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02 Giu 11 Carlo Ruta: gli antefatti

Se ne parla molto, da giorni. Anzi, visto che le motivazioni non sono ancora note, secondo me se n’è parlato anche troppo, a sproposito, per partito preso.

Francamente, prima di trarre conclusioni affrettate, preferisco fare qualche riflessione-precisazione, ripercorrendo certi antefatti non irrilevanti (e non noti a molti).

Carlo Ruta, storico e giornalista siciliano, si è visto confermare dalla Corte di Appello di Catania la condanna per il reato di stampa clandestina inflittagli dal Tribunale di Modica.

Perché? Perché il suo sito Accade In Sicilia – accadeinsicilia.net (se vogliamo, possiamo chiamarlo anche blog, ma non cambia nulla) è stato riconosciuto vera e propria stampa, dunque da registrarsi, preventivamente, presso il tribunale di competenza come vuole la legge (sulla stampa) 47/48.

Carlo Ruta avevo detto la sua circa la conduzione di alcune indagini antimafia condotte da un certo pm. Quest’ultimo, evidentemente non gradendo la critica, lo ha querelato per diffamazione e denunciato per stampa clandestina.

Ora, si possono dire molte cose, tra cui anche quella, un po’ scontata e populista, che qui in Italia non c’è vera libertà perché è l’unico posto al mondo (ovvio, se si escludono note e sanguinarie dittature come Cina, Cuba, Corea del Nord, ecc.) in cui chi ha un blog dovrebbe sottoporsi al controllo di Stato.

In realtà, la cosa più giusta e interessante da fare sarebbe quella di leggere le motivazioni. Siccome, al momento, non possiamo farlo (perché non risultano ancora depositate), “accontentiamoci” di analizzare alcuni antefatti, almeno se veramente vogliamo capire.

Ecco un po’ di materiali, qui già segnalati a suo tempo:

Personalmente, più leggo la sentenza di primo grado e più trovo aberrante l’identificazione della locuzione “società dell’informazione” con una società commerciale che si occupa di informazione (es.: un editore). Non è uno svarione da poco.

Anyway, attendiamo la sentenza di appello.

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13 Mag 11 Big Trouble in Perugia

Sembra che l’omicidio della povera Meredith Kercher faccia discutere anche al di là dei fatti di stretta cronaca e processuali.
Sappiamo che gli americani sono molto decisi nel difendere la loro connazionale Amanda Knox, parlando espressamente di erroni nelle indagini e nel giudizio. Ne hanno pieno diritto.
Tra i cronisti USA schierati contro la giustizia italiana c’è tale Frank Sfarzo, blogger o giornalista o entrambe le cose.
Già tempo fa, per il tramite dell’organizzazione Committee to Protect Journalists – CPJ, lo Sfarzo si era ufficialmente lamentato delle attenzioni un po’ troppo “ruvide” asseritamente riservategli dalla Polizia perugina.
Ora, su ordine della magistratura fiorentina (compentente per territorio se la persona offesa è un magistrato del distretto di Perugia – e il riferimento è al pm dell’omicidio Kercher, Giuliano Mignini), Google (proprietaria di Blogspot) stacca il blog di Sfarzo, Perugia Schock. Trattasi di un vero e proprio sequestro, per diffamazione in danno del Mignini. Ce lo riferisce il Sole.
QUI uno dei primissimi commenti d’oltreoceano e QUI quello di un avvocato americano.

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12 Mag 11 Blog e deontologia

Manlio Cammarata segnala un disegno di legge sull’informazione, l’ennesimo, ma con la sorpresa, secondo me.

Si tratta del ddl C.4301 dal titolo wertmulleresco: “Modifica all’articolo 139 del codice in materia di protezione dei dati personali, di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, concernente l’adozione di norme deontologiche relative al trattamento dei dati personali relativi a indagini di polizia e a procedimenti giurisdizionali, anche acquisiti mediante intercettazione di comunicazioni, nell’ambito delle attività giornalistiche e tramite i mezzi d’informazione”, primo firmatario, l’Onorevole Antonello Soro (PD).

In estrema sintesi, si propone l’emanazione di un codice deontologico che regoli il trattamento di dati personali, con particolare attenzione alle intercettazioni, nel mondo dell’informazione. Per i soli giornalisti? A prima vista, si direbbe di sì, ma leggendo meglio…

Temo che l’àmbito di applicazione sia più ampio. Ecco gli indizi:

nell’ambito delle attività giornalistiche e tramite i mezzi d’informazione” (titolo del ddl);

nell’esercizio della professione di giornalista o, comunque, tramite i mezzi di informazione” (art. 1, comma1);

A dispetto della denominazione di codice deontologico, le sue disposizioni non saranno semplici norme di buona condotta da applicare all’interno della categoria professionale, magari con logiche corporative. Saranno invece regole dell’ordinamento generale, valide per chiunque scriva od operi sui mezzi di informazione: il loro rispetto potrà dunque essere fatto valere davanti al Garante o al giudice ordinario” (relazione).

Ecco, quest’ultimo indizio mi sembra assai univoco nell’estendere l’applicazione di questo “codice deontologico” a tutto il mondo dell’informazione, anche a quella non professionale: i blog, ad esempio.

Sbaglio qualcosa?

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23 Dic 09 Personal Branding (autopromozione)

Nel 2010 uscirà il libro sull’argomento di cui all’oggetto curato da Luigi Centenaro e Tommaso Sorchiotti.
C’è anche un mio (soffertissimo) contributo, siete avvisati…

06 Gen 09 Tante belle cose (autopromozione)

Sbirciando nei link in ingresso, mi sono accorto di essere stato citato tra i VIB del 2008.
WebGarden mi inserisce tra i protagonisti dello scorso anno per il Minottino e la questione (pur un po’ equivocata) del “ddl Levi”.
Ringrazio molto, son commosso.

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14 Dic 08 Verità in ombra

Forse questo è un post politico, ma, francamente, non mi sento di tacere.
Veltroni, incontratosi con alcuni amici ad una festicciola Facebook, improvvisa, banalizzado, sulle virtù di Internet e, puntualmente, dice che Berlusconi vuole imbavagliare la Rete. Che non è vero o, quanto meno, non è così univoco come la vorrebbe dire lui. Io ho già detto la mia anche sull’intollerabile malainformazione di certe testate nazionali. Penso sia condivisibile da parte di chi sa leggere con obiettività, senza paranoie o pregiudizi.
Poi, non ci dimentichiamo mai che tutti i casotti (fondati o meno) son nati per l’intempestivo intervento di un soggetto, l’anno scorso  (sottosegretario del governo Prodi) e oggi (ministro ombra del parimenti ombreggiato governo Veltroni:). Sempre lo stesso: Ricardo Franco Levi.
Qualcuno lo spieghi a Veltroni, tra una Guerra di Bande e un po’ di Speed Racing.

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10 Dic 08 Feisbuc

Un amico ha creato una pagina su FaceBook dedicata al blog. Grazie!

09 Dic 08 Ancora Cassinelli

Soltanto per segnalare che Roberto Cassinelli ha confezionato una nuova versione della sua proposta. A partire da QUI.

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05 Dic 08 Privacy e giornalismo sul sito del Garante

E’ online, appunto sul sito del Garante Privacy, la nuova edizione del volume sul tema di cui all’oggetto, a cura di Mauro Paissan.
Interessante e rilevante anche per i blogger, deontologia a parte senza neppure troppi distinguo.

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30 Nov 08 Cassinelli rev. 2.0

Lascio a voi i commenti anche perché potrei essere partigiano.
Il nuovo testo e’ QUI.
(C’è una cosa tosta, eh… che nessuno, che io sappia, ha mai avuto il coraggio di proporre… depenalizzazione della stampa clandestina).

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