:.:.: (il blog di) Daniele Minotti

diritto delle nuove tecnologie e altro

Ddl editoria: one more thing

Pur consapevole di trattare un tema critico, francamente non avevo previsto certi sviluppi. Mi sembra che la questione sul ddl editoria sia andata un po’ oltre non soltanto rispetto alle mie  intezioni (sarebbe il meno), quanto con riferimento all’obiettività dei fatti.
Così, nel caso interessi, preciso meglio la mia posizione, per punti:
- ogni tanto faccio le mie belle ricerchine sui siti di Senato e Camera sperando di covare qualche bel disegno di legge rilevante in tema di telematica. A giugno mi ero accorto che, come promesso, Ricardo Franco Levi aveva ripresentato il “suo” ddl, ma il testo è stato reso pubblico soltanto di recente e l’ho trovato perché stavo revisionando Il Minottino;
- bene fa Luca Spinelli a ricordare che la cosa, comunque, non riguarderebbe soltanto i blog. Infatti, pensando alle mie cose, ho anche guardato a Penale.it che ha una redazione, dei banner e un editore. E vedremo un po’ cosa fare, se si presenterà la necessità di una decisione. Comunque sia, nei miei post ho parlato soltanto di blogosfera sia perché i lettori di questo blog sono prevalentemente blogger sia perché è lo stesso Levi, nella relazione al ddl, a parlare espressamente di blog (e visto che l’anno scorso proprio i blogger l’avevano massacrato);
- ancora, non sono convinto che la mera presenza di banner o ads obbligherebbe alla registrazione al ROC, ma l’ho già spiegato;
- appartengo probabilmente alla schiera degli ingenui perché non penso che il ddl sia un atto intimidatorio e/o di censura;
- e penso ciò anche perché, contrariamente a quello che si dice in giro, il ddl di questa Legislatura non è uguale a quello della scorsa; anzi, contiene, non soltanto per quello che ci interessa, significativi aggiustamenti; penso se ne debba dare atto come è giusto dire che Berlusconi non c’entra;
- e, comunque, sono assai poco paranoico perché, malgrado quel che può far comodo pensare, la punibilità (penale o civile) della diffamazione telematica è del tutto pacifica, esiste già a prescindere da questo ddl;
- verò è che l’applicazione del regime della stampa (ma occorrerà vedere con quali modalità concrete) comporta un aggravamento di pene e un dilatarsi di alcune responsabilità (direttore - che non si sa che fine farà con l’eventuale riforma -, editore e stampatore) ai limiti dell’attribuzione oggettiva, ma non si tratta, in concreto, di effetti così deflagranti come si pensa (il che non significa che siano da sottovalutare, ovviamente);
- detto tra noi, poi, il portare tutto su un server all’estero non garantisce, di per sé, l’impunità;
- in definitiva, le mie critiche puntano sull’assenza di chiarezza, su certe ambiguità, su una “generale genericità”; ma c’è da dire che il ddl prevede anche una delega per la riforma dell’intero settore e che, pertanto, la cosa dovrebbe essere valutata nella sua completezza (lo stesso reato di “stampa clandestina” potrebbe essere rivisto perché, oggi, fa riferimento alla registrazione presso il Tribunale); e anche se non sono d’accordissimo su una delega per una riforma così delicata;
- ché, poi, come ha fatto notare qualcuno mi sembra nei commenti, non è proprio detto che passi atteso che si tratta di un ddl di un Deputato dell’opposizione; ma è giusto tenere alta la guardia.

P.S.: a questo punto, penso proprio che dell’argomento si parlerà durante la tavola rotonda di domani, a Milano. Mi riferiscono di un’ottima affluenza, ma dovrebbero esserci altri posti.

33 Commenti »

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33 Risposte a “Ddl editoria: one more thing”

  1. Luca Spinelli dice:

    sono pienamente d’accordo.

    ne parlai qua tra l’altro:
    http://punto-informatico.it/2094791_4/PI/Commenti/internet-tax-commenti.aspx

    ciao,
    LS

  2. Ritorna l'inquietante decreto Levi che rischia d'imbavagliare la Rete | 0.2 dice:

    [...] stesso Minotti oggi pubblica un nuovo post con altre precisazioni in merito [...]

  3. emanuele dice:

    Anche se ne parla nella relazione comunque nel disegno di legge le maglie sembrano così larghe che potrebbero colpire altre forme di diffusione informativa come i forum,gli aggregator-link o aggregator-bloge in una certa misura anche You tube

  4. Gianni dice:

    Daniele come si fa a non vedere una forma intimidatoria in un progetto del genere?…

    Seriamente: son sicuro che non andranno a controllare blog per blog, il 99% dei blog continuerà a scrivere quel che vuole.
    Ma l’1% che fa invece del blogging “scomodo”, specie se additato da frange politiche ostili, certo si troverà a dover chiudere baracca, non potendo in nessun caso sostenere attacchi legali ripetuti.

    Da noi (e lo hai ricordato più volte anche in questo blog) se lo Stato ti accusa di qualcosa e risulti innocente, i risarcimenti sono all’acqua di rose o non ci sono affatto.

    P.s. fuoritema?
    Avevi ragione su Grillo, parla e parla ma poi…
    Quel che è successo con le firme (vantava 1,5 milioni, non ha i numeri nemmeno per 500 mila) era qualcosa che lo stesso Grillo sapeva ma non ha detto.
    Ogni firmatario ha messo 3 firme, per 3 voci referendarie, quindi totale (falsato) 1,5 milioni.
    In difetto.

  5. Daniele dice:

    Secondo me non lo e’ quanto meno nelle intenzioni, altrimenti questa nuova versione non conterrebbe quelle esenzioni

  6. Tooby dice:

    non è proprio detto che passi atteso che si tratta di un ddl di un Deputato dell’opposizione; ma è giusto tenere alta la guardia.

    Il problema è quella delega che, sono sicuro, fa gola al Governo. Levi offre una sorta di scudo alla maggioranza («ehi, non ve la prendete con noi, la delega ha voluto darcela uno del PD»). Che poi gli emendamenti vari non ne stravolgano il progetto originario non è per nulla pacifico.

    Quel che è successo con le firme (vantava 1,5 milioni, non ha i numeri nemmeno per 500 mila) era qualcosa che lo stesso Grillo sapeva ma non ha detto.

    Come ho già scritto altrove, il grosso delle firme sarebbe stato raccolto il 25 aprile, ovvero troppo presto. Se poi Grillo avesse saputo di questo “bug” (come credo), non ci avrebbe messo molto, grazie al suo blog, a richiamare altri firmatari (che magari ritenevano valide le firme rilasciate il 25 aprile). Quindi la questione rimane un po’ torbida: se Grillo avesse saputo che le firme del 25 aprile non erano valide, posto che non ha fatto nuove chiamate alle armi, vuol dire che quando ha portato gli scatoloni in Cassazione avrebbe già dovuto sapere che le firme, al netto di quelle precedenti al 6 maggio, erano più che sufficienti. Ma non voglio andare off topic.

    Secondo me non lo e’ quanto meno nelle intenzioni, altrimenti questa nuova versione non conterrebbe quelle esenzioni

    Urka, io sarò giovane e inesperto, ma nei corsi di diritto privato e pubblico ho notato che leggi del genere, che creano nuove pieghe nell’ordinamento, se ne fanno praticamente ogni giorno. Adesso, se ogni legge viene scritta in modo fumoso, a qualcuno il sospetto che il lupo non voglia perdere il vizio rimane. Definire un po’ meglio il campo di applicazione non si potrebbe fare? Come ha fatto notare Spinelli, la legge inserisce qualunque cosa nella nuova definizione di prodotto editoriale, anche i siti di barzellette. Mi sembra almeno un pochino esagerato: si mettono le briglie a uno strumento che da un decennio almeno è il motore dello sviluppo economico, mica bruscolini…

  7. Spataro dice:

    Ecchemmiperdo di salutarti ?

    Lascia stare Camera e Senato. Dal Governo Prodi le fonti normative sono cambiate.

    Oggi si fa nel comitato tecnico contro la pirateria multimediale, oppure facendo causa a Google per frode fiscale e per non controllo dei contenuti degli utenti (video del disabile).

    Ancora ti becchi il malloppazzo degli stenografici ? :-)

    buon lavoro.
    Vale

  8. Sergio dice:

    C’è molta confusione fra i blogger su questo argomento e c’è già chi raccoglie firme contro questo disegno di legge; non so a cosa servano, visto che la norma ancora non esiste.
    Comunque è bene stare molto attenti e, per questo, seguirò il tuo blog perché ho visto che sei molto preciso, ben informato e preparato.

  9. The New Blog Times è su DMOZ! | MVPNetwork Blog dice:

    [...] nonostante qualche parere contrario, dalle parti dei giuristi sembrerebbe che un tantino di vento già si sia levato. Speriamo bene! Tag: blog, ddl editoria, decreto anti-blog, dmoz, motori di ricerca, mvpnetwork, [...]

  10. Daniele dice:

    @Valentino
    Non svilire il ruolo del legislatore. Sai perfettamente che cio’ cui fai riferimento, comitato a parte, deriva da un certo testo di legge (possiamo elencarli entrambi, come sai), giusto o sbagliato che sia, ma interpretabile.
    Se la metti cosi’, fai soltanto demagogia e non ti rende merito.

  11. Daniele dice:

    @Tooby
    Forse non ha ben presenti logiche e tempi delle leggi.
    Da maggio e novembre non e’ certo un fulmine e, poi, arriva in commissione deliberante, non certo referente.
    Poi, ovviamente, sei libero di fare allarmismi. Rendono molto, a quanto pare.

  12. Gianni dice:

    Il grosso problema è che una volta messo il “piede nella porta” il lavoro fatto si amplia e si fa applicare in modo elastico.

    Ci sono delle esenzioni (poi come sai io non sono un esperto) ma mi sembrano aggirabili, nel senso che possono aggiungere o sottrarre voci in seguito, oppure sostenere che un dato orientamento politico/satirico giustifica l’iscrizione al ROC, anche se il sito parla di tutt’altro.

  13. Daniele dice:

    @Valentino
    Rilettoti (ero di fretta e causa stanchezza di fine giornata…) soltanto ora capisco.
    Era una battuta ironico-cinica.
    Si’, un po’ e’ cosi’, si fanne cause senza una legge oppure con una legge che non e’ chiara.
    Pero’, sai, io ho sempre usato i lavori preparatori non soltanto negli scritti giuridici, ma anche nei processi. E, di solito, servono.
    Vedremo.

  14. nicola dice:

    Beh, fai bene a dire che “appartieni alla schiera degli ingenui”. Una legge poco chiara, una delega x la riforma del settore, nessuna discussione politica. Certo che ci vogliono nuove regole (ma sarà vero?), ma queste che senso hanno? Qual’e’ il loro scopo?
    Lo dici tu stesso: ci sono molti dubbi interpretativi. Ovvero già nasce male. Una legge fatta male serve solo ad una cosa: danneggiare chi comunica in rete. E’ un metodo usato già molte altre volte in altri settori.

    ciao
    nicola.

  15. Daniele dice:

    Chiaramente, mi riferivo alle intenzioni, non agli esiti.

  16. Tooby dice:

    Forse non ha ben presenti logiche e tempi delle leggi.
    Da maggio e novembre non e’ certo un fulmine e, poi, arriva in commissione deliberante, non certo referente.
    Poi, ovviamente, sei libero di fare allarmismi. Rendono molto, a quanto pare.

    Non credo sia un problema di tempi. Poi non credo di aver capito: il pdl Levi è arrivato in sede referente (in sede deliberante non l’avevo mai sentito, in verità, conosco solo le sedi redigente e legislativa - tra l’altro credo che le commissioni siano sempre deliberanti). Dunque il pdl segue l’iter ordinario, ovvero ce lo potremmo tranquillamente ritrovare tra un anno. Il problema è che qui ci sono molte persone preoccupate, in tanti, leggendo la legge, abbiamo avuto interpretazioni letterali diverse (non voglio neppure pensare al sistema in toto o avrò problemi di stomaco). La giurisprudenza, leggendo il tuo Minottino, direi che non sia tanto ampia, e che comunque abbia trattato di casi in generale facili. Qui però abbiamo una legge che crea una definizione di prodotto editoriale indiscutibilmente ampia, tanto che prevedere chi vi rientrerà effettivamente appare impossibile. Ed è solo l’inizio. Ora non si tratta di fare allarmismi, ma di premere per conoscere le intenzioni di Levi, innanzitutto (perché si è incaponito con questa legge che l’opinione pubblica ha bocciato?), e di chi dovrà trattare il progetto, trasformarlo in legge e renderlo esecutivo. Questo non è creare allarmismo, ma partecipare alla creazione di una legge, che mi sembra una cosa meravigliosa. Attendere, invece, che il testo cominci ad essere emendato, approvato da una Camera o peggio da entrambe non vedo a cosa serva. Il dibattito deve precedere, non seguire. Se questo è allarmismo, allora siamo più incivili di quanto pensassi!

  17. Daniele dice:

    @Tooby
    SorrY. ho fatto confusione io, in sede referente (fonte: la scheda della Camera). Comunque, non credo a tempi brevi anche se, ovviamente, si tratta di valutazioni personali.
    Per il resto, probabilmente ho dimenticato di dire che gia’ tutto il web, praticamente, rientra in una definizione di prodotto editoriale gia’ ampiamente in vigore (l. 62/2001).
    Come emerso in giro in questo blog, penso che le intenzioni di Levi siano quelle di ridistribuire denari, anche se e’ venuta fuori questa cosa. E anche se - io penso sia da darne atto - una certa correzione, rispetto all’anno scorso, c’e’ stata.

  18. Spataro dice:

    “Era una battuta ironico-cinica.”

    Sei troppo serioso :-) Era una battuta buttata li’ … :) non pensavo nemmeno al cinisimo, solo che ormai da tempo ho abbandonato i loro feed, ci vuole troppo tempo.

    Poi mi rendo conto che la questione viene vissuta da tutti come politica, credo che lo sia, mentre per me e’ solo documentazione. Come sai mi piace mettere ordine nelle cose che trovo online, ma lascio agli altri valutare.

    Buon Minottino dunque, bel nome, veramente.

  19. Stampa clandestina - Marco Camisani Calzolari dice:

    [...] blog presto potrebbe essere considerato stampa clandestina. anche se nessuno ha mai stampato il mio blog, anche se non [...]

  20. Maurizio Goetz dice:

    Quello che potrebbe succedere lo hai spiegato, ma non mi è chiaro, cosa succederebbe in aula di tribunale visto se il disegno di legge fosse approvato e se decine di migliaia di tenutari di blog non si adeguassero? Sono in grado poi di monitorare twitter, friendship e tutte le piattaforme di microbloging, quelle di photo e videosharing? Tutto questo mi sembra impraticabile, che dici?

  21. Laura dice:

    Caro Daniele,
    lunedì mi laureo in scienze della comunicazione con una tesi proprio su questi argomenti: è una tesi che parla anche del ddl Levi, naturalmente, ed è una tesi che ti vede citato diverse volte in bibliografia.
    Fondamentalmente mi trovi d’accordo su tutto. E trovo sbagliato un certo modo di fare informazione: sventolare, ad esempio, lo spauracchio della diffamazione per creare allarme è ridicolo. Il reato di diffamazione, anche commesso via Internet, è già pacificamente punito dall’art. 595 c.p. quando si parla di “offesa è recata col mezzo della stampa o con qualsiasi altro mezzo di pubblicità”, Levi o non Levi. E in linea di massima non ne vedo lo scandalo: blogger o non blogger, se offendi qualcuno e ledi la sua reputazione, su Internet come nella vita reale, IMHO ne devi rispondere.
    Per quanto riguarda queste proposte di legge di riforma dell’editoria, e il relativo codazzo di polemiche (poichè sono proposte di legge, sempre IMHO, scritte male e interpretate peggio), non si può trascurare una certa sensazione di deja-vu: anche in occasione dell’entrata in vigore della l.62 del 2001 si sollevò un certo polverone, e ci vollero diversi interventi, tra dottrina e d.lgs., per arrivare a chiarire che lo scopo della legge era allargare il campo delle provvidenze e dei finanziamenti pubblici per il settore editoriale, non certo quello di imbavagliare la Rete. Personalmente, anche in queste recenti proposte di legge scorgo le stesse finalità, nè più nè meno. Scorgo anche le stesse ambiguità nella formulazione, ahimè, frutto probabilmente dell’approccio geriatrico alle nuove tecnologie che contraddistingue il legislatore italiano ;-)
    Due parole su Grillo, e poi concludo: IMHO il suo cosiddetto blog è chiaramente un’operazione di marketing (ben riuscita) e nessuno, a parte qualche sprovveduto, mette in dubbio il fine di lucro che si nasconde dietro questa attività. Il suo blog è un progetto editoriale sviluppato e implementato dalla Casaleggio associati, un gruppo di professionisti della comunicazione che non lavora certo agratis. E il cui fine è fatturare, non certo far della filosofia sulla libertà in Rete. Punto. Poi non dico che in base a questo il blog di Grillo andrebbe registrato al ROC. Ma sostenere che la sua non è un’attività a fini di lucro mi sembra quantomeno ingenuo.
    Scusa il pippone e complimenti ancora per il tuo lavoro.

  22. pablo dice:

    Ora riscoprite Grillo e quello che denunciava già mesi fa (la proposta Levi), però continuate a disinformare: se il ‘marketing’ di Grillo produce qualcosa ben venga. Tutto il resto e i vostri blog invidiosi sono chiacchere al vento!

  23. Daniele dice:

    @pablo
    Grillo non ha scoperto alcunche’. E quando scopre che altri ne parlano, cavalca l’onda del suo sensazionalismo.
    Qui si parla di diritto, non di scandali.
    Un altro poveretto (nel senso che si illude di certe cose).

  24. frap1964 dice:

    “- e penso ciò anche perché, contrariamente a quello che si dice in giro, il ddl di questa Legislatura non è uguale a quello della scorsa; anzi, contiene, non soltanto per quello che ci interessa, significativi aggiustamenti;”

    Affermazione palesemente contradetta dai FATTI:

    http://millionportalbay.files.wordpress.com/2008/11/levi-pdl-editoria.pdf

  25. Daniele dice:

    Io ritengo che la relazione (che e’ materiale utilizzabile per l’interpretazione della legge) nonche’ il testo contengano significativi aggiustamenti in tema di blog e siti Internet (attuale art. 8, comma 3, ovviamente).
    Sei sempre libero di pensarla diversamente.

  26. GG dice:

    Grazie a Lei per ciò che scrive e per essere passato dal mio blog!

    E’ un onore per me, studente imberbe, condividere con un professionista alcune posizioni su una questione così complessa….

    GG

  27. Daniele dice:

    E figurati. Ribadisco: grazie a te.

  28. paolojustice dice:

    Leggo su Punto Informatico che Levi ha fatto retromarcia sul DDL: ha dichiarato che cancellerà tutto il breve capitolo dedicato a Internet prima che inizi la discussione parlamentare. Un lettore di Punto Informatico ha scritto un commento a mio avviso degno di approfondimento, secondo il quale cancellare solo e soltanto il capitolo concernente Internet renderebbe, ai sensi dell’art. 2 comma 1, l’iscrizione al ROC obbligatoria per tutti quanti fanno informazione sul web, anche senza organizzazione imprenditoriale. Chiedo aiuto agli avvocati del blog per sapere se quanto paventato dal lettore ha fondamenti solidi o meno:

    http://punto-informatico.it/b.aspx?i=2480175&m=2480240#p2480240

    Salutoni a tutti!

  29. nicola dice:

    Io penso che il DDL sia da cancellare in TOTO, e parlo da perfetto ignorante in materia.

    Il DDL parla anche di contributi all’editoria (art. 17-27) (dati secondo criteri folli) e di diritto d’autore nelle rassegne stampa (art. 4).

    E poi il metodo. Levi ha consultato qualcuno prima di presentare il suo DDL? A voi risulta? A me no.

    ciao
    nicola.

  30. NBT: PDL Editoria: lettera aperta all’Onorevole Ricardo Franco Levi dice:

    [...] di stare “da questa parte”: parlo di Daniele Minotti, che già da parecchio illustra il suo punto di vista, di Guido Scorza che già da qualche giorno avverte sui rischi di demagogia [...]

  31. Tooby dice:

    Siccome credo che te ne occuperai prima o poi, vorrei giocare un attimo d’anticipo sulla proposta Cassinelli e farti una domanda (che magari possono servirti come spunto). Mi confermeresti che per la registrazione devono sussistere sia la condizione A sia (insieme e quindi non in modo disgiunto) una delle condizioni B, ma non una delle condizioni C? (Spero di essermi spiegato). Ho letto la legge stamattina e ne ho scritto un’esegesi sul mio blog dal basso dei miei corsi di diritto e spero di non aver detto scemenze. Sarei lieto di ricevere le tue bastonate. :-)

  32. Daniele dice:

    Allora, in realta’ io l’ho gia’ visto ieri ;-) Lo sto leggendo meglio (anche perche’ sto preparando una cosa).
    La vedo come te, in parte
    +A (attualità, cronaca, economia, ecc.), ma in alternativa (perche’ lo ritengo un gruppo);
    + B (testata, profitto, ecc.)
    - C (opinioni personali, counicazione aziendale, ecc.).
    Ci siamo?

    _sempre_ esclusa se si tratta di opinioni personali, comunicazione anziendale, ecc.
    Scusami, con le tuo leggere mi ci perdo un po’ ;-)

  33. Tooby dice:

    Non dubitavo che ti fosse già arrivata all’orecchio. Quando dirai la tua, non mancherò di leggerti e (come ho scritto nella pagina che ti ho linkato) di inserire un collegamento.

    Cercherò di trovare il tempo per lurkare un po’ su Facebook.

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