Di ritorno da Pescara

Beh, non sono tornato oggi. Magari… Ho fatto rientro domenica, per l’ora di pranzo. Visto che ero sue due ruote ed ho incrociato un forte temporale (con vento) subito dopo la partenza da Pescara, il sabato, la prospettiva di arrivare a destinazione ad ora tarda (per il ritardo accumulato), mi ha consigliato di fermarmi a trovare un amico in Romagna e ripartire l’indomani.
Parlo della conferenza di Pescara.
Sono arrivato intorno alle 19 di venerdì. La mattina avevo udienza a Genova e, purtroppo, non ho potuto indossare casco, guanti estivi e Dainese prima delle 12. Così mi sono perso le due prime mezze giornate.
Ne ho visti tanti di convegni sul diritto delle nuove tecnologie, ma, senza piaggeria, questa volta ho imparato qualcosa ed ho ascoltato cose che non sapevo. E non è poco in un ambiente dove troppo spesso si sentono sempre le stesse storie, trite e ritrite.
Qualche piccolissimo problema logistico, forse. Ma la cosa finisce lì e, comunque, la si risolve amichevolmente in privato senza troppi rumori di fondo.
L’importante è imparare qualcosa e raggiungere lo scopo benefico che ci si è prefissati.
Da rifare, senza dubbio, specie con quella formula “tavola rotonda” che consente di dare voce a tutti e stimola la discussione. Io, personalmente, avrò parlato dieci minuti (sulla previsione della rettifica per i “siti informatici” contenuta nel ddl intercettazioni di prossima approvazione), ma c’è stata una discussione appassionata e più ampia del mio intervento.
Mancava soltanto qualcosa, peraltro non riguardante l’organizzaione. Non dico che fa lo stesso (perché non è così), ma, almeno al momento, mi devo rimettere. E chi deve intendere, intenda.

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