Il blog di Daniele Minotti

ORIGINARIAMENTE PENSATO COME LUOGO DA DEDICARE AL DIRITTO DELL’INFORMATICA E DELLE NUOVE TECNOLOGIE, ALLA FINE HA PRESO VIE ANCHE UN PO’ DIVERSE… COME ACCADE IN OGNI BLOG CHE SI RISPETTI.

Telefonate inventate e… diritto di satira? - UPDATED 5

Leggo ora, sul Corriere. Un sito avrebbe pubblicato il testo di un’intercettazione (dichiaratamente inventata) Berlusconi-Confalonieri. A sfondo sessuale, pare.
In effetti, la notizia mi era arrivata via email, nel primo pomeriggio. Ho visitato il link segnalato, ma non ho trovato alcunché di rilevante. Dunque, non sperate che vi indichi la fonte perché proprio non la conosco (e, sinceramente, neppure mi interessa tanto).
Sta di fatto che, sempre a quanto riferisce il Corriere, il testo era dichiaratamente inventato. Il carattere satirico di una vignetta si percepisce subito. Per uno scritto - specie in questo clima - potrebbe servire dichiararlo.
Allora: c’è veramente reato? E sarebbe corretto oscurare il sito?
Io non lo so anche perché molto dipende dal testo. Però… ricordo che il diritto di satira è per tutti, non soltanto per i maestri della vignetta o per i comici, più o meno blasonati.
Su Il Minottino, in effetti, avevo scritto qualcosa. Potrebbe essere l’occasione per un approfondimento.
In punto “opportunità” di azioni legali, infine, mi permetto di suggerire a chi si sentisse leso da quella trascrizione dichiaratamente farlocca di prenderla con filosofia, riderci sopra e, così, rendersi simpatico al Paese. Come, al di là dei nostri credo politici, ha già saputo fare parecchie volte.

Aggiornamento del subito dopo: la pagina che mi era stata segnalata via email risponde con un bel 404, mentre il sito risulta “in manuntenzione”. Autocensura?

Ulteriore aggiornamento, poco dopo: ho voluto vedere il codice html della homepage, quella con scritto “Sito web in manutenzione”. Mi sembra un po’ strana. Leggo questo commento
<!–
webserver@staff.aruba.it
riferimento a
http://forum.aruba.it/procedura.htm
Comunicazione inviata via mail all’indirizzo di riferimento –>

Il che mi fa pensare che, per coincidenza, c’è un problema tecnico proprio quando scoppia la bomba oppure quelli di Aruba hanno voluto/dovuto agire così.

Ancora un aggiornamento, sempre poco dopo: facendo una ricerchina mirata, ho scoperto che diverse persone lamentano una certa procedura di “manutenzione” da parte di Aruba, come nel caso eBayAbuse.it.

Ultimo aggiornamento, giuro (per questo post): anche il Corriere, ora (in fondo all’articolo editato), dà notizia dello stato di “manutenzione”. Soltanto che io, personalmente, dubito che la magistratura possa essersi attivata in così poco tempo.

Aggiornamento, non posso rispettare il giuramento: il Corriere, a sua volta, aggiorna il proprio articolo con una sorta di mini intervista al titolare del sito (non ne fa il nome… io lo so e non lo dico ;-) il quale sembra affermare che la “manutenzione” sia dovuta ad eccesso di traffico.

I soliti sequestri

Dario Salvelli, citando il Minottino, riassume perfettamente il mio pensiero. Con un po’ di veggenza, peraltro, perché quelle cose (più o meno) le avevo scritte in una bozza di post mai pubblicato perché andavo troppo controcorrente (specie sulla conformità giuridica - in via astratta - del sequestro). Ma ci ho ripensato.
Bene, abbiamo notizia di sequestri e di querele. Rinvio sempre a Dario, anche se sono due casi in questi giorni notissimi.
Non si tratta, ad esempio, di violazioni del diritto d’autore o di pedoporno. No… espressione di cronaca e critica. Dunque, la faccenda si fa ben diversa.
Il sequestro preventivo ha uno scopo: quello di impedire ulteriori conseguenze del reato (nel nostro caso, una presunta diffamazione) o la commissione di altri. Se un sito non è stampa, non ha la copertura costituzionale del divieto di sequestro.
Dunque, teoricamente, ci sta. E’ giusto dirlo e ribadirlo. Ai sensi di legge, senza divagare in modo demagogico.
Rimangono due problemi:
- ma non si poteva limitare il sequestro al singolo post incriminato? Sì, a volte è successo, ma si potrebbe obiettare che il mantenimento di un blog consentirebbe al blogger di rincarare la dose (i.e. commettere nuovi reati);
- ma perché, come nell’esempio di Dario, Travaglio “la passa liscia”? (nel senso che, al limite, lo querelano, ma non gli sequestrano il blog). Il fatto che Travaglio sia un giornalista non trasforma, automaticamente, i suoi scritti in stampa. D’altro canto, Antonio Monteleone ha dimostrato di ”averci azzeccato” già una volta, dunque di essere attendibile. Eppure ha il blog sequestrato. Lui sì, il giornalista no.
Lieto per Travaglio, per la libertà di espressione, ma la disparità è macroscopica. Se sequestrano uno scritto telematico di Travaglio, scoppia un casino. In questo senso è un privilegiato (anche se sono convinto che sia il primo a provarne imbarazzo), mentre gli altri sono il “resto del mondo” coi quali utilizzare armi di distruzione di massa, senza tanti complimenti, soprattutto senza tante verifiche e cautele.
Questo è il mio pensiero. Grazie, Dario, per averlo capito perfettamente.

P.S.: Sulla mitica questione del server all’estero, volevo precisare che se c’è identificazione del titolare dello spazio web non si va esenti da responsabilità. L’unico “vantaggio” è che il sequestro diventa, di fatto, impossibile.

Le leggi che verranno

Chi segue questo blog sa che, ogni tanto, faccio una ricerchina sui siti istituzionali per vedere un po’ le proposte di legge sui temi che ci interessanto. Con la nuova legislatura, poi, la questione si fa particolarmente interessante.
Premesso che il fatto della gioventù di questo Parlamento rende, al momento, indisponibili molti testi (saranno svelati tendenzialmente con l’assegnazione a Commissione), vediamo un po’ cosa ho trovato e che può essere significativo anche soltanto per il titolo della proposta.
Legendina: i disegni/progetti di legge sono preceduti da una lettera dove S sta per Senato e C per Camera.

S. 493
Sen. Piergiorgio Massidda (PdL)
Modifiche al codice penale e disposizioni per la lotta alla pedofilia
13 maggio 2008: Presentato al Senato
Da assegnare alle commissioni
L’ennesimo ritocco-aggravamento delle relative norme anche riguardanti Internet?

S. 533
Sen. Felice Casson (PD)
Modifiche all’articolo 51 del codice di procedura penale in materia di funzioni del G.I.P. e del pubblico ministero, in ordine ai reati di criminalità informatica, di prostituzione minorile e di pedopornografia
14 maggio 2008: Presentato al Senato
Da assegnare alle commissioni
Questo, probabilmente, è un correttivo (peraltro annunciato) alla ratifica della Convenzione di Budapest. E’ stata introdotta la super-Procura distrettuale per i reati informatici, ma il G.I.P. è rimasto lo stesso, quello ordinario e di circondario. Con non pochi problemi pratici. Incidentalmente, faccio notare che il Sen. Casson era relatore al Senato della suddetta ratifica e ne aveva cantato le lodi, senza fare appunti. In questo frangente, si fa chiaro (e giusto) portatore delle istanze della magistratura. Ma poteva pensarci prima…

S. 664
Sen. Alessio Butti (PdL)
Norme per la corretta utilizzazione della rete INTERNET a tutela dei minori
22 maggio 2008: Presentato al Senato
Da assegnare alle commissioni
Il titolo mi sembra eloquente. Giuste preoccupazioni. Ma come si farà fronte? Rischiamo di ritornare all’”adescamento” anche tra minori? Vedremo…

C. 186
On. Marco Beltrandi (PD)
Modifiche alla legge 22 aprile 1941, n. 633, in materia di archivi audiovisivi degli enti pubblici e di riproduzione privata dei fonogrammi e videogrammi dai medesimi messi a disposizione del pubblico
29 aprile 2008: Presentato alla Camera
Da assegnare alle commissioni
Un classico, già noto in passato. Sarebbe un grande passo verso la piena diffusione della cultura, senza passare da Youtube…

C. 187
On. Marco Beltrandi (PD)
Modifiche alla legge 22 aprile 1941, n. 633, in materia di comunicazione di opere al pubblico da parte di persone fisiche che scambiano archivi attraverso reti digitali per fini personali e senza scopo di lucro, nonché di riproduzione privata dei fonogrammi e videogrammi dalle medesime messi a disposizione del pubblico
29 aprile 2008: Presentato alla Camera
Da assegnare alle commissioni
Direi legalizzazione del file sharing e usi personali in genere

C. 257
On. Matteo Mecacci (PD)
Norme in materia di raccolta, uso, conservazione e cancellazione di dati georeferenziati o cronoreferenziati, contenenti identificatori univoci di utente, effettuati mediante apparecchiature automatiche
29 aprile 2008: Presentato alla Camera
Da assegnare alle commissioni
Il titolo non è chiarissimo, ma ho motivi di ritenere che riguardi la data retention, anche telematica

C. 557
On. Renzo Lusetti (PD)
Disposizioni per contrastare la pratica dell’invio di messaggi elettronici commerciali indesiderati
29 aprile 2008: Presentato alla Camera
Da assegnare alle commissioni
Evidentemente, una legge antispam

C. 562
On. Renzo Lusetti (PD)
Norme in materia di pluralismo informatico e di incentivazione allo sviluppo di formati open standard
29 aprile 2008: Presentato alla Camera
Da assegnare alle commissioni
Ancora un classico, già visto nelle passate Legislature. Il fatto è che non passa la “filosofia” che ci sta dietro. La vedo dura, ancora una volta.

Commento generale: dai titoli, le proposte del PD sembrano decisamente più interessanti e rivolte a libertà e cultura. Beltrandi è sempre molto attivo, come in passato.

Zingaretti Presidente: ora il wi-fi

Un mio vecchio post sulle promesse elettorali di Nicola Zingaretti ha fatto letteralmente furore. Insulti compresi (che ho cancellato; qualcosa in contrario? problemi?).
Soltanto, osservavo che la promessa di un wi-fi gratuito su tutto il territorio pubblico della Provincia fosse una sparata, appunto, da campagna elettorale.
Allora, visti gli esiti di cui stiamo apprendendo: congratulazioni e auguri al Presidente. Sebbene il wi-fi gratuito non sia una priorità (pur essendo un prodigioso veicolo di cultura), ci rivediamo a fine mandato, anzi tra due anni, viste le promesse.
Buon lavoro (io non lo invidio, per certi aspetti).

Pisanutin

Dice che in Russia, a breve, occorrerà un’apposita licenza per utilizzare un dispositivo WiFi che, comunque, dovra essere registrato. Pur senza particolari basi giuridiche. Un po’ con la scusa della gestione dell’etere (cosa che non ha molto senso, considerata la ridotta potenza) ho l’impressione che gli intenti siano identici a quelli del decreto Pisanu che, pure, non aveva osato incidere sulle reti private.
E sono convinto che si andrà sempre di più verso quella direzione.

Three strikes and you are still in

Diciamoci la verità. La “Dottrina Sarkozy” (o “Strategia Oliviennes”, dal cognome del n. 1 FNAC) era un boiata di rara grandezza.
Ma mi preme sottolineare che ciò che è stato deciso a livello europeo non è una legalizzazione del file-sharing (come ho letto in giro), ma una vittoria del diritto alla cultura, al lavoro, ecc., rappresentato dalla connessione Internet (giustamente, Cappato).

Progressioni

Entusiasmante progressione rintracciabile nelle mie statistiche di marzo (sezione Parole Chiave)

zingaretti nicola
zingaretti programma provincia
zingaretti wi-fi
zingaretti wimax
zingaretti wimax gratuito provincia di roma

E poi?

Nicola Zingaretti: non votatelo

Non penso di fare molta politica in questo blog, ma quando ci vuole (pur indirettamente)…
AGI (non trovo la fonte, sorry) su Aghenor (Stefano Vitta) e, infine, sulla “suocera” Massimo (e’ Torriero che lo definisce cosi’, eh…):

PROVINCIA ROMA: ZINGARETTI, PRIMA DELIBERA WI-FI GRATUITO =
(AGI) - Roma, 20 feb. - In caso di vittoria nella corsa alla Provincia di Roma, il candidato del Pd, Nicola Zingaretti, ha gia’ pronta nel cassetto la prima delibera: “Avere la tecnologia Wi-Fi gratuita in tutto il territorio della provincia”.

Un progetto che Zingaretti ha maturato nel corso del suo incarico da europarlamentare: “Durante i miei anni a Strasburgo ho avuto modo di girare il mondo e mi sono chiesto perche’ ovunque si vada, in qualsiasi citta’, e’ possibile aprire il computer portatile e collegarsi gratuitamente ad Internet, ma questo non e’ possibile a Roma. Anche a Dubai, citta’ nata in mezzo al deserto, il sistema Wi-Fi si sta diffondendo sempre di piu’”. Il progetto sara’ finanziato “con 20 milioni di euro e con la compartecipazione del comune e di aziende come l’Acea.
Un lavoro che in due anni garantira’ l’accesso gratuito ad Internet in tutta la provincia”. (AGI)

Responsabile del fattaccio e’ Nicola Zingaretti (si’… il fratello di Montalbano…), eurodeputato. Fattaccio perche’? Con le parole di Massimo:

La risposta e’ molto semplice: durante i tuoi anni a Strasburgo i tuoi compagni di partito (insieme a quasi tutti gli altri) hanno fatto il possibile perche’ il wifi in Italia non fosse libero. E - a tua insaputa - ci sono riusciti“.

Spiegato con la legge (quella che il succitato dovrebbe conoscere, visto che si propone un intervento), costi e difficolta’ tecniche a parte, la nascita di un vero Wi-Fi libero patisce soprattutto la RU486 di Pisanu.
Maccome, direte voi… Ma Pisanu non era di FI? Si’, ma poco tempo fa il Governo Prodi ha prorogato quelle regole (relative anche all’identificazione delle connessioni) con un bel decreto-legge (si’, un decreto-legge, quello che dovrebbero fare in casi di urgenza) che, peraltro, si avvia alla conversione in legge.
Io non vi dico chi votare (manco io lo so), ma non votate Nicola Zingaretti. Quanto meno e’ uno che non conosce i problemi, dunque e’ difficile pensare che possa risolverli.
Come ci si puo’ affidare a un uomo cosi’ che vive su un altro pianeta e che da’ tutta l’impressione di voler corteggiare un certo elettorato pseudo-tecnologico (quello veramente tecnologico non e’ composto di imbecilli e mi spiace per chi non lo e’ ed e’ indotto a credere a certe cose) con un’uscita del genere?
Il digital divide e’ una cosa molto seria e il Wi-Fi (per non parlare del lottizzato Wi-Max) non serve a fare connettere signore a spasso col cagnolino fetente per consentire loro di trovare il miglior aperitivo del giorno.

Sed Lex > Marijuana.it e l’assoluzione

(da Punto Informatico n. 2929 dell’8 febbraio 2008)

Roma - Credo di non essere l’unico a pensare che quando un caso “comune” si presenta su Internet esso viene troppo spesso distorto dall’opinione pubblica e dalle Autorità che osservano attraverso una lente corrotta, fatta di un misto di pregiudizio e ignoranza. E ciò succede spesso anche quando il “caso” arriva in un’aula di giustizia. Questa volta, però, ha trionfato la Costituzione; ma non sempre va così, lo sappiamo tutti. Vediamo più da vicino una vicenda giudiziaria iniziata nel 2005 e conclusasi, in primo grado, soltanto di recente. continua a leggere

Giu’ le mani dai giornalisti digitali

E’ il senso, in estrema sintesi, di una sentenza della Cassazione, forse gia’ nota agli addetti, pubblicata su Penale.it. Approfondendo, aggiungo che la Suprema Corte afferma che il giornalista puo’ consegnare il documento informatico richiesto oppure opporre il segreto professionale. Pertanto, in prima battuta, non gli si puo’ sequestrare il computer.
La metto nella sezione "diritti digitali" perche’, malgrado il sistema informatico sia stato restituito subito dopo previa duplicazione, ho l’impressione che quando si sta in ambito, appunto, informatico, la gente sia decisamente piu’ disinvolta nella compressione dei diritti altrui. Se l’oggetto della ricerca fosse stato un cartaceo, penso che gli inquirenti si sarebbero comportati in modo decisamente piu’ soft.
Beninteso che la regola fissata dalla Cassazione, vale per tutti i soggetti di cui agli artt. 200 e 201 c.p.p.
A buon intenditor…