Stop all’anarchia del Web

Anche pregiudizio, forse. Non sono stato l’unico a notarlo, mi fa piacere. Un significativo passaggio della sentenza, dai chiari toni paternalistici: “Le conseguenze sanzionatorie dei reati – si tratta di più azioni, unite dall’identità di disegno criminoso – possono essere contenute, in ragione della giovane età dell’imputata e di una sua possibile sottovalutazione delle condotte illecite, frutto di una diseducazione di cui essa stessa è vittima, in un contesto sociale di falsamente proclamata liceità di qualsiasi lesione dell’altrui personalità morale, tanto più se veicolata dai mezzi di comunicazione”.

Povera piccola, credeva all’anarchia del Web.

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6 comments on this post.
  1. .mau.:

    ma queste sentenze nascono perché qualche giudice vuol far vedere quante cose di Internet sa, perché qualche avvocato ha scritto chissà che cosa, o per altre ragioni ancora?

  2. Daniele Minotti:

    @.mau. Un po’ tutte, secondo me… Ma il messaggio che si e’ voluto mandare secondo me e’ il mio titolo

  3. .mau.:

    e allora dicono a un giudice qualunque di fare una sentenza così? È questo che non mi torna.

  4. Valentino Spataro:

    Ciao Daniele. Ho cercato il testo integrale della sentenza, gli estratti online li temo. Se qualcuno lo trova … fatecelo sapere 🙂

  5. Daniele Minotti:

    http://www.micozzi.it/?p=385

  6. gaia:

    e’ difficile trovare persone competenti su questo argomento, ma sembra che voi sappiate di cosa state parlando! Grazie

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