Molti ricorderanno la buferetta scoppiata sul caso del Ministro Gelmini che ha passato l’esame in sede diversa da quella “naturale”. Tutto ciò ai sensi di legge, non è questo il punto. Come tutti noi possiamo serentamente ragionare sull’opportunità o meno di “scegliersi” la sede ritenuta più idonea. Magari in altra sede.
Fatto sta che il Ministro aveva lasciato intendere, forse per giustificarsi, che in certi concorsi passano soltanto i figli d’arte. Non è così. Io sono un esempio, anche se, da solo, non faccio certo statistica.
Soltanto oggi leggo il comunicato del mio Presidente, avv. Stefano Savi. QUI, ma ne riporto un passaggio.
L’utilizzo di illazioni non confortate da elementi oggettivi ed anzi smentite da dati inconfutabili non produce altro risultato che disinformare l’opinione pubblica e offendere chi opera nella sfera professionale con dedizione istituzionale, onestà e correttezza.
Per altro delegittimare l’Avvocatura equivale ad indebolire il diritto alla difesa ed il principio di legalità in un momento assai delicato che vede il Governo impegnato prioritariamente su questi temi. Della intervista del Ministro Gelmini ritengo utile richiamare all’attenzione tutti, anche al Ministro, un lodevole passaggio: “bisogna tornare al decoro, al rispetto degli altri… se non si comincia da lì non si cambia niente.
Bravo Stefano!
Tags: mariastella gelmini, stefano savi
Sono in udienza e, aspettando il mio turno, mi guardo la posta col mio fido TYTN II.
Un collega con l’iPhone mi osserva e, alla fine, mi dice “Sei sempre il piu’ tecnologico”.
Tags: htc tytn II, iphone
C’era una volta il bar del tribunale che, in realtà, era il Caffè della Rinascente (il “vero” bar del tribunale, con quella insegna, è un altro). Un posto che ne ha viste di tutti i colori, frequentato da magistrati, avvocati e mariuli di ogni specie.
Poi ha chiuso non so bene perché. Soltanto di recente ha riaperto con una nuova gestione. Nel frattempo, quelli intorno si sono spartiti la clientela, ma – penso – proprio a causa di questa riapertura, ora devono darsi da fare di più. Non basta essere aperti.
Ricevo, oggi, questa:
Buongiorno Gentili Avvocati e Procuratori Legali, [i procuratori legali non esistono più da una decina d'anni... n.d.r.]
forse già frequentate i nostri locali entrambi a pochi metri dal Tribunale di Genova.
Desideriamo informarVi che presentandoVi alle casse semplicemente con il Vostro tesserino di riconoscimento dell’ Ordine al momento del pagamento, otterrete degli sconti e delle promozioni estremamente convenienti riepilogati nella convenzione in allegato.
Se non siete ancora Clienti, Vi aspettiamo.
P.S.: L’offerta, in effetti, è buona, va detto. Come va detto che proprio questo bar era il più caro della zona. L’avran capita…
P.P.S.: Per dirla tutta, non mi risulta che ci sia una vera “convenzione” con il mio Ordine. Si tratta, piuttosto, di un’offerta che fanno alla categoria.
Stavo facendo un giretto nelle statistiche a caccia di temi interessanti da sviluppare. Tra le stringhe di ricerca in coda, ne trovo due parecchio interessanti:
sono laureato in legge ma non mi sento di fare l’avvocato
e soprattutto, molto inquietante,
sono avvocato e non voglio fare l’avvocato.
Segnalo l’articolo di Giuseppe Briganti dal titolo di cui all’oggetto. Molto interessante.
Tags: giuseppe briganti
Appartiene al gergo leguleio. Lo scrivo tante volte, ma… ”in calce” ha un’origine precisa, inaspettata e interessante.
Ce lo spiega Mitì che, tra l’altro, è indicata da Wikipedia tra i genovesi importanti di tutti i tempi (per tacere della via e delle sezioni ANA – anche nella mia amata-odiata Santa - intitolate al suo grande padre nonno).
Tags: mitì vigliero
La nostra Cassa Forense riconosce, in caso di “maternità”, la relativa indennità. Sino a ieri, soltanto alle madri. Ora, pare che ci sia un precedente (di primo grado e non vincolante) per i “mammi”, quindi dovremmo chiamarla “indennità genitoriale”.
Ricollegandomi al finale del post precedente (che, questioni Web e tecniche a parte, era già l’emergere della rosicata).
Ho dovuto rimettere mano ad uno scritto da aggiornare e mi sono letteralmente scontrato con tutte le più recenti vicende riguardanti l’appello penale (assimilate a pezzi nel corso del lavoro ordinario). Mi riferisco alla legge cd. “Pecorella-bis” e a tutto quello che ne è conseguito (tre sentenza stroncanti della Consulta e almeno una presto in arrivo, probabilmente dello stesso segno).
Primo: l’operatore del diritto che non sa più cosa fare perché tra riforme-rivoluzioni (peraltro non sempre comprensibili) e picconate della magistratura superiore, il poveraccio è comprensibilmente disorientato.
Secondo: e, anzi, last but not least, il cittadino, preso a leggi e sentenze in faccia, è inevitabilmente suonato come un pugile destinato a finire al tappeto. E paga pure.
Certezza del diritto è anche semplicità.
Abbiamo Calderoli.
Penale.it ha una newsletter. Non da quando è nato, diciamo da un paio d’anni.
Leggo, oggi, un curioso messaggio “di ritorno” che, più o meno, recitava così: “la newsletter n. xxx del 5 luglio 2008 è stata letta il 9 luglio 2008″.
Trovo che un ritardo di quattro giorni sia scandaloso, specie se rapportato ai nostri doveri di aggiornamento professionale.