Era nell’aria, me lo sentivo.
Da stamattina sta circolando la voce che la rivista Il Diritto dell’Internet chiuderà, al suo quarto anno di vita. Ed è un peccato perché, insieme a Il diritto dell’informazione e dell’informatica, era una pubblicazione dove scrivevano le maggior firme in materia.
Me lo sentivo, dunque, non perché fosse una rivista di basso livello, ma per altri motivi.
E’ una cosa che penso da tempo: il diritto delle nuove tecnologie sta svanendo negli interessi degli studiosi e degli operatori del diritto.
Dopo il boom degli anni ’90, durato sino all’inizio del nuovo millennio, il calo è stato inesorabile.
I primi tempi se ne occupavano in pochi, poi molti altri si sono avvicinati, forse abbassando un po’ il livello scientifico.
D’altro canto, gli stessi tribunali non producono più quelle sentenze “storiche” alle quali ci avevano abituato in passato. Versomilmente, la materia si è stabilizzata anche se io continuo a pensare che, in genere, l’interesse sia un po’ venuto meno con conseguente abbassamento del livello di dottrina e giurisprudenza.
osservazione azzeccata: recentementeho condotto una ricerca approfondita sulla giurisprudenza in materia di software e anch’io ho dovuto constatare una notevole mancanza di elaborazione giurisprudenziale dei temi dell’informatica
Non è un buon segno nè per la giustizia (vuol dire che certe controversie evidentemente non sfociano in giudizi, perchè è impensabile che controversie non vi siano) nè per il diritto
tra l’altro se si fa un confronto con la giurisprudenza francese, si può vedere che un ordinamento come il nostro potrebbe (e dovrebbe) produrre ben altro numero e ben altra articolazione di provvedimenti
buon anno!
Buon anno a te, Dok. Peraltro, l’ultima volta che ci siamo visti, sei svanito… Ok, dovevo fare un minimo di pubbliche relazione, ma non farlo piu’, eh…
Sul resto, si’, c’e’ grande stanca. Tanta… E sono convintissimo che la chiusura della rivista sia il riflesso di questo interesse scemato.
Ah… il 16 sono nel tuo capoluogo, per la solita sessione per le Camere Penali. Perche’ non vieni? Si fa un duetto?
Guarda che non scherzo, eh…
Semmai, contattami in privato.
C’è anche un altro aspetto… E’ che il diritto dell’informatica brucia in fretta… ogni volta che c’è una sentenza si è “massacrati” di commenti in rete (alcuni più approfonditi, altri meno) a tal punto che trovarsi la stessa sentenza, dopo tre mesi, su una rivista cartacea, con il suo bel commento ragionato… beh diventa quasi “superfluo” (non le è affatto, secondo me, ma capisco che possa sembrarlo).
Diritto dell’Internet chiude? Perchè non riunire la stessa squadra e creare una rivista giuridica online? Tanto nessuno è mai diventato ricco scrivendo per le riviste (anzi, non si becca nulla nella maggior parte dei casi) e i costi di gestione del progetto sarebbero a mio avviso sostenibilissimi.
Ci si può pensare?
che nostalgia!
diritto dell’internet ha significato tantissimo per me, anche se ultimamente sto variando i miei interessi e gli argomenti su cui scrivere.
Ho collaborato con Diritto dell’Internet fin dagli albori ed è stato entusiasmante.
Non credo che l’approccio scientifico a questa materia giuridica stia vivendo il suo crepuscolo, le recenti vicende lo stanno dimostrando, ci sarebbe moltissimo da scrivere! gli studiosi di una materia sono molto contenti quando vengono emanate sentenze sbagliate… sai che noia scrivere: “come condivisibilmente stabilito dal tribunale di… etc.. etc… “, meglio scrivere robuste critiche. Piuttosto chiediamoci che senso ha oggi una pubblicistica scientifica in ambito giuridico. Esiste ancora il tempo per l’approfondimento o piuttosto meglio consultare un bignamino veloce che dia una soluzione utile meglio se semplice? Soprattutto in una materia veloce ed immediata per sua stessa natura come l’informatica.
La pubblicistica scientifica in ambito giuridico regge ancora perchè alle sue spalle esiste la necessità accademica di pubblicare. Per il resto, ormai, vanno benissimo i siti giuridici di natura informativa, ma allora ecco che si abbasserà la qualità, non tutti hanno tempo e voglia di impegnarsi in uno studio che seppur pubblicato online non sempre “vale” come titolo.
Saluti a tutti!
Ma no dai, non esagerare. Tu considera che e’ tutto da rifare… avoja a lavoro da giurista!
Penso che sia normale in un paese come l’Italia in cui le imprese nel settore delle nuove tecnologie sono poche. è logico che ci sia poco stimolo e soprattutto poca richiesta di consulenze.