Fermiamo il decreto Maroni - Aggiornato
Pubblicato da Daniele
Allora, la questione è nota, ne hanno parlato tutti. Lo scopo di questo post non è quello di scroccare idee altrui e riproporle come mie. Soltanto, spero che, leggendomi, anche soltanto una persona in più si convinca che quello che vagheggia Maroni (perché soltanto domani si dovrebbe sapere qualcosa di più) è sbagliato, anzi pericoloso per la nostra libertà (non di quella di quattro imbecilli di quella o quell’altra parte). Dunque, i “saggi” che mi hanno preceduto sono tutti idealmente e cumulativamente citati.
Premessa. Certi reati (ad esempio, quelli che consistono in un’istigazione) esistono già. Saranno opinabili, ma esistono già, precisamente nel nostro codice penale.
Parimenti, la Magistratura può già disporre sequestri su siti illeciti (e lo ha sempre fatto). L’unico limite è che non si può sequestrare un sito all’estero in quanto non c’è la collaborazione internazionale necessaria.
Il problema, allora, diventa quello di rendere inaccessibili siti collocati su server all’estero. Per pedopornografia e gambling online, ciò si attua non con un sequestro stretto senso giuridico, ma con l’inibizione dell’accesso agli utenti collegati con provider Italiani, in pratica facendo modificare i DNS. Sono procedure previste dalla legge.
Recentemente, poi, si è radicata questa “moda” giuridicamente bizzarra di eseguire un sequestro (preventivo) mediante i medesimi interventi sui DNS. Ricordiamo il caso di The Pirate Bay, alla fine dissequetrato anche se, nelle settimane scorse, la Cassazione sembra aver lasciato uno spiraglio aperto per questo genere di sequestro. Altri siti di torrent e di vendita di tabacchi hanno seguito la stessa sorte.
A questa inibizione probabilmente pensa Maroni (come già, a suo tempo, il senatore D’Alia), ma vi sono almeno tre pericoli:
- se l’oggetto del provvedimento dovesse essere, ad esempio, un gruppo su Facebook, l’inibizione non potrebbe non riguardare tutto il social network;
- azioni di questo genere devono sempre passare per il vaglio della Magistratura; altre vie lascerebbero troppo spazio alla discrezionalità; e teniamo presente che qui è in gioco il diritto alla libera espressione del proprio pensiero, mica bruscolini;
- l’impugnazione di questi provvedimenti diverrebbe ardua, se non impossibile, consolidando un oscuramento anche se illegittimo.
Allora, visto che a casa Facebook si sono prontamente attivati per rimuovere tutti i gruppo all’indice, viene anche da domandarsi dove stia il problema.
La Rete ha più buon senso di quello che Maroni vuol far credere.
P.S.: Vi sono politici e media che istigano più all’odio che certi gruppi Facebook da ragazzini idioti…
Aggiornamento dello stesso giorno, ma dopo cena (diciamo quasi le 22.00): Maroni, in videochat col Corriere dice, anzitutto, che non sarà un decreto (fiuuuu… s’è sempre abusato dell’urgenza che non c’é), poi anche che saranno “soltanto” strumenti in più per la Magistratura con collaborazione dei “gestori” (scheriffi privati?). La fonte è il Corriere, ovviamente. Vedremo…
29 Commenti »
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Pubblicato il 16 12 2009 alle 22:39 quota
Già me lo vedo il reato di “detenzione di server DNS non autorizzato” (che se voglio, mi metto su il mio DNS e buonanotte al secchio e ai provvedimenti restrittivi).
Senza dimenticare i più facili da usare OpenDNS e GoogleDNS
Pubblicato il 16 12 2009 alle 22:58 quota
E FoolDNS che, almeno, hanno una policy chiara.
Pubblicato il 16 12 2009 alle 23:17 quota
[...] riassume bene lo scenario che potrebbe uscire dal Consiglio dei Ministri di domani. Praticamente si passa da una [...]
Pubblicato il 17 12 2009 alle 1:44 quota
[...] riassume bene lo scenario che potrebbe uscire dal Consiglio dei Ministri di domani. Praticamente si passa da una [...]
Pubblicato il 17 12 2009 alle 13:08 quota
evidentemente vi limitate a leggere soltanto quello che volete voi!!
va bene la liberta di stampa e la liberta di parola…ma creare gruppi,siti e qualsiasi voglia che inneggia alla violenza su gruppi o individui,razzisti o contro le scelte sessuali altrui ma sopratutto inneggiare la violenza contro forze politiche al potere non è liberta di espressione!!! è soltanto frutto di gente malata!!!
io sono daccordissimo(da utente facebook,blogger e libero) cosi la maggior parte di coloro che fanno questi gruppi nascondendosi dietro un nick soltanto per avere molti iscritti o essere popolare la smetterà!!!
Pubblicato il 17 12 2009 alle 13:14 quota
ecco l’articolo:http://quotidianonet.ilsole24ore.com/politica/2009/12/15/271549-siti_violenti_presto_decreto.shtml
leggetevelo tutto e capirete ma sopratutto leggetevi la parte dove dice “lo stop spetta al magistrato”
cosi finalmente vi convincerete che non sara nè maroni nè berlusconi a chiudere i siti!!!
Pubblicato il 17 12 2009 alle 15:54 quota
si peccato che se ti informi scoprirai che maroni vuole modificare una legge fatta da un governo di sinistra:
cioè quella legge prevede che il ministro degli internni potrebbe se ritenesse opportuno far oscurare siti
basta che lui metta 1 firma ma maroni ora vorrebbe fare delle modifiche
cioè tali modifike prevedono che il ministro degli interni possa fare tale cosa solo tramite il giudizio favorevole della magistratura
in pratica se la magitratura dice che un sito e “perikoloso” x vari motivi allora si potrebbe oscurare se no nn si può… Mostra tutto
mentre ora come ora e solo il ministro degli interni a dover decidere se oscurare o no un sito che da lui viene ritenuto perikoloso
cmq basta informarsi anke xke e una vechia legge fatta dalla sinistara
Pubblicato il 17 12 2009 alle 17:48 quota
che spasso … vedere Daniele attaccato come se fosse un pericoloso (anzi “perikoloso”) sostenitore della sinistra
un bel clima … non c’è che dire
del resto, visto che vi sono ministri che affermano che facebook è più pericoloso dei gruppi degli anni ‘70 … siamo tutti kriminali (non dico ‘farabutti’ xchè potrebbe avere una coloritura politica
)
Pubblicato il 17 12 2009 alle 17:54 quota
Luigi, quello che ti sta dicendo il buon Daniele è che già *oggi* è possibile agire per bloccare i siti di cui tu parli, per cui una nuova legge su Internet *NON* è necessaria.
@RIKY-ONE
mi dai gli estremi della legge “fatta da un governo di sinistra” che permette al Ministro dell’Interno di oscurare un qualsiasi sito con una semplice firma?
Pubblicato il 17 12 2009 alle 18:23 quota
@Lorenzodes: credo si riferisca al ‘Decreto Gentiloni’, che peraltro è relativo alla sola pedopornografia
ma guarda il comma 3 degli artt.14. 15 e 16 del D.Lgs. 70/2003 che atribuisce all’autorità giudiziaria *o* amministrativa il potere di interenire d’urgenza sui provider …. La disposizione non è firmata da un governo di sinistra, ma non è quello il punto ….
Qui sarebbe bello discutere di diritti e di diritto e non di sterili, stuchevoli (e paradossali) critiche politiche …
Pubblicato il 17 12 2009 alle 21:00 quota
Ho sentito dire oscureranno pure i siti con le foto del duomo di milano
Pubblicato il 18 12 2009 alle 0:31 quota
@Herr Doktor
Non volevo fare alcuna considerazione politica nel rispondere a RIKY-ONE.
Il punto è che il nostro (suppongo) giovine amico parla di una ipotetica norma, che ovviamente non conosce, fornendo come unico riferimento l’ipotetica colorazione politica dell’esecutivo sotto cui sarebbe stata partorita.
Poiché il nostro amico ci esortava ad informarci, non possiamo esimerci dal ricordare che la norma di cui lui parla, l’ispirazione politica è irrilevante, non esiste: mi riferisco ovviamente all’emendamento D’Alia che, per fortuna, non è stato incluso nella versione del “pacchetto sicurezza” approvata dalla Camera.
Pubblicato il 18 12 2009 alle 7:21 quota
[...] Vedi il post originale: Fermiamo il decreto Maroni – Aggiornato [...]
Pubblicato il 18 12 2009 alle 10:53 quota
@Anonimo (Lorenzondes?)
sono d’accordo che la politica qui ci è entrata come i cavoli a merenda.
Non che la politica non influenzi il diritto, anzi ……
Mi sono agganciato alla tua risposta, ma non era con il tuo intervento che me la prendevo, ma con un modo di far polemica acritica e aprioristica di altri …
ciao
Pubblicato il 18 12 2009 alle 14:20 quota
@herr doktor
Sì, ero io, scrivevo da un altro PC.
Ritornando ai commi 3 degli artt.14. 15 e 16 del D.Lgs. 70/2003, tu ritieni che siano norme oggi operanti?
Partiamo dalla direttiva, che negli articoli corrispondenti recita:
“3. Il presente articolo lascia impregiudicata la possibilità, secondo gli ordinamenti degli Stati membri, che un organo giurisdizionale o un’autorità amministrativa esiga che il prestatore impedisca o ponga fine ad una violazione.”
Chi ha “tradotto” la direttiva in legge, IMHO, è stato pigro e superficiale limitandosi ad una parafrasi poco sensata. Qual è la “autorità amministrativa compentente”? Con quali strumenti giuridici si concretizza l’ordine ai prestatori di servizi di impedire o terminare le violazioni commesse da terzi?
Dirò di più: dubito pure che i commi 3 in esame possano essere invocati dall’autorità giudiziaria per adottare misure cautelari sui generis nei confronti dei prestatori di servizi di cui parliamo.
Pubblicato il 18 12 2009 alle 14:26 quota
In sede penale intendo.
Pubblicato il 18 12 2009 alle 23:35 quota
bah … a maggior ragione visto che parliamo di misure ’sui generis’ (ossia atipiche) dubito che la magistratura volta che si ravvisi periculum e fumus si sia mai data gran pena di vagliare le leggi per trovare un fondamento specifico al provvedimento …
Pubblicato il 18 12 2009 alle 23:39 quota
comunque, quanto meno per la magistratura, la norma mi sembra immediatamente applicabile (anche se in concreto disapplicata per i motivi cui sopra vedi sopra - o … semplice ignoranza).
Pubblicato il 21 12 2009 alle 13:47 quota
…tanto per ‘portarsi avanti’: quali sono le vostre esperienze con servizi come OpenDNS e simili?
saluti
Pubblicato il 21 12 2009 alle 14:18 quota
Io uso un DNS resolver associato con i root server di ICANN.
Pubblicato il 22 12 2009 alle 0:38 quota
mmmm … puoi darmi qualche indizio in piu’
Pubblicato il 22 12 2009 alle 0:39 quota
… non ne so un cribbio di DNS … anche se - visti i tempi - conto di informarmi
Pubblicato il 22 12 2009 alle 11:25 quota
Ho una piccola rete domestica.
Su una macchina, un vecchio PC dei tempi in cui avevo molti meno capelli bianchi, ho installato una distribuzione Linux. Fra le tante cose che fa (posta con filtri antivirus e antispam, web-proxy, DHCP) vi è, appunto, la gestione dei DNS.
Ho installato un server DNS (MaraDNS) che, per quello che concerne le macchine client, è equivalente al DNS fornito da un qualsiasi provider.
Questo server DNS si appoggia sui root nameserver di ICANN:
http://it.wikipedia.org/wiki/Root_server
Pubblicato il 22 12 2009 alle 23:08 quota
merci
Pubblicato il 22 12 2009 alle 23:15 quota
maraDNS è nei repository di ubuntu …
Pubblicato il 07 01 2010 alle 18:12 quota
Riesumo questo argomento. Qualche post fa avevo sostenuto la tesi dell’inapplicabilità dei “commi 3″ al penale, con particolare riferimento alle misure cautelari.
Pare che la Cassazione, nella vicenda The Pirate Bay, sia stata di diverso avviso. Ecco, mi rivolgo al buon Daniele: che ne dici di un topic (si dice così?) sull’argomento?
Pubblicato il 08 01 2010 alle 13:15 quota
Non sono ancora riuscito a leggere bene la sentenza. Puoi anticiparmi?
Pubblicato il 08 01 2010 alle 15:22 quota
Tralasciando gli aspetti relativi all’asserita giurisdizione del giudice italiano, che comunque meriterebbero approfondimenti, in estrema sintesi il Tribunale del Riesame aveva annullato il sequestro del sito perché il provvedimento, consistente in un ordine impartito a soggetti terzi e neutrali (i provider italiani) di oscurare il dominio, aveva natura di provvedimento inibitorio, in contrasto col principio di tipicità delle misure cautelari reali.
La Suprema Corte dissente col tribunale del riesame è afferma che i commi 3 degli artt. 14, 15 e 16 del D.Lgs. 70/2003 sono applicabili anche in un procedimento penale. In particolare afferma che “coniugando tali disposizioni con l’art. 321 c.p.p., è possibile che il giudice penale, nel disporre il sequestro preventivo del sito web, che - come già rilevato - costituisce una misura cautelare di carattere reale, possa contestualmente richiedere ai provider di escludere l’accesso al limitato fine, nella specie, di precludere l’attività di illecita diffusione di opere coperte dal diritto d’autore”.
Pubblicato il 14 01 2010 alle 22:47 quota
il D.Lgs.70/2003 sembra aver avuto un vero ‘revival’ in questi tempi, visto che risulta alla base di una recente sentenza (udite udite: di assoluzione) del Tribunale di Mantova http://www.ilcaso.it/giurisprudenza/archivio/1945.pdf
(non è una cassazione ma non si lascia inf…. in distinguo inutili e fuorvianti e assolve l’hosting provider ..
)
http://www.ilcaso.it/giurisprudenza/archivio/1945.pdf
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