi riferisco alla validità della PEC per notificazioni da avvocato ad avvocato, in penale dichiarata valida da una recente sentenza di Cassazione (II sezione penale, n. 6320/2017).

Mentre nel civile il processo telematico è oramai la regola (ma patisce ancora delle eccezioni non da poco), nel penale la telematica fatica ancora parecchio ad imporsi, almeno a favore della difesa (in generale, delle parti private).

Sì, perché per i magistrati vigono norme molto permissive come quella secondo cui le notificazioni agli avvocati possono essere fatte anche con non meglio identificati “mezzi idonei”. E tali sono anche gli SMS, giusto per fare un esempio un po’ imbarazzante (vi è giurisprudenza sul punto).

La sentenza citata costituisce, dunque, un primo passo piccolo contro l’assurda (e di dubbia costituzionalità) “asimmetria” tra le parti (così la chiama Giuseppe Campanelli) nel processo penale.

Va detto, incidentalmente, che molti di noi avvocati già da tempo “proviamo” a fare questo genere di notifiche. Ho capito di non essere il solo. Sinora, è andato tutto bene, ma la sentenza testimonia che non sempre può filare tutto liscio; specie quando entra in gioco la nostra amata e odiata telematica ostacolata anche da falsi formalismi.

La pronuncia, comunque, ci rende ottimisti, ma moderatamente: i revirement sono sempre in agguato e, comunque, una notificazione telematica non è soltanto inviare una PEC (occorrono relate e quant’altro).

Sebbene l’uso delle PEC a fini di notificazioni non sia necessariamente il nucleo più importante e tipico del processo telematico, un intervento legislativo sul tema a mio modo di vedere è irrinunciabile (oltre che urgente).

D’altro canto, basterebbe ben poco: basterebbe un richiamo alle norme valide per il civile.

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