Pubblico e privato: così non va
Pubblicato da Daniele
Matteo ha scoperto una cosa che può essere aggettivata in diversi modi: inopportuna, inquietante, preoccupante, intollerabile, vergognosa… financo… illegale, forse.
Che succede se uno prova a raggiungere www.thepiratebay.org? Con Alice Telecom, semplicemente non raggiungibile. E, così, mi risulta anche con Fastweb. Ho poche notizie degli altri provider, ma posso confermare la scoperta di Matteo utilizzando 3. Ho provato personalmente con quel provider con un TYTN II WM6 ed Explorer mobile.
Bene, il sistema ti spara su una pagina dell’IP segnalato da Matteo e lì potete trovare un pecettone della GdF di Bergamo che segnala “inibizione all’accesso” della Baia. Curioso, peraltro, che non si menzioni espressamente il “sequestro”.
Ma la cosa preoccupante è che l’IP risolve su… www.pro-music-org. Che è il dominio di un’associazione internazionale di discografici.
Ora, quando sequestrano un sito, normalmente vanno dal provider, smanettano sulle macchine e rendono indisponibili i materiali ritenuti illeciti. In più, fanno in modo di rendere visibile l’”avviso” di sequestro. Come sappiamo, però, in questo caso hanno proceduto con un bizzarro (e abnorme) sistema dell’inibizione (imponendo modifiche ai DNS).
Il problema è che oltre a questa procedura quanto meno “anomala” di inibizione, il deviare il traffico su un sito di terzi, privati, neppure italiani e chissà quanto affidabili visto che sono parti interessate, rende possibile, quanto meno, la registrazione degli IP dei visitatori che potrebbero essere additati come pirati. O, forse, lo scopo è proprio quello…
Che dire? Che la privacy degli utenti italiani è seriamente a rischio e di ciò dobbiamo ringraziare l’Autorità che sta operando al di fuori della legalità, di ogni buona regola giuridica e tecnica.
E’ una cosa insostenibile. Fermiamola!
12 Commenti »
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Il sistema di commenti traccia gli indirizzi IP (v. Privacy Policy)
Pubblicato il 15 08 2008 alle 22:00 quota
Non solo: di solito il sequestro di un sito consiste in almeno due parti: togliere i contenuti dalla disponibilità dell’indagato (che così non può più alterarli) e metterli nella disponibilità dell’A.G.. In questo caso il “sequestro” non ha assolto a nessuna delle due funzioni.
Si potrebbe quasi dire che, anzichè il sito, venga sequestrato il traffico degli utenti, ma purtroppo è pure peggio: dobbiamo addirittura patire l’hijacking verso un sito indesiderato è_é
Pubblicato il 15 08 2008 alle 22:13 quota
a questo punto, e’ colpa di 3 o della gdf? scusa, ma chi l’ha dato il pecettone da mettere su quel sito?
Chi ha una risposta?
Pubblicato il 16 08 2008 alle 1:29 quota
[...] titolo del post precedente non è coerentissimo con il contenuto. Volevo scrivere qualcosa in più, ma nella fretta di far [...]
Pubblicato il 16 08 2008 alle 2:08 quota
ora più che mai ricordo che l’11 ottobre a roma ci sarà il Freedom not Fear 2008…
Pubblicato il 16 08 2008 alle 4:44 quota
Non puoi inviare una lettera al garante e metterla in copia su questo blog, in attesa di una sua risposta? Cosi’ il garante non potra’ dire di non essere stato informato e certamente non potra’ esimersi dall’intervenire.
Pubblicato il 16 08 2008 alle 10:35 quota
[...] sequestro preventivo, passa il blocco delle connessioni ma questo ha dell’incredibile. Anche Daniele Minotti conferma quanto detto da Matteo Flora e si indigna fortemente riguardo questa situazione più che [...]
Pubblicato il 16 08 2008 alle 11:46 quota
concordo su questa idea
Pubblicato il 16 08 2008 alle 12:23 quota
Curioso che questo “sequestro” in realtà si tramuti (solo per alcunui ISP per la verità) in uno spoofing dei DNS. Un conto è “inibire” un conto è “deviare”; oltretutto “deviare” verso una “parte”, potenziale “parte civile” in un ipotetico futuro processo contro TPB.
Relativamente alla tua preoccupazione circa una commistione pubblico/privato su questa faccenda secondo me l’origine del problema va ricercata proprio nell’intero impianto giuridico del concetto di “diritto d’autore” che oggi come noi mai dopo che si è consentito a poche entità di “rastrellare” i diritti per farne mercato (finendo con il danneggiare i cittadini sicuramente e, purtroppo, spesso anche gli stessi autori minori titolari naturali dei “diritti”) finisce per essere “una macchina da guerra perfetta” che consente di “difendere una rendita di posizione” squisitamente privata con i soldi pubblici dei contribuenti; se a questo sommiamo gli effetti perversi della obbligatorietà dell’azione penale la frittata è fatta: ci ritroviamo con un’intera macchina inquirente e giudicate pagata dai contribuenti che lavora per fare gli interessi di alcuni (pochissimi e ricchissimi) che potrebbero tranquillamente tutelarseli da soli.
Credo che questa occasione debba servire per una riflessione sia sul concetto di diritto d’autore e della sua difendibilita’ sia sul pericolosissimo metodo censorio usato in questa circostanza.
Pubblicato il 16 08 2008 alle 13:57 quota
[...] (via daniele minotti) [...]
Pubblicato il 16 08 2008 alle 20:35 quota
Esposto al Garante o meno, io partirei con una denuncia per 617-quater. Del resto stiamo parlando di fanta-diritto, no?
Pubblicato il 16 08 2008 alle 21:12 quota
Uhmmm… ci avevo pensato, ho avuto qualche dubbio, ma perche’ no?
COmunque, non salva TPB che dovrebbe pensare, invece di fare tanti proclami, ad un be riesame (pur rischioso). Altrimenti, la revoca del *sequestro* se la scordano…
Pubblicato il 17 08 2008 alle 19:00 quota
Il dominio thepiratebay-org da provider alice telecom redirecta sulla dir xampp in pratica il server è aperto a chiunque e chiunque può utilizzare tale strumento per commettere gravi illeciti. Forse sarà una cosa momentanea… cmq è molto grave!