:.:.: (il blog di) Daniele Minotti

diritto delle nuove tecnologie e altro

Internet e diritto di Internet

Sto ultimando il c.d. “Minottino”. A fatica, perché (senza voler fare la vittima) abbiamo tutti un sacco di cose da fare. Ma la cosa mi ha appassionato e ci credo ancora tanto, malgrado la fiacca.
Sta di fatto che mi sono accorto di una cosa realmente inquietante. Non me ne vogliano gli autori (anche soltanto aspiranti) in materia, ma ho constatato personalmente che di Internet e diritto di Internet, in Internet si parla veramente poco.
O, meglio, se ne parla ma molto raramente in modo rigoroso. E’ più facile trovare scritti di noi giuristi che, in realtà, scimmiottiamo le opinioni dei giornalisti (molto spesso, colpevolmente ignoranti).
Sono il primo ad avere un blog giuridico, sono il primo a scrivere cose “buttate lì”, sono il primo ad avere la qualità che leggete. I materiali prodotti col giusto approfondimento sono rarissimi. E sempre più rari, nella misura in cui ottime riviste, ad esempio Interlex, escono con sempre minor frequenza. Segno che non ci sono contributi (mentre materiale di discussione ce ne sarebbe, eccome).
Dovremmo ripensare un po’ di più all’informazione giuridica su Internet riguardante Internet.
Ne sono convintissimo. Nel mio piccolo, osservo da ben più di un decennio.

Famolo wiki (l’indice)

Gianni (vedi commento al post precedente) mi invita a rendere pubblico l’indice del c.d. “Minottino”. Non ci avevo pensato e aderisco volentieri.
Soltanto una preghiera: sono veramente all’ultima ora e sebbene, come già detto, l’opera non aspiri a diventare un pilastro del diritto, non potrò svicerare tutti gli argomento con la dovuta serietà.
Comunque, eccolo

Prefazione di Antonio Tombolini

Introduzione

C’era una volta la legge sulla stampa

2001: il Web è stampa? Sì, anzi no

2006: il blog è stampa? Riproviamoci

Il cd. ddl “Levi-Prodi”

Alcuni chiarimenti in tema di ingiuria e diffamazione

Diritto di cronaca, critica e satira

Responsabilità per link e feed

Responsabilità per commenti

La privacy

Diritto d’autore

Licenze d’uso: il caso BlogBabel tra diritto d’autore diritto all’oblio

Pubblicità

Sequestri e dintorni

 

Bibliografia Web

Giurisprudenza Web

Legislazione Web

Altri documenti

Il manuale giuridico del blogger (titolo provvisorio) - UPDATE

Ci sto lavorando parecchio, in questi giorni. Un progetto ideato tempo fa (diciamo dopo una certa raffica di querele a diversi blogger…) e che si sta realizzando grazie all’incontro con il Semplicissimus Antonio Tombolini.
Sabato 10 maggio 2008, ore 16, a Torino, in Fiera, Pad. 1, Stand A27.
Un testo, che sarà gratuito, pensato per i blogger, senza pretese di divenire un pilastro della cultura giuridica, ma, piuttosto, comprensibile per tutti (spero).
Maggiori dettagli, anche per schedularvi, su Google Calendar.

Aggiornamento del 24 aprile 2008, ore 23.37: Non è un vero aggiornamento, ma volevo dire, come chiarito anche nei commenti, che sarà un ebook, mi dicono anche in formati aperti, comunque fruibile da tutti.

Okkio ai feed

Segnalato dai Giuristi Telematici. Ok, sentenza francese, ma…
Tribunal de Grande Instance de Nanterre sulla responsabilità da uso di feed.
Il commento virgolettato dei Giuristi Telematici

E’ la prima volta che il gestore di un sito internet viene condannato per i contenuti riportati da siti terzi via feed RSS. In particolare, i titolari dei tre siti internet, sarebbero responsabili di violazione della privacy in considerazione degli articoli pubblicati da altre persone ma disponibile via RSS dai loro siti“.

E la fonte prima.

QuasiCamp meneghino

Leggo e rilancio: il 25 aprile, aperitivo/cena per blogger, a Milano.

Gli accenti

Una novità di questo blog. Quasi invisibile, ma c’è. Da qualche giorno (forse qualche settimana) ho iniziato ad usare gli accenti in luogo degli apostrofi.
Sì, lo so… è un arrendersi ai tempi, ma, in fondo, era diventato troppo snob continuare a farlo, peraltro senza più grossi motivi tecnici.
Eppoi, non sopportavo più sentirmi riprendere/correggere da Carlo Felice.

P.S.: Nelle email continuo a mettere gli apostrofi…

Quinta come la Wertmuller

Il titolo di post più lungo del mondo

La fibra è verde! Investire in fibra ha un ritorno maggiore grazie ai risparmi energetici che investire in centrali elettriche, secondo Glasgow Electric Plant Board (La municipalizzata elettrica di Glasgow nel Kentucky).

Dei diritti e dei doveri dello stare in Rete - EDITED

BlogBabel chiude, per sempre o chissà.

Premetto che io ci sono su mia richiesta dall’anno scorso quando, dopo aver sentito Ludo & C. allo ZenaCamp, mi è venuta la curiosità.
Pur con alterne vicende, non sono mai stato una blogstar e penso che non lo sarò mai. I motivi possono essere diversi, ma non mi interessano più di tanto.
Ero arrivato, pochi mesi fa, poco fuori della Top 100, poi son tornato su posizioni che più mi competono. E, in passato, è andata anche peggio.

BlogBabel sì, BlogBabel no. Per quel che ne capisco io, il sistema di ranking va un po’ più ottimizzato (a parte le star, vedo troppe fluttuazioni), ma forse si tratta proprio di “ottimizzazioni in corso”.
Come detto, le star sono sempre quelle, posizione più, posizione meno. E penso sia giusto così, indipendentemente dai contenuti sui quali ho sempre mille riserve.
C’è il caso Grillo, ad esempio, direi da sempre in testa (e non potrebbe essere altrimenti, malgrado i correttivi al ribasso). Ma le (altre) blogstar lo criticano. Dicono che non è un vero blogger (dunque non è una blogstar), che non è sinceramente 2.0, che non è genuino in quanto ha un’importante società di comunicazione alle spalle, che non risponde ai commenti (tra i top abbiamo anche chi non li ha proprio).
Non so e poco mi interessa.

Io ho un blog per parlare della materia di cui mi occupo (sul privato, sulle mie idee, sono molto più orso di quanto sembra) e la blogosfera mi incuriosisce più che altro per le sue implicazioni giuridiche. Ho già un lavoro che mi piace, non mi interessa diventare una blogstar per trovarmi un’alternativa di vita, anche se “mai dire mai”. E, come detto, dubito che possa salire sul podio della Top 100, anche se le classifiche gasano tutti, il sottoscritto per primo.

E così, veniamo a BlogBabel. PaulTheWineGuy vuole potersi sganciare. Gli rispondono, tra le altre cose, rinfacciandogli l’atteggiamento di chi, caduto dall’Olimpo, non vuole giocare più. Ma la motivazione ufficiale di Paul è il presunto abuso - quasi un furto - di contenuti asseritamente posto in essere da BlogBabel.
Paul ha una licenza Creative Commons (incidentalmente: io mi fido, ma non l’ho trovata) e ne chiede il rispetto: ok tutto (o quasi), ma non per scopi commerciali. Ma BlogBabel, contrariamente a quello che pensa Paul, non è una società commerciale, anche se i suoi ads li ha, come tanti del resto (e così si ripresenta l’accusa di lucrare, in qualche modo, sul lavoro altrui).

BlogBabel, puntata anche da Napolux, decide, come visto sopra, di chiudere con il modo, però, del bambino permaloso. Non me ne vogliano.

Oltre alla licenza, la questione verte anche sul diritto a non entrare nel database. Cosa c’è di giuridicamente fondato?

Poco, secondo me. Forse nulla.

Io non ho mai amato le licenze Creative Commons; o, meglio, non ho mai compreso la cieca adesione fideistica manifestata specie dai blogger. Ed io non sono stato eccezione: con il recente passaggio a Wordpress (ma perché esiste un movimento che ha una pecetta segnaletica “No Wordpress”?) le ho messe anch’io per quel fondamentale e imperdonabile errore che si chiama omologazione e che mi ha fatto perdere di vista la mia cultura giuridica. Alzi la mano chi sa veramente cosa significano queste licenze (e le “cugine” GPL), quali sono le basi e le conseguenze giuridiche. Pochi, direi, e ditemi pure presuntuoso. Non si parla di cose banali. Come se io mi mettessi a discutere di specifiche W3C (che competono più i tecnici).
Sebbene le licenze Creative Commons rappresentino una comoda (in prima battuta) standardizzazione, mi pento di averle messe e vi spiego anche il perché.

Piaccia o no - ed è questo il punto fondamentale - in Italia abbiamo una legge sul diritto d’autore. L’autore può derogarvi, ma soltanto parzialmente.
In un momento in cui si discute dell’attuazione del comma 1-bis) dell’art. 70 l.d.a. (tema molto caro alla blogosfera) rischiamo di dimenticare i diritti altrui, quelli di chi fruisce delle opere o che ci lavora. È paradossale, azzardo anche un “ipocrita”.

Se è vero che le limitazioni al diritto d’autore riguardano, prevalentemente, gli usi personali (chiamiamoli fair uses, se volete essere alla moda e guardare, a tutti i costi, al diverso diritto nordamericano), esistono eccezioni anche per chi persegue lo scopo di lucro.

La legge sul diritto d’autore (l. 633/41) le disciplina a partire dall’art. 65 e mi sembra chiaro che, pur evidenziando alcuni dati dell’opera, nessuno può impedire un link e la riproduzione di un titolo.
Eppure, una lettura non corretta (non conforme alla legge, che comanda sempre nel contrasto) delle Creative Commons può portare alla paradossale conclusione che esse non garantiscono sempre la libera circolazione del sapere, ma, al contrario, talvolta la limitano per giunta - vale la pena di ribadirlo - in contrasto col nostro ordinamento.

E l’elaborazione a fini di statistica-classifica? Io la vedo come una sorta di operazione scientifica (per l’aspetto statistico) e critica (per la classifica fatta di citazioni). Perché non ci sogniamo di vietare i test delle automobili. No, li opiniamo, financo li denunciamo se fatti in malafede sempre ricordando, però, che in essi vi è un preponderante fattore umano (ad esempio, le impressioni di guida, al di là dei dati strumentali) cosa ben diversa da quanto fa BlogBabel che, sempre per quello che ne capisco io, svela il proprio metodo (thx to WebArchive).

Infine, si potrebbe parlare anche delle rassegne stampa e del diritto all’obliò. Ma mi fermo subito: le prime possono essere illecite se non rispettano le predette eccezioni oppure se costituiscono concorrenza sleale (e non vi sono i presupposti), il secondo riguarda i dati personali (e qui non si parla di dati personali).

Non sapevo come chiudere questo post, ma ho pensato che il titolo fosse la miglior sintesi, specie se letto nella filosofia che ci accomuna tacitamente condivisa da ogni blogger.

P.S.: Il post è stato un po’ editato, ma soltanto per rimediare ad alcuni errori di battitura, di esposizione, ecc. Devo ricontrollare meglio le bozze prima di scrivere… Mi scuso.

Prova 1 2 3

Pare che grazie a Wordpress ora si riesca a postare da PDA (Tytn II, WM6, IE mobile).

Prova

Soltanto una prova per vedere cosa ha combinato l’aggiornamento di Wordpress…