Yahoo! e responsabilità del provider: occhio alle bufale

Stefano Quintarelli ha pubblicato la tanto chiacchierata ordinanza (e non sentenza) recentemente pronunciata (Tribunale di Roma, Sezione IX Civile) contro Yahoo! accusato di violazione del diritto d’autore (e non soltanto, per la verità) per la presenza di risultati di ricerca che conducevano a materiali protetti. QUI, un sunto della notizia.
Io me lo sentivo: i giudici possono anche sbagliare, specie in materie “nuove”, ma la storia della censura della Rete era, appunto, una storia, una bufala.
Tu non sei tenuto a controllare quello che pesca il tuo crawler, ma se il titolare di determinati diritti ti avvisa che c’è un problema e tu non fai niente pur essendo in condizione di rimediare rimuovendo l’illecito, non lamentarti della condanna.
Un po’ come successo per il caso Vividown che ha coinvolto Google.
Ciò, comunque, senza entrare troppo nel merito della vicenda perché le cause giudiziarie non sono fatte di soli provvedimenti. Yahoo! potrebbe avere anche ragione per quello che ne so io.
Poi, se vogliamo parlare delle mille sfaccettature giuridiche del provvedimento, possiamo anche farlo, ma per i pragmatici penso possa bastare questo semplice concetto che fa capire quanto certi allarmi siano molto spesso bufale.

Update: segnalo Alessandro Longo su Repubblica, mi era sfuggito 😉

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9 Responses to Yahoo! e responsabilità del provider: occhio alle bufale

  1. alessandro longo says:

    Questo aspetto del “non fare niente e quindi meritare la condanna” era già chiaro nel mio primo pezzo su REpubblica.it Non per essere autoreferenziale, ma per difendere la categoria:)

    Comunque il notice and take down dovrebbe essere più circostanziato, il giudice sta accettando una prassi troppo generica

  2. Daniele says:

    Scusami, il tuo commento mi era sfuggito, ho rimediato.
    Per il resto, sono d’accordo con te ed era il senso del mio chiarimento che Yahoo! puo’ avere anche ragione.

  3. Passante says:

    D’accordissimo sul take down notice, ma come segnala Guido Scorza sul fattoquotidiano qui si e’ dato per scontato che un sito sia pirata senza nemmeno chiamarlo in causa.
    Se non e’ pericoloso questo…

  4. Daniele says:

    @Passante
    Hai ragione, ma io non ho voluto entrare in quei dettagli semplicemente perche’, come ho scritto nel post, le cause vanno ben al di la’ di un singolo provvedimento.
    Per quello che ne sappiamo noi, del punto non si e’ parlato perche’ l’illiceita’ e’ stata in qualche modo accertata.
    A me interessava far passare due pensieri:
    – che certi allarmi sono spesso bufale paranoiche;
    – che a fare i furbi facendo finta di niente magari perche’ ci si sente forti (e non so se sia il caso di Yahoo) non sempre si fa una bella fine…

  5. Daniele non trovi che sia completamente “sballato” il lungo excursus che il giudice fa sugli articoli 14-17 del D.lgs 70/2003 posto che non prevedono ipotesi di esenzione di responsabilità per i motori di ricerca (che non sono nè access provider, nè necessariamente caching provider, nè hosting provider) e che lo stesso giudice le definisce norme eccezionali (dunque, come tali, insuscettibili di applicazione analogica)?

    Questo del “buco” della normativa comunitaria e nazionale su quelli che il DMCA definisce “Information location tools” è un mio vecchio pallino 🙂

  6. Daniele says:

    Dovrei vedermela meglio, Marco. Sono occupato in altre cose ed ho gia’ spiegato che non posso, al momento, approfondire.

  7. Però una cosa è assai “sfiziosa”.

    Credo che il giudice abbiamo fatto confusione con i numeri degli articoli della direttiva e quelli del nostro decreto di recepimento.

    C’è un punto in cui per avvalorare il proprio ragionamento cita la sentenza della Corte di Giustizia che ha fornito una certa interpretazione dell’articolo 14… ma si tratta dell’articolo 14 della direttiva (Hosting) e non dell’articolo 14 del decreto di recepimento (Access provider)!

    Spero di aver capito male io, altrimenti sarebbe una cosa meravigliosa! 🙂

  8. Daniele says:

    In effetti, mi ricordo della mancata sincronizzazione degli articoli.
    Indaga, indaga 😉

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