Lecito dubitare

Considerate le dimensioni della pancia di Google, quali e quanti dati prenderà Chorme? Codice per verificare?

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35 Responses to Lecito dubitare

  1. passante says:

    ma lol, è opensource…
    tuttavia se ti affidi a microsoft, puoi certo evitare di dubitare di google.

  2. Daniele says:

    E, infatti, io non ho detto che il codice non c’e’. Volevo soltanto info sul codice, magari anche un’analisi da chi ne capisce di piu’.
    Che non vedo…

  3. moai says:

    Non la vedi perchè è uscito oggi, ed i sorgenti sono un malloppone di 300 MB e passa.

  4. D# says:

    Ovviamente l’utente medio scaricherà l’eseguibile e non c’è modo di garantire che l’eseguibile corrisponda al sorgente rilasciato, a meno che l’utente non compili da sè i sorgenti.

    Ulteriore dubbio a parte: i sorgenti ci sono. Molti li guarderanno (in particolare gli esperti di sicurezza per cercare le falle). Anche per quanto riguarda i binari: una bella sniffata al traffico di rete e si vedrà se i dubbi sono più o meno leciti.

    Di sicuro i cookies di terze parti e la cronologia di navigazione aiutano nella profilazione di un utente, ma il proprio cookie, le ricerche effettuate sulle pagine di BigG, le news lette su GoogleReader e GoogleNews, le proprie mail, la geolocalizzazione delle proprie foto non danno già un bel profilo?

    Non credo che il colosso di Mountain View voglia fare così facilmente figure barbine con un browser spione. Gli basta che le persone utilizzino i propri servizi, cosa che Chrome avvantaggia.

  5. emmeesse says:

    Mah, io tutto questo bailamme su Chrome lo trovo assurdo.
    Google e’ il grande fratello che ci spia nelle mutande? Lo e’ gia’. Anche senza Chrome. Questo arnese mezzo browser e mezzo sistema operativo non fa altro che integrare (dichiarando il codice) varie funzioni in una ottica (la piu prevedibile dal punto di vista aziendale) di attuazione del “media unico multidirezionale” in inglese: 2.0
    Ovvio che reperire altre informazioni su di noi e’ utile a Google. Altrimenti non si prenderebbe la briga di fotografare casa mia. Ovvio che chi possiede l’informazione possiede tutto.
    Ma e’ altrettanto ovvio per i concorrenti di Google. Apple non e’ da meno, e non per nulla ci sono reciproci scambi di persone nei due CdA. Ed Apple possiede Disney, qualche rete televisiva, un melafonino che stravende, un iPod/iTunes che funziona da dio (commercialmente parlando, intendo: non possiedo un iPod e non ne sento la mancanza). Identicamente avviene nella comunita’ open, con la sola differenza che la comunita’ open (se Ubuntu non si mangia tutto, ma e’ difficile) e’ decentrata. Google e’ autocentrato, ma Google licenzia tutto open a differenza di Apple che ha (miopescamente IMHO) abbandonato darwin.
    Quindi?
    Quindi Google e’ solo piu’ grosso ma fino ad ora ha giocato bene, (accettabilmenta per una azienda) in maniera “pulita”. Come Apple devo ammettere. E a differenza di altre aziende non meno rinomate devo sottolineare.
    Per cui, finche si seguono certe norme basilari (dal punto di vista del diritto, pretendere che il codice sorgente sia PER LEGGE leggibile a chi vuole, a me sembrerebbe una garanzia per l’individuo. Ne conseguirebbe che il codice sorgente non leggibile a tutti dovrebbe essere illegale, ma lascio stare.)
    In sintesi: fino a che un sistema e’ verificabile, copiabile, modificabile e sostituibile, allora rimaniamo nelle garanzie basilari per un corretto sviluppo della democrazia e del diritto in rete. Quando cio’ non avviene, allora devo quantomeno dubitare della liceita’ del prodotto.
    Non insultarmi, Daniele, per le stupidaggini che dico, non sono un giurista…

  6. lorenzodes says:

    Appunto, da dove si scarica il codice sorgente?

  7. Gianni says:

    Almeno Google lo fa dando in cambio un software gratis.
    Pensa ai call-center che i tuoi dati li prendono e poi rompono con continue telefonate lucrandoci pure sopra ;)

    P.s.
    Ho letto l’ennesimo inutile richiamo del Garante, che si è accorto (bontà sua…saranno state le 3 lettere e le 26 mail che gli ho spedito in 2 anni ? :D ) di come i dati degli utenti vengano utilizzati senza il loro consenso.

    Saranno anni che va avanti a richiami da impatto zero, intanto proprio stasera dopo cena mi arriva l’ennesima telefonata rompimaroni…

    Google ancora non mi ha mai telefonato, sarà un caso ? ;)

  8. Carmelo says:

    Nessuno ha provato Flock?

  9. herr doktor says:

    mah, in realtà il ‘trucco’ di chrome probabilmente non sarà nel sorgente (che giustamente si fa notare è pubblico e quindi soggette all’esame di esperti che si faranno in 4 per scoprire qualche aspetto da correggere) ma nella stretta integrazione nei servizi web-based di google (che resta un motore di ricerca)

    un po’ come già avviene per chi usa servizi google per il feedreader, le ricerche e la posta elettronica …. ;-)

    ciao

    hd

  10. asdrubale says:

    delle applicazioni Google non mi piace il fatto che il google updater si installi un servizio automaticamente e non possa essere comandato manualmente, non tanto per la privacy, della quale me ne impippo, ma perchè a me da sempre problemi.

  11. D# says:

    @Carmelo: l’ho installato, ma l’ho utilizzato poco perchè non bazzico molto i servizi di social networking (anche se sto per aprire un paio di siti e vorrei interfacciarli con flickr/delicious/technorati/digg. Lo so, anche Google offre servizi simili ma il mio profilo preferisco decentrarlo :-D inoltre ritengo che Flickr sia migliore di Picasa, delicious di Google Bookmarks, ecc.).

    Come estetica e come interfaccia è molto gradevole e dovrebbe essere compatibile con la maggior parte delle estensioni per Firefox. In effetti quando ho sentito parlare di Chrome come prima idea mi è venuta un Flock Google-centrico, ma non ho ancora letto i dettagli tecnici e non so se Chrome è un browser basato su Mozilla.

  12. Daniele says:

    Una curiosità. Le statistiche Shiny lo vedono come Safari.
    Provare per credere…

  13. D# says:

    Le statistiche Shiny lo vedono come Safari.

    Occorre vedere la stringa di identificazione che il browser manda al web server. Usando lo stesso rendering engine di Safari (WebKit) effettivamente è utile che si identifichi come il browser Apple: se un sito è programmato in modo di adattare il layout ai diversi browser mi pare che sia la soluzione meno traumatica.

  14. Pingback: Gooogle Chrome: leggiamo la licenza d’uso

  15. stanislao moulinski says:

    A me lo identifica col suo nome proprio, Chrome.

  16. Daniele says:

    Yes, anche a me, ora. Forse qualcuno ci legge ;-)

  17. D# says:

    Allora: lo user agent (stringa di identificazione del browser) è il seguente: [i]
    Mozilla/5.0 (Windows; U; Windows NT 5.1; en-US) AppleWebKit/525.13 (KHTML, like Gecko) Chrome/0.2.149.27 Safari/525.13[/i] (fonte: http://www.stillhq.com/chrome/000001.html ). Quindi contiene sia Chrome che Safari.

    Per quanto riguarda la privacy: sembra (letto su Quintarelli) che Chrome allegramente mandi a Google tutti gli indirizzi digitati. Errori di battitura compresi. Comunque è scritto nella privacy (sic!) policy. E se il browser ti suggerisce gli indirizzi in base a quello che stai digitando mi pare ovvio che non li trovi nella sfera di cristallo ma che li chieda a qualcuno.

    Giudizio personale: se lo userò sarà solo per applicazioni particolari (per esempio solo per usare i servizi Google. Duh.). Per il resto mi tengo il mio Firefox, del quale ho 4 profili per le diverse esigenze.

  18. technoMonk says:

    Come siete malfidati ragazzi…
    Ho sottoposto Google Chrome beta v.0.2.149.27 ad analisi network per 8-10h ed a parte qualche cookie in piu’ e qualche lecito automatismo a vantaggio dell’utente non fa nulla di sconvolgente e sicuramente di base nulla di piu’ di Firefox.
    Lo user agent che invia lo potete vedre semplicemente selezionando Impostazioni (chiave inglese) | AboutGoogleChrome, lo trovate sotto “Official Build…”.
    Cmq non e’ che sembra Safari, e’ proprio Safari (ed ha anche gli stessi problemi con gli stessi siti con cui li ha Safari) [chi ha detto che Safari ha problemi? Io no!].
    Riguardo la questione dell’AutoCompletion, confermo, manda l’indirizzo anche sbagliato o incompleto a Google (per l’esattezza invia qualcosa ad ogni tasto digitato), ma cosa succede se digitate un indirizzo incorretto su Firefox? Di fatto lo stesso (o quasi).
    Se poi proprio (ma proprio) ancora non vi fidate (e fate bene come regola generale) e vi sentite bravi smanettoni/programmatori, i sorgenti li troverete un po’ per volta su http://code.google.com/chromium/
    Buon divertimento!

    @D#:
    anche a me piace Firefox, ma la velocita’ di ‘sto coso e’ impressionante, specie nei siti con molto codice javascript.
    Non rinunciarci a priori.

  19. stanislao moulinski says:

    Pure io non rinuncio al mio firefox, che ho configurato su misura per le mie esigenze. per ora Chrome non può fare le stesse cose, ma se il buongiorno si vede dal mattino, presto sarà il browser da battere.

  20. D# says:

    @technoMonk: infatti ho detto che potrei prenderlo in considerazione per i servizi Google, che sono ricchi di js e che Google sa già che li frequento.

    I difetti principali di Firefox sono infatti la lentezza (soprattutto dell’interfaccia utente) ed il consumo di memoria, ma mi pare che stia facendo molti progressi con la versione 3.0/3.1. Come browser ho praticamente sempre usato prima Netscape, poi Mozilla e quindi Firefox; per la posta elettronica ho avuto invece riluttanza a passare a Thunderbird perchè avevo anni di archivi di posta sotto Eudora che volevo migrare in modo veloce e sicuro.

    Secondo me il grande vantaggio di Firefox è l’espandibilità tramite plugin: attualmente ho 4 profili con diversi plugin installati a seconda di quello che devo fare: navigazione generica, sviluppo web, aste eBay, home banking/trading. E sto preparando Flock per le attività “social”.

    Se Chrome riuscirà ad avere questi livelli di flessibilità lo potrei usare per alcune di queste applicazioni specifiche, ma per la navigazione standard penso di rimanere fedele al Panda Rosso.

  21. mfp says:

    D# anche Firefox 3.0 utilizza le facilities di Google per completare le ricerche mentre le digiti nell’apposito box… 56M… Google -> Mozilla… intuitivamente quei soldi dovrebbero essere di segno opposto: Google offre un servizio agli utenti Mozilla quindi Mozilla paga Google… che strano eh?


    Minotti production presenta…

    “The Internet Movie: Chrome Abduction.”

    Il cieco fondamentalista dell’openness:

    tuttavia se ti affidi a microsoft, puoi certo evitare di dubitare di google

    … scoprira’ presto che MS a Google fa una… baffo.

    Il giurista che cerca l’informatico per comprendere… codici ulteriori…

    Volevo soltanto info sul codice

    Il paranoico…

    non c’è modo di garantire che l’eseguibile corrisponda al sorgente rilasciato

    … virtuoso

    Non credo che il colosso di Mountain View voglia fare così facilmente figure barbine con un browser spione. Gli basta che le persone utilizzino i propri servizi, cosa che Chrome avvantaggia.

    L’arguto sviluppatore…

    Mah, io tutto questo bailamme su Chrome lo trovo assurdo.
    Google e’ il grande fratello che ci spia nelle mutande? Lo e’ gia’. Anche senza Chrome.

    … poco preparato sull’importanza dei metadati rispetto al valore dei dati (es: codici sorgenti vs comportamenti di fruizione).

    L’ottimista…

    Almeno Google lo fa dando in cambio un software gratis.

    Lo scienziato pazzo…

    in realtà il ‘trucco’ di chrome probabilmente non sarà nel sorgente

    … con una gioventu’ trascorsa in un laboratorio neonazista…

    stretta integrazione nei servizi web-based di google

    …segreto, anzi, segretissimo.

    L’hacker in erba…

    Come siete malfidati ragazzi…

    … che spende enormi quantita’ di tempo per via della sua perversa tendenza ad attaccare i problemi dal punto di vista tecnico piu’ complicato pur di avere un altro giocattolo con cui giocare.


    Il film vi dara’ un fulgido esempio di abduzione distribuita… virtu’ unica, rara e
    preziosa della rete…
    … ieri in rete, a Natale nei cinema, tra un paio d’anni in Parlamento.

    Giriamo questo film! Pero’ tu avvoca’ metti i soldi… che noi informatici non siamo ricchi come voi avvocati…

    p.s.: Te l’ho mai detto Daniele che – pure se siamo d’accordo solo ~ il 10% delle volte – sei forte? A parte quando ti impunti a voler parlare (solo) di diritto… sei forte. Si evince (anche) dalla qualita’ dei tuoi lettori :D

    p.p.s. per evitare fraintendimenti: ovviamente la battuta non e’ un attentato alla tua professionalita’… che non saprei neanche come giudicare… quindi non giudico… ma al Diritto… come al solito :)

  22. D# says:

    anche Firefox 3.0 utilizza le facilities di Google per completare le ricerche mentre le digiti nell’apposito box…

    Vero. Ma se immetto qualcosa nel box di ricerca di Google voglio fare una ricerca con Google e mi pare scontato che il servizio riceva dei miei dati. Ma se io digito un indirizzo senza passare da un servizio di ricerca non vedo perchè debba essere spedito a Mountain View, a Cupertino, a Redmond o a Cavatigozzi (CR).
    C’è una privacy policy sul sito dei servizi e sul software. Se accetti la policy usi il sw o il servizio, altrimenti ne usi un altro.

    (mfp, ci incontriamo anche qui oltre che da vb?)

  23. mfp says:

    D#

    http://fooldns.com/

    Come probabilmente noterai presto… NON E’ UNA SOLUZIONE (lo scrivo grosso per i non informatici; da tenere a mente… altrimenti diventa come il PIL… Kuznets che lo ha inventato ripeteva a squarciagola che non era una misura del benessere e poi per 50 anni e’ stato invece spacciato come tale). Perche’ i metadati escono lo stesso… pero’ andando a Cavatigozzi (CR) piuttosto che a Mountain View… si diminuisce la probabilita’ dell’evento “Google fa analisi statistiche su campioni enormi”.

    E poi tutela in moltissime circostanze… dalle censure stile TPB all’advertising non desiderato… all’editoria tette-culi stile Repubblica/Corriere web… a Chrome, Analytics e compagnia bella…

  24. technoMonk says:

    @mfp:
    veramente geniale.
    Un sistema che evita l’advertising (e’ inutili che ci giri intorno, questo fa il servizio) usando l’advertising stesso come fonte di sostentamento.
    Curioso senso dell’etica…
    Forse sono io che non capisco, ma siccome sono ancora “in erba” ad imparare a fare il filibustiere faccio ancora a tempo.

  25. mfp says:

    @technoMonk
    Non e’ roba mia. Purtroppo. Anche a me piace tanto… per questo la segnalo… ce n’e’ anche un’altra interessante: distribuire pubblicita’ adsense per comprare azioni Google… pero’ credo che se Google dovesse decidere che non gli piace, gli basta fare qualche giochino amministrativo… fine tuning… e il loro progetto di influenzare eticamente Google comprandone le azioni, va a farsi benedire. Insomma, potrebbe essere buggato… o incompleto… come d’altronde lo e’ fooldns. Perche’ la raccolta dei dati non e’ distribuita.

    p.s.: “in erba” perche’ sei troppo poco paranoico… visto che inviti a non esserlo… :)

  26. technoMonk says:

    @mfp
    guarda che rispondevo solo alla tua battuta, non me la sono presa. Forse ci stava bene una emoticon alla fine della frase per far capire il senso ironico (che pero’ non uso perche’ ritengo roba un po’ da sfigati – non me ne volere!).
    Sono “troppo poco” paranoico solo perche’ so che sono altri i problemi di Chrome, (password in chiaro, carpet bombing, ecc.ecc.). Ci stanno lavorando.
    Credo poi che una certa dose di informazioni sulle mie abitudini di navigazione (la cui attinenza con la mia vita privata e’ solo marginale) posso pure cederla se in cambio ne ricevo un servizio gratuito. Basta farlo consapevolmente.
    Riguardo fooldns, sai perche’ non c’era ancora una cosa del genere? Perche’ quelle cose non si fanno.
    Ognuno ha il senso etico che ha, e non tutti hanno la stessa sensibilita’, ed infine ci sono i soldi, che non fanno schifo a nessuno.

  27. stanislao moulinski says:

    Sto provando la versione portable. sarà una mia impressione, ma mi pare addirittura più veloce di quella installabile. Particolare non trascurabile è che non c’è il servizio di auto aggiornamento automatico.

  28. mfp says:

    Credo poi che una certa dose di informazioni sulle mie abitudini di navigazione (la cui attinenza con la mia vita privata e’ solo marginale) posso pure cederla se in cambio ne ricevo un servizio gratuito. Basta farlo consapevolmente.

    Non e’ propriamente così… la cosa funziona “come le cinture di sicurezza”. Dal mio punto di vista…ovviamente. Sono infatti convinto che l’obbligatorieta’ delle cinture trovi motivo d’esistenza nel fatto che se ti spacchi la testa altri devono aiutare a pagarti le necessarie cure mediche…
    Nel caso dei (meta)dati, profilare decine di milioni di persone significa profilare anche me…

    Riguardo fooldns, sai perche’ non c’era ancora una cosa del genere? Perche’ quelle cose non si fanno.
    Ognuno ha il senso etico che ha, e non tutti hanno la stessa sensibilita’, ed infine ci sono i soldi, che non fanno schifo a nessuno.

    Questi dubbi etici invece continuo a non capirli… cioe’ capisco i timori (sono piu’ o meno gli stessi che uno puo’ avere nei confronti di Google)… pero’ non riesco a capire quale sia la tua obiezione particolare.

    Cioe’: non dobbiamo essere paranoici nei confronti di Google ma se qualcuno a Cavatigozzi (CR) fa’ altrettanto… allora e’ un’etica truffaldina? Mi sono perso qualcosa?

  29. D# says:

    (Se il tormentone di Cavatigozzi (CR) prende piede posso dire di aver lasciato il segno nel [cyber]mondo. E sinceramente non so cosa ci sia a Cavatigozzi oltre al palasport in cui ho giocato la finale di Coppa di Lega di korfball)

  30. technoMonk says:

    @mfp
    Internet non e’ gratis, non lo e’ mai stata. Gli utenti in parte la pagano con il canone di connessione ed in parte con tutto quello che gira intorno alla pubblicita’ on line (profiling compreso). Saresti disposto a pagare di piu’ per la connessione per abolire la raccolta di info personali o l’advertising?
    Per me rinunciare and una _ribadisco_piccola_ parte della mia privacy e’ uno scambio equo. Quello che non va alla volte e’ che la cessione dovrebbe essere esplicita e non implicita.
    Google tutto sommato e’ abbastanza esplicito su quello che fa, IMHO.

    Su fooldns: mi sta bene che tu trovi un sistema che elimina o limita il profiling e l’advertising pero’ non puoi farlo usando tu stesso il profiling e l’advertising come fonte di sostentamento. Sarbbe come dire: non dare i soldi a Google, dalli a me, che e’ meglio. Anche perche’ i conti della gestione del servizio non sono pubblici e a gestirlo e’ una SRL e non una associazione no profit.

  31. mfp says:

    Internet non e’ gratis, non lo e’ mai stata.

    Vero, ma non costa tanto quanto la paghiamo oggi.
    Sul resto, e’ un’ottica che non condivido… i (meta)dati non possono essere oggetto di scambio… anche perche’ NON SERVE scambiarli/cederli/affittarli. Quello che manca oggi e’ un’alternativa viabile, che sia sufficientemente concreta da convincere gli scettici… (ie: troppa poca paranoia).

    Sarbbe come dire: non dare i soldi a Google, dalli a me, che e’ meglio. Anche perche’ i conti della gestione del servizio non sono pubblici e a gestirlo e’ una SRL e non una associazione no profit.

    Beh, ragionando a contorno… si… meglio darli a qualcun altro… (meta)dati e soldi.

    Sulla questione gestionale secondo me hai ragione da vendere. Vedremo se ci sara’ un’adeguato livello di trasparenza (tecnica, amministrativa, etica)… tuttavia continuo a farti presente che una S.r.l. di Cavatigozzi in provincia di Chrome “è meglio di” (c’è distribuzione del “terribile potere”; quello che la Genesi attribuisce a Dio) una Inc. di Mountain View. Per vari versi. E sempre solo in attesa di una soluzione piu’ longeva… o hai un’alternativa concreta “migliore”? Qual’e’ secondo te la soluzione “ottima” (etica, con i costi dei diritti-doveri definiti nell’etica sostenuti equamente da tutti coloro che ne benificiano)? O ce l’hai… o te magni ‘sta minestra (Cavatigozzi)… o te butti dalla finestra (Mountain View). Cos’e’ che non ti torna? Sei invidioso?
    Io il massimo che ti posso suggerire e’ di costruire un’alternativa prima di sputare su Cavatigozzi…

    Ma poi, perche’ non chiami la srl cavatigozziana e gli chiedi se puoi visionare i tuoi dati? Ci sara’ una cavolo di informativa sulla privacy… e devono rispettare la legge come tutti gli altri… vai, chiedi e vedi cosa ti rispondono… se se li tengono stretti come tutti gli altri 6000+ social network… sono altrettanto truffaldini. Amen. Tanto qui in rete ci sono milioni di occhi a guardare… non sfugge nulla… indaga e riporta!

  32. technoMonk says:

    @mfp
    i miei dati _possono_ essere oggetto di scambio SE io decido di darli consapevolmente per questo scopo (e in cambio di qualcosa, i.e. per contenere i miei costi).
    E’ un “affare” quello che ti viene proposto, sei libero di accettare o rifiutare, e nel qual caso puoi rinunciare ad usare un certo servizio. Ovviamente se tutto cio’ avviene consapevolmente, e questo semmai e’ il vero problema.

    Non sono invidioso di fooldns, non ce ne sarebbe motivo. Semmai sono a fooldns che sono un po’ invidiosi di Google, non ti pare?
    A Cavatigozzi hanno un business da promuovere e questo lo capisco, ma che non mi vengano a raccontare di risolvere qualcosa solo perche’ i miei dati li do a loro anziche’ a Google. Cmq vedremo se il popolo della rete dara’ piu’ fiducia a loro che a Google, la comunita’ decidera’.

    La soluzione etica migliore dovrebbe essere quella che dichiara sempre e pubblicamente quali dati vengono raccolti, cosa ci si fa e qual’e’ la compensazione prevista (se c’e').
    Se la compensazione non c’e’ (fooldns) perche’ dovrei darti i miei dati?
    A mio avviso il resto e’ solo sfruttamento della situazione a proprio vantaggio.

  33. mfp says:

    i miei dati _possono_ essere oggetto di scambio SE io decido di darli consapevolmente per questo scopo (e in cambio di qualcosa, i.e. per contenere i miei costi).

    I miei invece non voglio darli proprio… ma sarebbe idiota non considerare che mi sfuggono di mano quotidianamente…

    Semmai sono a fooldns che sono un po’ invidiosi di Google, non ti pare?

    Io non credo sai… ma qui diventa una scommessa.
    Ci sono tante cose che devono ancora accadere; quando le avremo, ne riparliamo.

    A mio avviso il resto e’ solo sfruttamento della situazione a proprio vantaggio.

    Probabile. Tuttavia il ritorno c’e': niente censure, niente pubblicita’ tradizionali, take over di tutto l’ads… perche’ se a scegliere i banner e’ il gestore di un dns… ne’ BigG, ne’ Repubblica, ne’ altri, hanno la possibilita’ di decidere quale pubblicita’ mettere sui propri siti…

    Magari per te questo non e’ un servizio utile… per me si… il ritorno ce l’ho. In piu’ non mando i (meta)dati a Mountain View…

  34. technoMonk says:

    @mfp
    guarda, non credo che alla fine le nostre posizioni siano troppo diverse, salvo che:
    - tu ritieni i tuoi dati di navigazione assolutamente privati e non cedibili, io invece sono disposto ad un motivato compromesso
    - tu ritieni che cedere i toi dati a fooldns sia meglio che darli a Google ottenendo come contropartita di… non darli a Google. Be’, e’ una tua opinione e io la rispetto.

    Mi sarebbe pero’ piaciuto che piu’ persone partecipassero al dibattito.
    Pace e bene!

  35. mfp says:

    mmm… sempre a guardare le differenze… procedimento che poi necessita, al fine di quagliare, qualcuno che faccia il merge (altrimenti tutta la chiacchiera si trasforma in tempo bruciato). Ovvero la necessita’ di qualcuno con il potere necessario a fare il merge.

    E se invece la vedessimo così?

    “Tutti e due vorremmo decidere autonomamente per i nostri dati”

    Sembra troppo banale?

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