Non ho capito l’ultima parola
Pubblicato da Daniele
Questo che copio e incollo qui sotto è il testo di un’email-programma inviata da un candidato, ovviamente con un sacco di indirizzi di chiaro di altri Colleghi (ma chissà chi avrà autorizzato questa pubblicità elettorale, succede tutti gli anni…).
Se qualcuno ci capisce qualcosa, faccia un fischio nei commenti.
ELEZIONI DEL CONSIGLIO DELL’ORDINE DI GENOVA PER IL BIENNIO 2008-2009
In occasione delle prossime elezioni per il rinnovo del Consiglio dell’Ordine di Genova riteniamo opportuno informare tutti i Colleghi della nostra decisione di candidarci alla carica di consigliere, sulla base di alcune considerazioni di fondo in merito ai problemi dell’avvocatura che abbiamo condiviso, e che desidereremmo fossero affrontati con determinazione dai nostri organi rappresentativi.
In particolare vorremmo richiamare l’attenzione della nostra categoria su questi temi di fondo:
L’imminenza di ulteriori rilevanti innovazioni nel nostro ordinamento, dopo quelle già entrate in vigore nell’estate del 2006, che in alcuni aspetti rilevanti potrebbero risultare non conformi ai principi irrinunciabili sui quali è fondata la professione forense
Il diffuso disinteresse degli avvocati, ed in particolare dei giovani che ormai da oltre un decennio accedono sempre più numerosi alla professione, nei confronti delle problematiche e degli organismi rappresentativi della categoria, derivante da un sentimento di sfiducia verso le istituzioni forensi non sempre giustificato da ragioni obiettive.
Gli innegabili cambiamenti che si stanno verificando nel modo concreto con cui si esercita quotidianamente la professione forense, anche in dipendenza dei sempre più frequenti contatti con realtà che nascono in sistemi giuridici di tradizioni diverse dal nostro, con i quali è indispensabile rapportarsi senza pregiudizi ma anche senza soggezione.
La consapevolezza che i mutamenti delle condizioni di base della società e dell’economia, che in questi anni hanno avuto una brusca accelerazione, e che inevitabilmente coinvolgono ogni settore, incluso quello delle professioni liberali, vanno accettati senza preclusioni di sorta, con volontà di adeguamento da parte della nostra categoria, senza però rinunciare ad alcuni presupposti non negoziabili quali, ad esempio, la netta distinzione, sotto l’aspetto deontologico e fiscale, fra l’esercizio dell’attività professionale e quello di impresa.
La necessità infine che la classe forense eserciti una decisa azione propositiva per affrontare i gravi problemi della magistratura, con particolare riferimento alle modifiche anche radicali dell’ordinamento che tendano ad aumentare efficienza e produttività dell’attività giurisdizionale, la cui risoluzione - da troppo tempo procrastinata - è indispensabile per il corretto ed efficace esercizio della funzione dell’avvocatura.
Per questi principi di fondo si sono trovati d’accordo gli avvocati
TIZIO
CAIO
SEMPRONIO
MEVIO
che al di fuori di logiche di contrapposizione, si dichiarano disponibili ad occuparsi dei problemi della categoria nel segno della continuità con il Consiglio uscente, al quale manifestano sincero apprezzamento per l’attività sino ad oggi svolta.
A tutti i Colleghi e le Colleghe rivolgiamo l’invito a partecipare alla votazione al fine di consentire un ampio coinvolgimento degli avvocati nel processo di scelta del proprio organo rappresentativo, cui nel prossimo biennio saranno demandate importanti responsabilità per le problematiche che ci riguardano.
Astensione penalisti del 23 gennaio 2008
Pubblicato da Daniele
In occasione dell’inaugurazione dell’Anno Giudiziario dei Penalisti. QUI, la notizia dell’UCPI
Blog di avvocati
Pubblicato da Daniele
L’avv. Luigi Faldati (Treviso) ha un blog molto interessante.
L’ho trovato per caso. Un altro Collega (l’avv. Giuseppe Celia di Salerno) ne ha parlato per un caso di censura da parte del CDA di Treviso.
Io sono un po’ preoccupato…
Il cliente non fa l’avvocato
Pubblicato da Daniele
Su Wikipedia ci finisco, normalmente, quando appare tra i primi risultati delle mie gugolate. Difficile che la frequenti direttamente. Magari mi sbaglio, ma non la ritengo attendibilissima (ed escludo da queste mie considerazioni il lavoro di certi ottimi colleghi che conosco).
Qualche giorno fa, cercavo non ricordo bene che a proposito di Andrea Monti. Ho trovato la relativa voce.
Mi ha parecchio colpito questo passaggio: "La sua immagine di "voce fuori dal coro" e di difensore delle libertà digitali è stata recentemente compromessa dalla sua scelta di difendere con tenacia Andrea Pompili, presunto pirata informatico coinvolto nello scandalo Telecom-Sismi".
Premesso che l’avvocato puo’ rifiutare il mandato, cosa segnifica questa osservazione? Che, secondo Wikipedia (o alcuni suoi contributor) non puoi difendere una persona "sgradita" che, subito, si offusca tutto quello che hai fatto in vita tua?
Due considerazioni elementari:
- quello dell’avvocato e’ un mestiere, lo si fa (anche) per soldi, per mangiare (e penso che per Andrea sia la stessa cosa); diverso e’ quello che fai in altri àmbiti non professionali, ma scientifici;
- la nostra Costituzione (art. 27) fissa il principio di non colpevolezza sino a condanna definitiva e io non so come finira’ la questione del suo assistito.
Tutto il resto e’ pregiudizio stupido e arrogante.
Formazione in affanno - UPDATED
Pubblicato da Daniele
Avvocati, blog, politica e…
Pubblicato da Daniele
…aggiungiamo Franca Rame cosi’ la cosa si fa parecchio ingarbugliata. Non ho capito bene cosa c’entrino tra loro le cose, che ne capisce la suddetta e perche’ un avvocato dovrebbe godere di due crediti formativi partecipando ad un incontro su questi argomenti.
Francesco e’ sicuramente una persona sopra le righe, ma si e’ dimostrato amico in diverse occasioni.
Dunque, segnalo.
Astensione avvocati 23 novembre 2007
Pubblicato da Daniele
Mi ero dimenticato di dirlo. L’UICP aveva proclamato, per ieri, una giornata di astensione dalle udienze.
Pur in ritardo, segnalo la motivazioni. Direi condivisibilissime, dunque da diffondere senza indugio.
Quel pacchetto sicurezza e’ una vera sciocchezza…
Annunci legali
Pubblicato da Daniele
Nel caso, da queste parti, passassero degli avvocati o dei praticanti avvocati, informo che su Penale.it e’ partito un servizio di richiesta/offerta di collaborazioni legali.
Mediante un annuncio, un praticante (ma anche un avvocato) puo’ offrire la sua collaborazione. Un avvocato (o uno studio associato) puo’, invece, formulare una richiesta.
QUI la pagina. Al momento c’e’ soltanto un mio annuncio, ma spero possa crescere.
Giuristi di impresa
Pubblicato da Daniele
Tempo fa, un collega, palesemente preoccupato per i destini della nostra professione, mi diceva "Ma sai cosa vuol fare il nuovo Governo? Vuole creare la figura del giurista d’impresa. Laurea di tre anni e via. Giuristi di impresa, ma ti rendi conto dove andremo a finire"?
Beh, mi sono accorto che il collega non sa che i giuristi di impresa esistono gia’, sebbene non siano cosi’ "istituzionalizzati". Ovviamente, non sa neppure che cosa fanno. La cronaca (purtroppo nera) di questi giorni mi conferma che neppure i giornalisti sono molto ferrati in materia.
Un giurista di impresa e’ un giurista che lavora all’interno di un’impresa dotata di un ufficio legale piu’ o meno numeroso. Non e’ un libero professionista, ma e’ dipendente dell’impresa, appunto.
Non e’ iscritto all’albo degli avvocati (perche’ il suo status e’ incompatibile), ma se ha passato l’esame ha tutto il diritto di farsi chiamare avvocato.
Gli unici avvocati dipendenti che sono iscritti all’albo o elenco (speciale) sono quelli che lavorano nella Pubblica Amminitrazione.
Per i giuristi di impresa non c’e’ albo, tanto meno ordine degli avvocati competente. Ma esiste l’AIGI, associazione privata molto attiva.
Almeno due giuristi di impresa frequentano spesso questo blog e io ne sono molto contento (ok, sono amici… ![]()
Dumb lawyers
Pubblicato da Daniele
Visto che si parla di cose "dumb" e che uno degli ospiti piu’ graditi del Corriere e’ diventato tale (pseudonimo) Massimo Della Pena (gola profonda in RAI), ricordo un simpatico libricino che circolava nel nostro ambiente nella prima meta’ degli anni ‘90.
Era lo Stupidario Giuridico, di Massimo Della Pena (non la stessa persona, ovviamente), edito da Mondadori che oggi, pero’, non riesco a trovare in vendita. Qualcuno mi puo’ dare un mano?
Per adesso, ho trovato soltanto qualche traccia, tra cui questa.