:.:.: (il blog di) Daniele Minotti

diritto delle nuove tecnologie e altro

Menù forense

C’era una volta il bar del tribunale che, in realtà, era il Caffè della Rinascente (il “vero” bar del tribunale, con quella insegna, è un altro). Un posto che ne ha viste di tutti i colori, frequentato da magistrati, avvocati e mariuli di ogni specie.
Poi ha chiuso non so bene perché. Soltanto di recente ha riaperto con una nuova gestione. Nel frattempo, quelli intorno si sono spartiti la clientela, ma - penso - proprio a causa di questa riapertura, ora devono darsi da fare di più. Non basta essere aperti.
Ricevo, oggi, questa:

Buongiorno Gentili Avvocati e Procuratori Legali, [i procuratori legali non esistono più da una decina d'anni... n.d.r.]

forse già frequentate i nostri locali entrambi a pochi metri dal Tribunale di Genova.

Desideriamo informarVi che presentandoVi alle casse semplicemente con il Vostro tesserino di riconoscimento dell’ Ordine al momento del pagamento, otterrete degli sconti e delle promozioni estremamente convenienti riepilogati nella convenzione in allegato.

Se non siete ancora Clienti, Vi aspettiamo.

P.S.: L’offerta, in effetti, è buona, va detto. Come va detto che proprio questo bar era il più caro della zona. L’avran capita…

P.P.S.: Per dirla tutta, non mi risulta che ci sia una vera “convenzione” con il mio Ordine. Si tratta, piuttosto, di un’offerta che fanno alla categoria.

Controvoglia

Stavo facendo un giretto nelle statistiche a caccia di temi interessanti da sviluppare. Tra le stringhe di ricerca in coda, ne trovo due parecchio interessanti:
sono laureato in legge ma non mi sento di fare l’avvocato
e soprattutto, molto inquietante,
sono avvocato e non voglio fare l’avvocato.

Avvocato non solo “guerriero”: altri approcci possibili per un avvocato “multidimensionale”

Segnalo l’articolo di Giuseppe Briganti dal titolo di cui all’oggetto. Molto interessante.

Beata ignoranza, la mia. Spiegazione… in calce

Appartiene al gergo leguleio. Lo scrivo tante volte, ma… ”in calce” ha un’origine precisa, inaspettata e interessante.
Ce lo spiega Mitì che, tra l’altro, è indicata da Wikipedia tra i genovesi importanti di tutti i tempi (per tacere della via e delle sezioni ANA - anche nella mia amata-odiata Santa - intitolate al suo grande padre nonno).

Pari diritti

La nostra Cassa Forense riconosce, in caso di “maternità”, la relativa indennità. Sino a ieri, soltanto alle madri. Ora, pare che ci sia un precedente (di primo grado e non vincolante) per i “mammi”, quindi dovremmo chiamarla “indennità genitoriale”.

Fare e disfare

Ricollegandomi al finale del post precedente (che, questioni Web e tecniche a parte, era già l’emergere della rosicata).
Ho dovuto rimettere mano ad uno scritto da aggiornare e mi sono letteralmente scontrato con tutte le più recenti vicende riguardanti l’appello penale (assimilate a pezzi nel corso del lavoro ordinario). Mi riferisco alla legge cd. “Pecorella-bis” e a tutto quello che ne è conseguito (tre sentenza stroncanti della Consulta e almeno una presto in arrivo, probabilmente dello stesso segno).
Primo: l’operatore del diritto che non sa più cosa fare perché tra riforme-rivoluzioni (peraltro non sempre comprensibili) e picconate della magistratura superiore, il poveraccio è comprensibilmente disorientato.
Secondo: e, anzi, last but not least, il cittadino, preso a leggi e sentenze in faccia, è inevitabilmente suonato come un pugile destinato a finire al tappeto. E paga pure.
Certezza del diritto è anche semplicità.
Abbiamo Calderoli.

Professioni antiche

…ma… non era un’altra?
(link)

Aggiornamento forense

Penale.it ha una newsletter. Non da quando è nato, diciamo da un paio d’anni.
Leggo, oggi, un curioso messaggio “di ritorno” che, più o meno, recitava così: “la newsletter n. xxx del 5 luglio 2008 è stata letta il 9 luglio 2008″.
Trovo che un ritardo di quattro giorni sia scandaloso, specie se rapportato ai nostri doveri di aggiornamento professionale.

Ri-cercasi praticante avvocato

Dopo un precedente annuncio senza esiti positivi, mi vedo ricostretto ad approfittare di questo spazio.
Cerco un praticante, ne ho proprio bisogno.
Ecco le condizioni, rigide ove non meglio specificato:
- abilitazione al patrocinio (che posso anche aspettare un po’, prima che il collaboratore la acquisisca; di certo, però, non cerco una persona già avvocato);
- preparazione “normale”; non pretendo un genio, ma neppure voglio uno che ha studiato diritto per farsi chiamare “dottore”;
- e voglia di fare, ovviamente; un giusto mix tra curiosità, intraprendenza, voglia di far crescere me (inteso come studio) e se stesso;
- viste le mie competenze, conoscenze informatiche superiori alla media (astenersi patente europea…);
- residente nel Tigullio (perché sarebbe impiegato in zona e altrove; vedi punto successivo);
- patente e auto proprio; con questo lavoro, si viaggia.
Offro uno studio, pratiche interessanti e retribuzione proporzionale all’impegno.

Sanzionato l’avvocato (francese) di Techland - UPDATED

Elizabeth Martin, avvocato francese di Techland (software house polacca specializzata in videogiochi), sarebbe stata sanzionata, dal proprio ordine parigino, con la sospensione professionale pari a sei mesi nonché con l’interdizione da l’inibizione ad iscriversi ad associazioni professionali per un periodo di dieci anni.
Una bella mazzata, non c’è che dire.
Motivi? La Collega ha inviato migliaia di lettere per la propria assistita chiedendo il pagamento di 400 euro ad ognuno dei downloader illegali. Ma avrebbe calcato troppo la mano con minacce sproporzionate e, per giunta, avrebbe fatto confluire i pagamenti ricevuti sul proprio conto privato (il che non significa che se li sia intascati, beninteso - e, comunque, sono accordi che riguardano avvocato e cliente).
La vicenda è sostanzialmente gemella a quella, nostrana, riguardante Peppermint. Che tutti conosciamo. Probabilmente, è anche già noto che sia Peppermint che Techland si sono avvalse della tecnologia Logistep che ha permesso loro di individuare i downloader presuntivamente illegali.
Inevitabile, allora, pensare al Collega bolzanino che ha inviato, in Italia, lettere analoghe. Anche perché mi risulta che Altroconsumo si sia rivolto al Consiglio dell’Ordine di Bolzano. Al momento, non mi risultano decisioni.
Ora, io non conosco l’esatto tenore della missiva francese, però ho copia di quella italiana. E mi sono fatto una mia idea. Taccio, però, per il rispetto che ho per l’organo disciplinare. Saprà decidere bene, ne sono certo.

(Torrentfreak via CGT)

Aggiornamento delle 15:50, stesso giorno: Leggo ora Guido. Premesso che sono d’accordo che un CdO debba decidere qualcosa prima di undici mesi, in Guido un po’ meno, ma in altri parecchio, sento una gran “godere” per la decisione parigina. Non sono d’accordo, mi dissocio a costo di essere impopolare. L’azione Peppermint era molto “forte”, ma non certo temeraria.