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29 Set 08 Va detto

Grazie agli approfondimenti di lorenzodes, abituale e attento commentatore di questo blog, è venuta fuori una cosa molto interessante. Che riprendo in questo post per comodità.
Sicuramente, il “sequestro” di colombo-bt.org non ha goduto della ribalta concessa all’analogo provvedimento che ha colpito The Pirate Bay (malgrado gli sviluppi degli ultimi giorni).
Questione di comunicazione? Maggiore importanza della Baia dei Pirati? Non lo so.
Fatto sta che, a fine luglio, su P2P Forum Italia avevano già scoperto il giochetto del redirect di colombo-bt.org su un server riferibile a pro-music.org, peraltro abbozzando una serie di problematiche legali.
A maggior ragione, però, non riesco a comprendere il post di Marco D’Itri che parla di disposizioni recenti. Ne abbiamo discusso in un post precedente, ma io sono ancora dubbiso perché mi mancano i chiarimenti della fonte prima.
Per la cronaca, attualmente (verifica di ieri pomeriggio) colombo-bt.org non è ridirezionato da tutti i provider. Anzi, quelli che lo fanno sono una stretta minoranza. Peraltro, l’IP incriminato ora non fa più capo a pro-music.org, ma, genericamente, ad un provider UK. Ma che strano…

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Commenti

  1. |

    Ho chiesto a D’Itri di chiarire il mistero.

    Nel frattempo segnalo che anche tiscali e libero operano con un redirect via DNS:

    dig +short http://www.colombo-bt.org @ns.tiscalinet.it
    217.144.82.26

    dig +short http://www.colombo-bt.org @ns1.libero.it
    217.144.82.26

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  2. |

    Che sia attinente o meno, segnalo lo sblocco di TPB su rete telecom al nord e al centro italia.
    Al sud non so, non ho avuto modo di verificare.

    Son stati rapidi a sbloccare… avrei scommesso per il contrario.

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  3. |

    @Gianni: io non avrei scommesso per il contrario. Quanta gente attiva una connessione a banda larga solo o prevalentemente per il p2p? Molta, secondo me. Se un provider, al di fuori delle imposizioni di legge, limitasse fortemente il p2p si ritroverebbe molti meno abbonati nel giro di 12 mesi…

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  4. |

    hmm… i fatti sembrano darti torto, gli ISP che limitano il p2p ci sono da un pezzo sul mercato, basta vedere le varie discussioni sui forum italiani inerenti eMule e BitTorrent.

    Poi tra limitare (azzoppare la banda) e bloccare c’è molta differenza.
    Immagino che un blocco totale in effetti porterebbe alla disdetta.

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  5. |

    @BlindWolf

    Beh, FastWeb serve SOLO per il P2p. Non vedo l’utilità di 10 Mbit in ottica a 50 euro al mese per guardare la home di repubblica.it e guardare la posta su Gmail…

    Fastweb = AdunanzA. Mi levi il p2p, mi prendo una flat a 19 euro al mese…

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  6. |

    http://tinyurl.com/4wq5oe

    Il buon Marco ha risposto :)

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  7. |

    @Gianni: ho detto *limitasse fortemente*. Se Libero semplicemente limita un po’ la banda p2p dalle 20 alle 24 (a memoria, Punto Informatico aveva detto ciò) penso che molti non lo vedano come un dramma e si risparmino il mal di pancia di cambiare ISP (3 settimane offline. Rigorosamente allo scadere dell’anno di contratto.). Penso che molti ut(e|o)nti non se ne accorgano neppure.

    In Italia BitTorrent non è il protocollo più popolare, ma se levi la baia ai suoi afecionados elimini una grossa risorsa.

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  8. |

    @Daniele

    Quoto un passaggio che mi sembra importante dal post di aggiornamento di Marco D’Itri:

    Confermo che non è stato inviato un nuovo decreto e confermo che
    il riferimento a 217.144.82.26 non è nel decreto o nell’ordinanza ma
    solo nell’email del finanziere.

    e chiedo, retoricamente visto che il caso appare identico a quello concernente The Pirate Bay: è legittimo che “il finanziere” disponga un hijacking verso un dominio appartenente a privati con interessi nell’indagine quando nel decreto tale disposizione non è presente?

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  9. |

    Si’, ok, questo l’avevo capito. Ma, allora, se il redirect c’era gia’ (direi che e’ acclarato anche per quanto detto su P2P forum) che c’e’ di nuovo in questa comunicazione della GdF? Rdirect limitato al forum?
    Ho chiesto a D’Itri su Usenet.

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  10. |

    Scusate, l’”anonimo” di sopra sono io (ho dimenticato di riempire i campi opportuni prima di inviare).

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  11. |

    Non so se sia d’interesse, ma anziché risolvere il dominio ‘www.colombo-bt.org’, provate a togliere il ‘www.’ iniziale, e guardate il risultato: non ci dovrebbe essere il redirect.

    Ad es. :

    dig +short @nsr1.tiscali.it colombo-bt.org

    oppure con nslookup:

    nslookup colombo-bt.org nsr1.tiscali.it

    Il risultato è questo:
    87.236.194.90

    Provate anche con altri ISP: es. libero a me da la stessa cosa, fastweb pure.

    Ora, a scanso di equivoci, fate puntare il vostro browser verso l’IP cosi’ ottenuto:

    http://87.236.194.90

    Dovreste finire dritti sulla pagina di Colombo Bittorrent (2).

    Insomma, sembra che il redirect funzioni solo in parte. O sono io che non riesco a capire bene, o a “chi di dovere” è sfuggito qualcosa.

    Ora vediamo di capire qual’è la locazione geografica dell’host associato all’IP:

    geoiplookup 87.236.194.90

    qui di seguito il risultato:

    GeoIP Country Edition: CZ, Czech Republic

    Europa dell’Est, dunque.
    L’unico dubbio è: sono loro o è la Finanza? :D

    Saluti

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  12. |

    Si’, anche a me (e non solo) risultano queste incogruenze (diversi comprotamenti).

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  13. |

    @Daniele
    Questo avviene perché molti provider, manipolando i propri DNS, sono intervenuti solo sul dominio di terzo livello e non su quello di secondo livello.

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