Il blog di Daniele Minotti

ORIGINARIAMENTE PENSATO COME LUOGO DA DEDICARE AL DIRITTO DELL’INFORMATICA E DELLE NUOVE TECNOLOGIE, ALLA FINE HA PRESO VIE ANCHE UN PO’ DIVERSE… COME ACCADE IN OGNI BLOG CHE SI RISPETTI.

Sincronizziamo gli orologi (a futura e permanente memoria)

Piccolo cult, molto trash, lo ammetto. Chi ricorda la scena di “Fracchia la belva umana” con Lino Banfi commissario che si appresta a fare irruzione da “Sergio e Bruno gli Incivili”?
Bene, sincronizziamoci come riferisce il Corriere:
“La Commissione europea ha deciso di estendere da 50 a 95 anni la durata dei diritti d’autore anche per esecutori e interpreti delle opere musicali. Gli artisti, grazie al provvedimento presentato dal commissario Ue al mercato interno Charlie McCreevy, potranno così godere delle stesse tutele finora riconosciute agli autori”.
Beh, non è vero. Mi riservo di vedere bene la decisione, ma gli autori, attualmente, godono di una copertura pari a 70 anni (e non 95 - e sino a pochi anni fa erano 50, per gli autori).
Altri commenti, su altri profili, Massimo.

Sed Lex > Software, certi usi non sono punibili - UPDATED

Premessina
Io titolo e sunto (quest’ultimo riportato soltanto su PI) li avrei scritto diversamente. Perché se un dato comportamento non ha rilevanza penale (così come sostengo io), non è detto che, automaticamente, non possa portare a conseguenze civili e/o amministrative. Ma fa lo stesso. Non biasimo PI e penso che, comunque, il testo chiarisca il mio pensiero.
Detto ciò, do qualche spiegazione ulteriore.
La sentenza commentata nel mio contributo che riporto in calce era nota da tempo. Non da tantissimo, ovviamente, ma diciamo che il contenuto, per sintesi, è iniziato a trapelare con la pubblicazione della motivazione, dunque con l’ultima decade di giugno. Pochi giorni dopo è stata integralmente pubblicata sul sito della Cassazione e, da quel momento, diversi altri siti hanno fatto lo stesso.
L’ho letto, ma non ho dato alcun seguito alla cosa. A causa delle motivazione un po’ stringata relativa, inoltre, al ricorso avverso un patteggiamento, ho pensato non vi fosse molto da commentare.  Ora capisco di aver sottovalutato le possibili (e puntualmente verificatesi) strumentalizzazioni su un testo, in effetti, un po’ ambiguo.
Le strumentalizzazioni ci sono state, eccome. Ora, è necessario combatterle mettendo in prima linea quel principio secondo il quale, semplificando per i non giuristi, se una legge è, eventualmente, sbagliata non si può piegarne il testo sino a ricreare una presunta giustizia sostanziale.
Sono convinto di quello che ho scritto e, d’altro canto, sin dal 2000 mi sono trovato, sul punto, in buona compagnia.

(da Punto Informatico n. 3029 del 4 luglio 2008)

Roma - Ho appena letto, su Punto Informatico, di una sentenza di Cassazione plaudita dalla BSA. Atteggiamento non imprevedibile, festeggiamenti a mio parere ingiustificati. Perché le conseguenze di questa “novità giurisprudenziale” non sono in linea con quanto dichiarato dall’associazione delle software house.

La pronuncia, in realtà, era già nota, ma proprio perché non realmente “innovativa”, non ha incontrato, almeno per il momento, l’interesse dei giuristi.
Purtroppo, le strumentalizzazioni di parte impongono un approfondimento che, francamente, ai più sembrava del tutto inutile.

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Downrevolution.net: i link e il fine di lucro

Molti avranno letto, su PI e altri siti, dell’operazione della GdF di Melegnano (qualcuno parla anche di arresti, ma mi sembra un po’ strano ed esagarato) con sequestro del sito (che riportava i link degli iscritti, a quanto si ò appreso) e di una sorta di “datacenter” collocato in una cantina.
Certamente, non si conosco tutti i particolari e, dunque, non è facile argomentare. Francamente, però, due cose mi lasciano parecchio perplesso:
- un link, di per sé, non costituisce reato, specie se ce lo mettono gli altri e si accusa il titolare del sito;
- la presenza di banner e la possiblità di donazioni (che non so sei siano state accertate) ritengo, anche in questo caso, che non significhi necessariamente lucro; questione non da poco perché, appunto, se non c’è lucro si applicano, al limite, le ben più lievi sanzioni penali di cui all’art. 171, comma 1, lett. a-bis).

Contrassegno SIAE: I furbetti della notifica

Riprendo un post di Guido, copiando e incollando il titolo (rende il meme più memoso).
Il Governo ha notificato (ma vedremo in che termini) il contrassegno SIAE.
Meglio: ha notificato una bozza di regolamento. Non il DPCM 338/2001 già in vigore, ma una cosa nuova e, guarda caso, che amplia i casi di bollinatura.
Non sono state comunicate, invece, le norme primarie: l’art. 181-bis l.d.a., in primis, ma anche gli artt. 171-bis, 171-ter, ecc.
Insomma, quelle importanti (quelle che prevedono l’obbligo e ne sanzionano la violazione) la Commissione le conosce soltanto per relationem.
Concordo che Guido che così non si fa… E, anche se dovesse passare con il silenzio-accoglimento di tre mesi, secondo me la comunicazione sarebbe comunque inefficace.
Senza dimenticare che i fatti pregressi non saranno coperti da questa - soltanto eventualmente efficace - comunicazione.

Contrassegno SIAE: dalla Cassazione una batosta ancora più pesante (per la SIAE)

Arriva la Settima Sentenza (penale) sul bollino. Nessuna rivoluzione pro SIAE, anzi…
Mi preme evidenziare tre punti.

1. Contrariamente a quelli che non conoscono (colpevolmente) il Trattato CE/UE oppure sono in malafede

è appena il caso di rilevare come il giudice nazionale deve attenersi alla conclusione vincolante resa dalla Corte di Giustizia, in quanto, ai sensi dell’art. 164 del Trattato CEE, l’interpretazione del diritto comunitario da parte della Corte ha efficacia vincolante per tutte le autorità (giurisdizionali o amministra­tive) degli Stati membri, anche ultra partes. Una sentenza della corte interpreta­tiva di una norma comunitaria, infatti, si incorpora nella stessa e ne integra il precetto con immediata efficacia.

2. Incidentalmente, questa Sezione della Suprema Corte ha ritenuto che la formula più giusta sia “il fatto non costituisce reato” e non, come per gli altri provvedimenti, “il fatto non sussiste”. Personalmente, sono d’accordo.

3. Infine, c’è la questione dell’assenza del contrassegno come (seppur mero) indizio di illceità. Cassata, malgrato il diverso avviso delle precedenti sentenze:

Non può invece condividersi la tesi, prospettata nella medesima e in altre decisioni in pari data, secondo cui la mancanza del contrassegno potrebbe sem­mai essere valutata come mero indizio della illecita duplicazione o riproduzione, né tanto meno la tesi (sostenuta dalla sentenza della Sez. III, 12.2.2008, n. 13836, El Assi) secondo cui «se trattasi di opera sulla quale l’apposizione è ob­bligatoria, la mancanza assume particolare valenza indiziaria in ordine all’illecita provenienza del supporto e, valutata unitamente alle altre circostanze del caso concreto, può giustificare l’affermazione di responsabilità».
E difatti, come chiaramente traspare da questa motivazione, attribuire alla mancanza di contrassegno Siae il valore anche di mero indizio di una attività illecita altro non significa, in sostanza, che continuare a ritenere che l’apposizione del contrassegno fosse appunto obbligatoria e che quindi il non aver rispettato tale obbligo significhi indizio di un comportamento illecito.

Le leggi che verranno

Chi segue questo blog sa che, ogni tanto, faccio una ricerchina sui siti istituzionali per vedere un po’ le proposte di legge sui temi che ci interessanto. Con la nuova legislatura, poi, la questione si fa particolarmente interessante.
Premesso che il fatto della gioventù di questo Parlamento rende, al momento, indisponibili molti testi (saranno svelati tendenzialmente con l’assegnazione a Commissione), vediamo un po’ cosa ho trovato e che può essere significativo anche soltanto per il titolo della proposta.
Legendina: i disegni/progetti di legge sono preceduti da una lettera dove S sta per Senato e C per Camera.

S. 493
Sen. Piergiorgio Massidda (PdL)
Modifiche al codice penale e disposizioni per la lotta alla pedofilia
13 maggio 2008: Presentato al Senato
Da assegnare alle commissioni
L’ennesimo ritocco-aggravamento delle relative norme anche riguardanti Internet?

S. 533
Sen. Felice Casson (PD)
Modifiche all’articolo 51 del codice di procedura penale in materia di funzioni del G.I.P. e del pubblico ministero, in ordine ai reati di criminalità informatica, di prostituzione minorile e di pedopornografia
14 maggio 2008: Presentato al Senato
Da assegnare alle commissioni
Questo, probabilmente, è un correttivo (peraltro annunciato) alla ratifica della Convenzione di Budapest. E’ stata introdotta la super-Procura distrettuale per i reati informatici, ma il G.I.P. è rimasto lo stesso, quello ordinario e di circondario. Con non pochi problemi pratici. Incidentalmente, faccio notare che il Sen. Casson era relatore al Senato della suddetta ratifica e ne aveva cantato le lodi, senza fare appunti. In questo frangente, si fa chiaro (e giusto) portatore delle istanze della magistratura. Ma poteva pensarci prima…

S. 664
Sen. Alessio Butti (PdL)
Norme per la corretta utilizzazione della rete INTERNET a tutela dei minori
22 maggio 2008: Presentato al Senato
Da assegnare alle commissioni
Il titolo mi sembra eloquente. Giuste preoccupazioni. Ma come si farà fronte? Rischiamo di ritornare all’”adescamento” anche tra minori? Vedremo…

C. 186
On. Marco Beltrandi (PD)
Modifiche alla legge 22 aprile 1941, n. 633, in materia di archivi audiovisivi degli enti pubblici e di riproduzione privata dei fonogrammi e videogrammi dai medesimi messi a disposizione del pubblico
29 aprile 2008: Presentato alla Camera
Da assegnare alle commissioni
Un classico, già noto in passato. Sarebbe un grande passo verso la piena diffusione della cultura, senza passare da Youtube…

C. 187
On. Marco Beltrandi (PD)
Modifiche alla legge 22 aprile 1941, n. 633, in materia di comunicazione di opere al pubblico da parte di persone fisiche che scambiano archivi attraverso reti digitali per fini personali e senza scopo di lucro, nonché di riproduzione privata dei fonogrammi e videogrammi dalle medesime messi a disposizione del pubblico
29 aprile 2008: Presentato alla Camera
Da assegnare alle commissioni
Direi legalizzazione del file sharing e usi personali in genere

C. 257
On. Matteo Mecacci (PD)
Norme in materia di raccolta, uso, conservazione e cancellazione di dati georeferenziati o cronoreferenziati, contenenti identificatori univoci di utente, effettuati mediante apparecchiature automatiche
29 aprile 2008: Presentato alla Camera
Da assegnare alle commissioni
Il titolo non è chiarissimo, ma ho motivi di ritenere che riguardi la data retention, anche telematica

C. 557
On. Renzo Lusetti (PD)
Disposizioni per contrastare la pratica dell’invio di messaggi elettronici commerciali indesiderati
29 aprile 2008: Presentato alla Camera
Da assegnare alle commissioni
Evidentemente, una legge antispam

C. 562
On. Renzo Lusetti (PD)
Norme in materia di pluralismo informatico e di incentivazione allo sviluppo di formati open standard
29 aprile 2008: Presentato alla Camera
Da assegnare alle commissioni
Ancora un classico, già visto nelle passate Legislature. Il fatto è che non passa la “filosofia” che ci sta dietro. La vedo dura, ancora una volta.

Commento generale: dai titoli, le proposte del PD sembrano decisamente più interessanti e rivolte a libertà e cultura. Beltrandi è sempre molto attivo, come in passato.

Bollino o non bollino i sequestri continuano

Leggo su PI dell’ennesima “retata” per software irregolare, in azienda.
Ho le mie personalissime convinzioni su certe vicende (che tengo per me per una serie di ragioni tra cui il fatto che ne ho diversi sub iudice e attendo decisioni) e non faccio lo gnorri, ma vorrei proprio sapere come prospetteranno, giuridicamente, la cosa visto che la regola tecnica contrassegno SIAE NON e’ stata ancora notificata.
Ah… poi c’è l’ormai classica questione dei professionisti, che non sono imprenditori… Ho l’impressioni che non tutti sappiano leggere la legge, in particolare l’art. 171-bis l.d.a.

La SIAE comunica…

…ma è andata un po’ diversamente da come dice.

To be continued. Stay tuned.

E se non metto il bollino?

Si parla ancora (a mio parere giustamente, nei termini che dirò) dell’illegittimità del contrassegno SIAE e delle conseguenze sia della pronuncia della Corte di Giustizia, sia di quelle della Cassazione penale. Se ne parla perché, alla fine, bisogna essere pratici.
Era una cosa che volevo fare io, ci hanno pensato anche altri ed hanno fatto benissimo a fare questa prova.
Un’email alla GdF, con un quesito semplice e secco: devo mettere il bollino sui miei CD autoprodotti?
La risposta è desolante, ma bisogna farci i conti. La GdF, che istituzionalmente ha compentenza in tema di proprietà intelletteuale, risponde laconicamente, copiando e incollando la norma della l.d.a., senza il minimo accenno alle novità che sappiamo.
Fa bene o fa male? Io dico che fa male, non rende un buon servizio al cittadino. Quanto meno, dimostra di non conoscere la legge (e quello che vi sta intorno). Cosa piuttosto grave se consideriamo che le FF.OO devono farla rispettare.
Però, è anche giusto fare i conti con la realtà perché noi giuristi possiamo scrivere tante belle parole, ma, alla fine, se ti arrivano i gendarmi a casa sono disagi, stress, spese, ecc.
Due chiarimenti:
- le norme incriminatrici che si fondano sul bollino sono sono state abrogate, non c’é stata depenalizzazione; sono, di fatto, non operative;
- un giorno, la notifica potrà andare a buon fine, ma si parla di una procedura lunga dei mesi e dagli esiti non così scontati (ci sono ancora problemi di libera circolazione delle merci);
L’atteggiamento di Scarichiamoli è senza dubbio pratico e realista. Spetta, poi, ai singoli accoglierlo o meno, farne una questione di principio o di quotidiano. Anche se certi silenzi, certe distorsioni, certi timori fanno piuttosto rabbia (so di service di masterizzazione che si rifiutano di stampare CD senza bollino, proprio per questo terrorismo psicologico latente).
Però, continuiamo a parlarne perché, forse, alla fine anche la GdF capirà che anche le stellette sono sottoposte alla legge e che, comunque, si devono tenere aggiornate.
Per quello che mi riguarda, non mancherò di segnalare, tempestivamente, l’eventuale notifica del bollino. Penso di essere stato sempre puntuale e obiettivo in queste cose.

Turné

“Saranno coinvolti i comandi provinciali della Guardia di Finanza a Milano, Bologna, Firenze, Roma, Napoli, Catania ma anche Livorno, Trento e, per la prima volta quest’anno, Verona, Pisa e Ancona”.

A me questa cosa (GdF, BSA, FPM) sa tanto di colpo di reni per vedere di rimediare, con tante vuote parole, al miserabile fallimento del bollino.