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22 Ott 08 Avvocati figli d’arte?

Molti ricorderanno la buferetta scoppiata sul caso del Ministro Gelmini che ha passato l’esame in sede diversa da quella “naturale”. Tutto ciò ai sensi di legge, non è questo il punto. Come tutti noi possiamo serentamente ragionare sull’opportunità o meno di “scegliersi” la sede ritenuta più idonea. Magari in altra sede.
Fatto sta che il Ministro aveva lasciato intendere, forse per giustificarsi, che in certi concorsi passano soltanto i figli d’arte. Non è così. Io sono un esempio, anche se, da solo, non faccio certo statistica.
Soltanto oggi leggo il comunicato del mio Presidente, avv. Stefano Savi. QUI, ma ne riporto un passaggio.

L’utilizzo di illazioni non confortate da elementi oggettivi ed anzi smentite da dati inconfutabili non produce altro risultato che disinformare l’opinione pubblica e offendere chi opera nella sfera professionale con dedizione istituzionale, onestà e correttezza.
Per altro delegittimare l’Avvocatura equivale ad indebolire il diritto alla difesa ed il principio di legalità in un momento assai delicato che vede il Governo impegnato prioritariamente su questi temi. Della intervista del Ministro Gelmini ritengo utile richiamare all’attenzione tutti, anche al Ministro, un lodevole passaggio: “bisogna tornare al decoro, al rispetto degli altri… se non si comincia da lì non si cambia niente.

Bravo Stefano!

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Commenti

  1. |

    Parole sante quelle dell’avv. Salvi! Soprattutto quando si pontifica contro gli insegnanti del Sud e poi si va al Sud per passare un esame…
    La coerenza fa difetto a molti politici e a troppi neo-ministri, così poco attenti e poco ‘rispettosi’ del lavoro altrui… (tranne quando serve un aiutino calabro-sudista per i propri successi concorsuali!)
    Saluti
    Luciano Bubbola :-)
    p.s. Bravo Daniele, Tu non sei andato in Calabria, vero?! Eppure sei avvocato… ma alla Gelmini non lo diciamo… potrebbe dare le dimissioni e io come farei senza i suoi ‘tagli e ritagli’?!?

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  2. |

    Ho passato l’esame alla prima, a Genova, mia sede naturale. Ai tempi si stata intorno al 30% (per quello che mi ricordo).
    Negli scritti non ho brillato, ma agli orali di penale e procedura penale, insieme ad un bellissimo e tostissimo gruppetto di praticanti penalisti, abbiamo preso il massimo del giro (anno ’94).
    Eravamo grandissimi.
    Di cio’ vado molto fiero, ma non me la prendo con chi ha fatto scelte diverse (anche perche’ non mi frega). Sulla Gelmini, come giustamente hai fatto notare tu, il problema e’ diverso, piu’ ampio. Ma non so dire sui tagli all’istruzione. Tu puoi dirlo, io no (perche’ non basta essere padre di due studenti per dirlo, preferisco far parlare chi sa, invece di dire le sciocchezze che dicono in tanti).

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  3. |

    Mi dispiace, ma non sono d’accordo. il problema esiste, non solo per la professione degli gli avvocati naturalmente.

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  4. |

    Fammi riflettere. In effetti, non ricordo un figlio d’arte che non abbia passato l’esame da avvocato (ma e’ chiaro che potrei elencare un sacco di figli storditi d’arte oppure soltanto mediocri). Il fatto e’ che in un 30% ci stanno loro e anche noi.
    Ipotesi. In altri campi non so…

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  5. |

    Vorrei dire qualcosa che può sembrare OT, anche se in realtà riguarda il metodo e il modo di formare i futuri cittadini e con loro anche le professioni: la Scuola italiana.
    La Gelmini è solo l’ultima di una lunga serie di Ministri della Pubblica (D)Istruzione, che nel tempo hanno demolito la Nostra Scuola italiana: per ‘onor di Patria’ (altrimenti vengo scambiato per il solito vetero-comunista, ingordo di bambini) il primo tra i Ministri a disgregare la Scuola è stato Berlinguer con la Sua deleteria (e famigerata) Riforma scolastica dell’autonomia: autonomia senza risorse finanziare e senza adeguati mezzi didattici… poi tanti altri; quindi l’attuale Ministro(a) ha una minima responsabilità rispetto a chi ha dato il ‘la’ a questa ‘Sinfonia degli addii’ (Haydn, perdonami!) per la Scuola e per l’Università…
    Notte
    Luciano Bubbola

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  6. |

    Guarda, come padre di due ragazzi (elementari e medie) mi sento sbattuto quanto non immagini.
    Molto semplicemente, come detto da un amico di PRC visto stasera (ok, ho anche degli amici compagni…), basterebbe non cambiare tutti i momenti…

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  7. |

    Infatti… io (classe 1961) sono cresciuto e mi sono formato con ancora in vigore la Riforma Gentile (logicamente integrata da piccole e dovute modifiche) per la Scuola italiana e ho avuto la possibilità di andare all’Università (senza essere ‘figlio di papà’)… ora ogni Ministro deve lasciar ‘traccia di sé’ e cambiando, cambiando, danneggia l’esistente e non crea nulla di duraturo…
    Debiti, crediti, moduli, unità didattiche, unità formative… e tutto il ciarpame burocratese…
    Quasi, quasi rimpiango la chiarezza delle linee-guida di Gentile e del Suo idealismo, più pragmatico di tanta didattica neo-liberal e/o neo-democratica!
    Ciao e in bocca al lupo per i Tuoi figli (per la mia di 10 anni sto già pensando a una scuola europea…).
    Luciano

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  8. |

    24 Ottobre 2008
    Cossiga fuori dal Parlamento

    “Non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti all’ospedale”

    “Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand’ero ministro dell’Interno. In primo luogo, lasciare perdere gli studenti dei licei, perchè pensi a cosa succederebbe se un ragazzino rimanesse ucciso o gravemente ferito… Lasciarli fare (gli universitari, ndr). Ritirare le forze di Polizia dalle strade e dalle Università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di Polizia e Carabinieri. Nel senso che le forze dell’ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano. Soprattutto i docenti. Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì… questa è la ricetta democratica: spegnere la fiamma prima che divampi l’incendio”.
    Intervista a Francesco Cossiga. Presidente emerito della Repubblica Italiana e senatore a vita.

    Cossiga ha confessato. Ne va preso atto. In fin dei conti ne va apprezzata la sincerità, neppure Totò Riina aveva osato tanto. Ha solo detto quello che la maggior parte degli italiani sapeva: l’Italia non è una vera democrazia. Forse non lo è mai stata. Quante fandonie ci hanno raccontato da Piazza Fontana in avanti? Sul G8 di Genova? Chi ha attivato il timer delle stragi di Stato?
    Cossiga ci ha fornito una lezione magistrale della strategia della tensione. Però, ora, dopo quelle frasi , va dimesso dal Senato e ritirata la sua nomina a presidente emerito della Repubblica Italiana. Voglio vedere se un deputato o un senatore avanzerà la proposta in Parlamento.
    Se rimane al suo posto è una vergogna per il Paese e un insulto ai professori e agli studenti. Non va picchiato, è anche lui un docente anziano. Va solo accompagnato in una villa privata. Propongo, per non farlo sentire troppo solo villa Wanda di Arezzo. Insieme a Licio Gelli potrà rinverdire i vecchi tempi, parlare di Gladio, di Moro, dei servizi segreti…

    Un consiglio ai ragazzi: portate alle manifestazioni una telecamera, riprendete sempre chi compie atti di violenza. Vedremo chi sono, da dove vengono, se sono dei “facinorosi”, come dice lo psiconano, o “agenti provocatori pronti a tutto”, come suggerisce Cossiga.

    Il blog è a disposizione di studenti e professori per i loro video su interviste, manifestazioni e manganellature (so che saranno numerose). Nella barra in alto: “La Scuola in diretta”, scorreranno in continuazione i video nei prossimi giorni. Caricate il video su YouTube e inviate la segnalazione al blog.
    Loro non molleranno mai, noi neppure.

    Postato da Beppe Grillo alle 17:27 in Informazione | Commenti (503) |

    E questo sarebbe un Presidente emerito (di cosa, poi?) della Repubblica Italiana?
    Con tanto disgusto
    Luciano Bubbola

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  9. |

    Sbagli di grosso, Bubbola. Non e’ Grillo che posta, bensi’ Casaleggio e Associati
    http://www.casaleggio.it/
    Quando lo capirete voi grillini o simili?
    Poi, ne riparliamo.

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  10. |

    Comunque chi ha postato ha ‘semplicemente’ riportato le gravi e violente frasi di Cossiga… quando lo capirete Voi forzaitalioti o simili?
    Daniele, non fermarTi a chi posta, (offendi la Tua intelligenza!) ma leggi e rifletti anche su chi fa delle affermazioni alquanto vergognose e poco emerite… altrimenti continuerai a meravigliarTi per la Giustizia, la Scuola e la Stampa in Italia sotto Re Silvio III… e i guasti li pagheranno i nostri figli: né Tu, né io.
    Notte
    Luciano Bubbola (Grillino con orgoglio e non ‘cossighiano’ con vergogna – tutto minuscolo!)

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  11. |

    da che mondo è mondo nessuno Stato può permettersi il lusso di lasciar correre manifestazioni di questo genere, siano studenti insoddisfatti o ragazzini che sfasciano vetrine a Genova.

    Certo, ******* ha detto quello che tutti sanno (ma nessuno dice), però Bubbola… per mantenere una Democrazia occorrono compromessi e la storia la scrivono i vincitori…

    Ora guarda caso i vincitori son stati proprio quelli che fomentano le rivolte nella scuola…

    Noi siamo un paese sull’orlo del collasso.
    Bisogna che la gente lo capisca, altrimenti non si va da nessuna parte con chiacchiere sui diritti mancati.

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  12. |

    Dissentire e protestare vuol dire “fomentare rivolte”?
    Così la pensava Benito Mussolini e mandava i ‘facinorosi’ al confino (per il Nostro Premier si trattava di ‘villeggiatura’) o li faceva manganellare con olio di ricino o li faceva assassinare (l’on. Matteotti)…
    Per ******** (ora Cossiga si scrive così? Nemmeno fosse l’Innominato…) si potrebbe applicare anche l’art.414 del Codice Penale in base alle sue dichiarazioni (o farneticazioni?)… ma dimenticavo che ******* gode di immunità/impunità….
    Saluti
    Luciano Bubbola (insegnante di 47 anni: spero solo che la mia età mi risparmi da quello che dovrebbero ricevere le “maestre ragazzine” dal Nostro ‘democratico governo’!)
    p.s.- ma le vetrine sfasciate dove sono?
    Nemmeno il TG4 di Fede è riuscito ancora a drammatizzare ancora la protesta sino a tanto…

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  13. |

    La questione non è politica, è economica.
    Tra poco andremo al collasso finanziario e i tagli servono ad ammorbidire l’impatto sociale e rendere più produttivo il sistema.

    Poi che tu l’abbia compreso o meno è altro discorso.

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  14. |

    @Gianni,
    Le proteste scolastiche ci sono sempre state e si è sempre chiuso un occhio. Del resto la riforma Moratti e quella Berlinguer prima, sono state attuate nonostante i cortei e le manifestazioni pittoresche degli studenti di allora.

    Capisco anche la necessità di mettere mano alla Legge 148 del 5 giugno 1990, una legge bufala che, nelle premesse, doveva servire a migliorare la qualità dell’insegnamento a costo zero (l’incremento del numero di insegnanti per classe nelle scuole elementari, così come la cosa era stata venduta, si poteva ottenere senza assunzioni poiché il calo demografico consentiva di accorpare le classi). Dirò di più: io sono personalmente convinto che i bambini delle elementari avrebbero bisogno di un riferimento unico (il maestro/la maestra), ma introdurre una controriforma, magari con qualche merito, di tale portata per decreto legge è assolutamente improprio. Non c’è urgenza, non c’è stata un’attenta valutazione degli effetti, non si sono chiesti se gli insegnanti di oggi saranno in grado di convertirsi ad insegnanti unici nel breve periodo…

    Incidentelmante: ricordo male o anche nel 1990 ci furono proteste studentesche contro l’introduzione del maestro “3×2″?

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  15. |

    Cari Gianni e Lorenzo,
    forse non ho compreso il problema Scuola (anche se da 20 anni ci lavoro…); tuttavia la ‘razionalizzazione’ delle spese e degli sprechi (presenti ovunque) andrebbe fatta ‘cum grano salis’, soprattutto quando si tratta di ‘Welfare’ (o per meglio dire di ‘Stato sociale’: Sanità, Scuola, Servizi, Pensioni,…).
    L’aveva capito anche Benito Mussolini (quello che ha perso e che oggi ha tanti ‘nipotini’ nostalgici), introducendo l’assistenza sanitaria, l’INPS, le colonie marine, la scuola statale e gratuita… e tante altre iniziative ‘sociali’, oltre alle famigerate ‘colonie penali e di confino’ per dissidenti e facinorosi comunisti!
    Ribadisco: i mali della Scuola italiana iniziarono con Berlinguer e la Sua Riforma dell’autonomia scolastica (per non investire denaro pubblico nelle scuole e lasciarle in balia degli sponsor e degli industriali ‘benefattori’ quando comodava…).
    Sulla ‘carta’ ci sono troppi insegnanti per classe e 1 bidello ogni 2 (ma dove? Lì a Genova è così?), nella realtà mia figlia da 5 anni porta all’inizio di ogni anno scolastico, alle elementari, 1 risma di carta per fotocopie + un numero imprecisato di rotoli di ‘carta igienica’ (assieme a tutti i compagni/colleghi di classe), perché non ci sono fondi a sufficienza… io devo elemosinare i gessi per scrivere sulla lavagna…
    Andate per le scuole italiane e ascoltate di meno Vespa e Fede: sono ‘informati’ solo su medie e dati statistici con l’ “egìda” (sic!) della Ministra Gelmini!
    Saluti
    Luciano Bubbola (scusate lo sfogo, ma io vivo in questa realtà degradata della Scuola italiana, anche al Nord)
    p.s. – a costo zero non ti danno nemmeno la busta di plastica nei supermercati 3×2!!!

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  16. |

    p.s. – a costo zero non ti danno nemmeno la busta di plastica nei supermercati 3×2!!!

    Appunto, dimostra che, come da me sostenuto, la riforma del 1990 era una presa per i fondelli. Visto che ho ragione? :P

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  17. |

    @Bubbola
    Ah, aggiungo: quale parte di

    introdurre una controriforma, magari con qualche merito, di tale portata per decreto legge è assolutamente improprio. Non c’è urgenza, non c’è stata un’attenta valutazione degli effetti, non si sono chiesti se gli insegnanti di oggi saranno in grado di convertirsi ad insegnanti unici nel breve periodo…

    non hai capito? Perché, forse, non stiamo dicendo cose troppo diverse.

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  18. |

    Ma io sono sulla Vostra ‘lunghezza d’onda’ per quanto riguarda la necessità di rinnovare e di ottimizzare i costi nella Scuola; solo rimango perplesso (o forse inizio ad avere un po’ di arteriosclerosi senile) quando Berlinguer o Moratti o Fioroni o Gelmini vogliono attuare tale intervento di risanamento didattico-educativo con tagli e ‘deregulations’ indiscriminati e a ‘pioggia’…
    Vi siete mai chiesti della continua ‘fuga di cervelli’ dall’Italia? Il ‘baronaggio’ universitario non è una branca di Storia medievale!
    Gli ultimi Premi Nobel, in Italia (e non cito Dario Fo, altrimenti mi accusate di ‘sinistrismo facinoroso’), nel campo della Scienza, li hanno ricevuti Rita Levi-Montalcini e Carlo Rubbia: due emigranti (in tempi diversi) per troppo ‘baronaggio’… e non parlo di tutti i ricercatori italiani che, oggi, lavorano negli USA (Grande Paese nel finanziamento della ricerca scientifica, piccolo paese nel suo utilizzo in campo militare e propagandistico).
    Questi sono dati oggettivi (né di destra, né di sinistra: entrambi colpevoli e disinteressati nel favorire una reale crescita culturale nazionale).
    Il malato amputato ad una gamba sopravvive anche senza l’arto, ma curandolo si può salvare la medesima gamba, permettendogli di correre e non solo di camminare a stento con le stampelle… (sto degradando anch’io… sembro un ‘predicatore’ invasato… Sorry).
    Grazie per le Vostre risposte e per il Vostro ascolto.
    Saluti
    Luciano Bubbola

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  19. |

    Intanto: paragonare l’Italia agli Usa è come paragonare una scoreggia ad un petarto.
    Entrambe stanno per fare il botto, ma gli Usa sono tutt’altra cosa rispetto all’Italia.

    Hanno più risorse (anche sul territorio) e un governo di tipo decentrato con decine di stati indipendenti.

    Per la questione scuola, supporto sociale e buonismi vari: ci siamo abituati all’assistenzialismo statale e ora che il nostro sistema scolastico non è più concorrenziale (per colpa di chi ci lavora, “baroni” in primis) i tagli fanno piangere i fantarettori e i professori che fanno 3 mesi di ferie l’anno con 1.200€ di stipendio al mese.

    Fare il professore non è obbligo di legge, quando vedi che il tuo lavoro non rende, semplicemente lo cambi, così funziona oggi il nostro paese e ci sono milioni di persone che cambiano lavoro mensilmente, non si capisce perchè un insegnante debba poter scendere in piazza se milioni di precari non lo fanno.

    Infine Bubbola, la politica va dove trova consensi e dove l’opposizione latita…
    Se stanno facendo questa cosa, significa che hanno i numeri e l’appoggio per farla.

    Tanto come ti dicevo sopra, tra qualche anno al massimo soldi pubblici non ce ne saranno più… dopo son curioso di sapere con chi andrete a protestare.

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  20. |

    Caro Gianni,
    sono un po’ meno pessimista di Te sulla visione economica mondiale, anche se i ‘subprime’ americani hanno innescato un ‘effetto domino’ su un’economia finanziaria speculativa e non più di mercato produttivo.
    E’ vero non c’è obbligo di insegnamento; ma non c’è neppure, qui in Italia, reale flessibilità nel poter cambiare lavoro, senza rischiare di entrare nella spirale della perenne disoccupazione e/o della degragante precarizzazione a vita…
    I ‘baroni’ hanno l’appoggio politico e il sostentamento nepotistico (vezzo/vizio italico) e questo è un dato di fatto inconfutabile.
    L’esempio americano sulla ricerca è quello più macroscopico, ma si potrebbe citare altri ‘esempi-scoreggia’ europei che investono molto più dell’Italia (Belgio, Olanda, Austria, Portogallo…) e come estensione territoriale e popolazione sono più piccoli di noi (anzi sono proprio piccole sc*******).
    Intanto gli insegnanti italiani sono i peggio pagati in Europa e, credimi, tra esami e corsi di recupero, in estate, non si hanno più i mitici tre mesi di vacanza.
    Infine da ‘Internaziionale’ del 24 ottobre 2008 a pag. 26 (spero di citare bene, altrimenti Daniele mi ‘bacchetta’) c’è un interessante commento sulla Scuola italiana e sulla prossima ‘deriva’:
    “Ma Giacomo Vaciago, professore di economia dell’Università Cattolica di Milano, è scettico: ‘ Il governo sta varando una riforma che taglia i fondi alla scuola e spera che il risultato sia un aumento della qualità dell’insegnamento. Non è affatto detto che le cose vadano così’ “.
    Difficile aver maggior QUALITA’ senza investire anche una minima QUANTITA’ di risorse… a meno che Berlusconi- Tremonti-Gelmini non siano i novelli ‘Re Magi’ con doni appariscenti e poco desiderabili per scarsa qualità…
    Non penso che il prof. Vaciago sia un ‘facinoroso comunista’, insegnando in una prestigiosa università cattolica.
    Buona domenica
    Luciano Bubbola

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  21. |

    A margine: ultimamente si parla e si pontifica sui costi/sprechi degli statali (alias ‘fannulloni’ per Brunetta & Co.); peccato che nessuno (o solo qualche Grillino facinoroso) ricordi i costi (meglio dire gli sprechi!) della politica italiana: ma forse i nostri parlamentari non sono statali, ma semplici parastatali (volevo scrivere ‘parac***’)?

    Nuovamente buona domenica
    Luciano Bubbola

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  22. |

    LA Gelmini ha fatto bene a dare l’esame altrove, cerchiamo di essere realisti, di non vedere sempre e solo il dover essere.Per il resto l’esame e le dinamiche annesse fanno così pietà che si può dire qualsiasi cosa, è come sparare nel mucchio.
    P.S

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  23. |

    Premetto che sono uno di quelli che ha fatto l’esame nella sede naturale e l’ha passato, in parte fortunosamente (mi riferisco allo scritto) alla prima.
    Ed aggiungo anche che, seppure latamente, anch’io fui tentato d’espatriare.
    Mi sembra, pero’, che il problema della Gelmini non sia, di per se’, la sede d’esame, bensi’ detta circostanza correlata alle sue affermazioni sul sud.
    Politicamente, questo e’ il problema.
    Per il resto, bisognerebbe vedere se e come ha fatto l’avvocato. Ed io non so.

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  24. |

    Io ho fatto l’esame da dottore commercialista.
    Al momento dell’esame già lavoravo e quindi studiare per l’esame non è stato facile e anche la preparazione non era ottimale, per cui c’era ilr ischio effettivo di non superarlo.
    Ma non ho pensato neanche per un minuto di andare a cercare una sede più compiacente … che senso avrebbe avuto?
    Ci insegnano la deontologia, l’etica della professione e poi, alla prima occasione, cerchiamo la scorciatoia?

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