Sul denigrarci
Pubblicato da Daniele
Oggi, complice un lieve malanno che ha fatto il giro della famiglia e, alla fine, è arrivato a me, sono stato in casa; invece di andare al mare coi ragazzi.
Prima di avere notizia del caso di The Pirate Bay, avevo letto un titolo (Corriere? Repubblica?) sul nostro italico denigrarci. Non lo trovo più e se qualcuno volesse linkarmelo…
Anyway, dopo il clamore della Baia inibita mi è ritornato in mente, almeno nei principi che penso di aver intuito dalla lettura del solo titolo.
Mi riferisco a questa storia che la “censura” sarebbe stata posta in essere da un governo fascista (il nostro), da Berlusconi novello Mussolini, quasi in persona o per mano di altri (i magistrati di Bergamo). E’ un’idiozia senza pari. come se, prima delle ultime elezioni, si fosse indicato Prodi.
Bene, passi per quelli di The Pirate Bay che hanno un’idea piuttosto confusa (anzi, inesistente), sulla politica, sui fatti e su come funzionano la cose qui da noi. Basterebbe informarsi un po’ meglio, ma il rigore non dovrebbe avere confini. E farebbero anche bene a difendersi diversamente, in modo più composto ed efficace.
La cosa che, invece, è imperdonabile è che questo atteggiamento e queste conclusioni sono state fatte proprie anche da buona parte della Rete nostrana. C’è che noi italiani amiamo sempre denigrarci, accettando insulti e lezioni etiche da chi, come detto sopra, dimostra ignoranza, pressapochismo e probabilmente malafede e che, soprattutto, fa perfettamente capire di avere un certo bruciore alle terga, peraltro cavalcando indistintamente (perché non è sempre così, ma fa facile presa sui più ingenui) il sempreverde cavallo della libertà di espressione del pensiero.
La cosa che mi fa piacere è che il post di TPB è stato commentato, tra tanti deliri, anche con un po’ di orgoglio italiano. Berlusconi o non Berlusconi, non c’entra nulla.
Basta farci insultare e insultarci, non lo meritiamo proprio. Ognuno guardi a casa propria. La Baia è stata attaccata in tutto il mondo. I censori siamo soltanto noi?
29 Commenti »
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Pubblicato il 11 08 2008 alle 0:13 quota
Pur condividendo il fatto che non sia certo TBP a poter dare lezioni di morale a noi, devo tristemente far notare che la stampa estera parla dell’Italia come paese dalla politica fascista da un bel pezzo e gli articolisti non sono certo dei signor nessuno…
Richiami europei in merito ne sono arrivati parecchi, ultimo quello sulle impronte ai nomadi con annessa cazziata da parte del governo Rumeno, tanto che un certo promotore del “pro-impronte” ha dovuto fare marcia indietro.
Se poi pensiamo al fatto che Berlusconi si è fatto una legge incostituzionale (mica lo dico io eh, lo affermano persone competenti nel settore…) magari qualche dubbio non sul denigrarci, ma sull’autocriticarci dovremmo averlo
Siamo uno Stato Fascista ?
Io risponderei NO.
Abbiamo una politica filo-fascista ?
Ognuno può giudicarlo in base ai suoi canoni e a quello che ha letto sui libri di storia.
Che poi sia un male o un bene per l’economia e il Paese, non so.
Pubblicato il 11 08 2008 alle 0:23 quota
Gianni, non voglio star qui a fare la conta su quante magagne hanno anche i Paesi di quesi giornalisti, dico di non denigrarci quando non è il caso, quando non c’è nulla di vero.
Vedrei che con questa storia di TPB qui giornalisti non perderanno occasione… Con tanta ignoranza…
Pubblicato il 11 08 2008 alle 1:00 quota
Viviamo nello stesso Paese, ma credo che tu abbia una visione della politica troppo “italianizzata”.
Forse dipende dal tuo lavoro, non so.
Se parli con persone che spesso sono all’estero (io ne conosco parecchie), ti accorgi che l’Italia all’estero combacia molto con la figura (ma non con i toni) letti su TPB.
Dire “Berlusconi fascista” da noi sembra chissà cosa, in realtà i media esteri lo fanno spessissimo.
Siamo noi a vederlo come qualcosa di nuovo e forse allarmante, perchè i “nostri” media non ne parlano.
Approposito: hai visto l’ultimo filmato sul blog di Grillo ?
Si parla di Nodo Alfano: la gente non sa cosa sia… l’avresti detto ?
Io lo trovo allarmante.
Pubblicato il 11 08 2008 alle 3:58 quota
Daniele, “mal comune mezzo gaudio”? Visto che non siamo i soli a censurare, allora non siamo gli unici deficienti in tutto il mondo, quindi va tutto bene? Canta il Miserere alla tua liberta’ piuttosto…
Pubblicato il 11 08 2008 alle 9:49 quota
Tutto quello che hanno scritto gli amministratori di TPB lo puoi leggere tutti i giorni sui giornali italiani come La Repubblica, l’Espresso o l’Unità. Le cose peggiori poi, pe puoi trovare invece in rete, in blog famosi o sconosciuti. Dall’estero ci rimandano quello che noi stessi diciamo dell’Italia, basta leggere l’ultimo articolo del Financial Times per accorgersi che non è altro che la riproduzione di uno dei tanti pezzi di produzione nostrana.
Chi non ha stima di se, non può pretendere di averla dagli altri.
Sul concetto di libertà poi, bisognerebbe essere tutti concordi sul suo contenuto. Se al mondo c’è qualcuno che non è contento se la sua produzione viene scambiata in giro liberamente, invece di essere acquistata nei negozi, avrà qualche ragione, o no?
Ma se acquistare un cd taroccato su una bancarella è reato, non sarà lo stesso se si scarica da un sito di condivisione?
Finche non sarà chiarito il limite al qualepuò arrivare lo scambio dei files e su un nuovo concetto accettato di protezione del diritto d’autore, si andrà avanti così, tra oscuramenti e proteste.
Pubblicato il 11 08 2008 alle 9:50 quota
All’estero si scandalizzano moltissimo per questa commistione ad ora tipicamente italiana di conflitto di interesse e varie confusioni tra i poteri dello Stato, non rendendosi conto che in realtà il fenomeno italiano (esattamente come il fascismo il secolo scorso) è solo un fenomeno anticipatore, tra qualche anno ci seguiranno tutti, anzi già lo fanno, come sta già succedendo in Francia e in Usa? Vedasi l’uso spregiudicato di amicizie e media da parte degli attuali governanti di quei Paesi.
Per quanto riguarda l’articolo, io l’avevo copiaincollato e salvato su apposito file .txt e mi scuso con il prof. Magris, ma lo ripropongo qui, così il padrone di casa potrà farne quel che vuole: tenerselo per sè, lasciarlo alla lettura degli altri internauti.
Tra l’altro magris sta parlando specificamente dell’italica accademia, ma a me il suo discorso non convince molto…
Dal corriere del 10 agosto 2008:
Il gusto di criticare per sentirsi differenti e assolvere se stessi: quando il rifiuto sfocia nel masochismo diffuso e compiaciuto
Denigrarsi, quel vizio degli italiani
Dal gestaccio di Bossi al disprezzo generale per la scuola: l’abitudine bipartisan di parlar sempre male di casa nostra
L’autodenigrazione, si sa, è un radicato vizio italico, che fiorisce non solo in agosto; parlare dell’Italia, per un italiano, significa quasi sempre parlarne male, magari compiaciuto di sentirsi capace di dire verità dolorose. È difficilmente immaginabile un altro Paese in cui un ministro — che è stato ed ha chiesto di essere eletto a rappresentare il proprio Paese— saluti l’inno nazionale con un gestaccio scurrile, più adatto alle goliardate adolescenziali nei cessi della scuola durante l’intervallo fra le lezioni.
D’altronde è ingiusto scandalizzarsene, perché ognuno di noi fa sempre esattamente quello che può, secondo i talenti ricevuti dall’imperscrutabile disegno divino, che li distribuisce in misura sorprendentemente diseguale; se ad esempio una persona sa fare solo pernacchie, non le si può chiedere di scrivere L’Infinito, di scoprire il modo di sconfiggere il cancro o di creare la pace in Medio Oriente.
Una forma di autolesionismo è costituita dal disprezzo indiscriminato nei confronti dell’università italiana, proclamato da professori universitari italiani, soddisfatti di svilirla a paragone di istituzioni accademiche di altri Paesi e specialmente degli Stati Uniti. Indubbiamente una dura critica all’attuale università italiana è più che giustificata dalla sua degradazione avvenuta negli ultimi lustri ad opera dei governi e ministeri di centrodestra e centrosinistra, caso raro di politica bipartisan. Ad esempio il volume
Tre più due uguale a zero (Garzanti), cui ho collaborato anch’io, è una denuncia senza sconti dei disastri provocati da contraddittorie e paradossalmente complementari riforme, col loro pasticcio di demagogia sociologizzante, mercato applicato fuori luogo e smania di imitare modelli di altri Paesi senza creare le premesse per farli funzionare.
Ragioni di critica, dunque, l’università italiana ne offre anche a chi non è nazionalmente masochista. Ma è sempre il tono che fa la musica e troppo spesso il tono col quale vengono formulati giudizi anche giustamente aspri è un tono supponente. C’è chi — magari per aver avuto occasione di insegnare all’estero, cosa che accade a molti di noi nel nostro mestiere di docenti, quasi come il sigaro e la croce di cavaliere che Vittorio Emanuele II non negava a nessun galantuomo — si sente immune da quelle pecche, estraneo a quelle difficoltà e a quei mali che dovrebbe sentire come propri. Siamo sempre partecipi e in parte pure responsabili dei mali del nostro Paese; ognuno di noi dovrebbe sentirsi operaio della vigna — di quella vigna che per ognuno di noi è il nostro Paese — e non altezzoso turista o visiting professor (talora c’è poca differenza) che fa lo schizzinoso davanti a quel vino. Ciò vale in ogni campo: ad esempio pure il tono di arida superiorità col quale alcuni muovono critiche all’attuale governo — critiche che esso merita e che condivido con passione — le rende sterili ed inefficaci. Chi, come me, considera una sventura il risultato delle ultime elezioni, non può guardare con sufficienza chi ha votato per gli attuali imbarazzanti vincitori, ma deve chiedersi perché non ha saputo convincere altri a votare altrimenti.
Un aspetto comico dell’autodenigrazione accademica riguarda l’infatuazione per le università americane; comico perché sembra un remake dei film in cui Alberto Sordi si sforza di mangiare hamburger invece degli amati spaghetti. Pure questa ammirazione è fondata, perché i risultati mondiali della ricerca coltivata nelle università statunitensi sono sotto gli occhi di tutti. Ma chi ha un minimo di esperienza accademica negli Stati Uniti sa che, anche in quel grande Paese, c’è una bella differenza fra i cosiddetti centri di eccellenza e le università di medio livello e che la cultura di un Paese è data dal suo livello medio. E può capitare che in un prestigioso college come il Bard College, in cui insegnò Hannah Arendt, su trentanove studenti di un corso ci sia solo uno il quale sappia chi era il maresciallo Tito e più della metà ignori quale sia la capitale della Polonia, cosa che non succedeva al mio liceo triestino.
Altro luogo comune mitizzato e sbattuto in faccia ai poveri provinciali italiani è il giudizio di valore identificato con il numero di citazioni che un autore o una ricerca ottengono nelle riviste scientifiche considerate di maggior prestigio. Pure in tal caso, una constatazione ovvia (Einstein è naturalmente stracitato) scade a banale stereotipo se viene proposta come una verità assoluta. Anzitutto è patetico supporre che le riviste top siano sacrari di purezza immuni da quei rapporti personali, da quelle casualità e coincidenze che vengono ad incidere nella selezione dei valori. Inoltre, a tutti noi è capitato di leggere (anche di scrivere) decorose banalità in riviste top e di leggere, in riviste di modesta fama, contributi notevolissimi, che ci hanno aperto nuove prospettive.
Analogamente, pure nei templi del sapere si trovano grandi scienziati e pomposi retori, così come in tante università o dipartimenti che non salgono agli onori dei media si trovano mezze calzette e studiosi e docenti di prim’ordine il cui lavoro, pur non collocato sotto i riflettori, fa progredire il Paese più dei Soloni che trinciano giudizi generici e quindi per definizione ascientifici. Ogni critica deve essere analitica, articolata, differenziata, anche se ciò è ostico all’urgenza mediatica che ha bisogno di formule totalizzanti e sempliciste. Allo stesso modo, ogni tanto si parla degli Istituti di Cultura in modo indiscriminato, ora tutti eccellenti ora tutti scadenti. Pure in questo caso, chi ne ha conoscenza concreta sa bene che la situazione è diversa da caso a caso e merita giudizi differenziati; per citare qualche esempio recente di esperienza negli Stati Uniti, l’Istituto di Los Angeles come qualche tempo fa quelli di Washington o San Francisco mi ha dato un’impressione di reale creatività e ovviamente si potrebbero citare anche casi opposti in varie parti del globo.
Il numero di citazioni contribuisce a procurare maggiori finanziamenti alle Istituzioni citate. Questo criterio, ora divenuto Vangelo, può assumere aspetti ridicoli. Mi è capitato, come a tanti miei colleghi, di essere invitato a tenere lezioni o corsi presso alcune Istituzioni di grande fama e pensavo, ovviamente, che fosse semmai il mio cosiddetto prestigio a venire accresciuto da quegli inviti. Ma due volte — negli Stati Uniti e in Olanda — al momento del congedo i presidenti di quelle Istituzioni mi chiesero di nominarle sui giornali ogniqualvolta ne avessi avuto l’occasione, perché, aumentando così il numero delle volte in cui compariva il loro nome, avrei contribuito ad incrementare i loro finanziamenti. È stato inebriante scoprirsi fonte seppur modesta di finanziamento di gloriosi Centri di Ricerca. Per non cedere a questa tentazione di volontà di potenza, mi sembra giusto mortificarmi e non fare quei nomi.
Claudio Magris
10 agosto 2008 “
Pubblicato il 11 08 2008 alle 10:00 quota
@ tangue
@ Gianni
Grazie per l’articolo. Tra l’altro, hai vinto (in coppia col prof. Magris) il premio per il post piu’ lungo del mondo
Certo che so come ci considerano all’estero. Non per questo, noi che ci conosciamo, dobbiamo denigrarci e dire sciocchezze come quella secondo cui la *censura* di TPB sarebbe opera di Berlusconi.
Poi, e’ abbastanza normale che, come dice Asdrubale, molta stampa estera sia fotocopia della nostra. Se siamo noi per primi a denigrarci…
Errore che, poi, ha fatto pure il Consiglio d’Europa con quel recente rapporto dove si parlava di raid della polizia nei campi nomadi e rom in galera per omicidio senza prove.
La nostra stampa ha pubblicato la notizia del rapporto, ma ha sostanzialmente taciuto le scuse del Consiglio d’Europa.
Pubblicato il 11 08 2008 alle 11:56 quota
Stai meglio? :-*
Pubblicato il 11 08 2008 alle 12:04 quota
Massi’, niente di grave. Mi viene un po’ pomeriggio-sera, la mattina no.
Pubblicato il 11 08 2008 alle 13:00 quota
Cacchio… non mi posso far battere da “un tangueiro qualunque”… la mia logorrea e’ imbattuta da circa 4 anni…
Allora taglincollo anche io una piega del continuum informativo che e’ stata eliminata dalla censura (stalinista?) di una che denigrava (a vanvera) il tuo amato Berlusca:
“… e io sono stufo dei Buralicchi. Facile parlare male di un mafioso… il difficile e’ darsi da fare per
farlo fuori (in senso metaforico). Permettimi una critica ragionata.
“Siamo tutti un po’ stufi di Berlusconi che … e che piega la legge a suo comodo.”
Fin qui, tutto ok; grossomodo riporti le cose che dei giornalisti che rischiano la pelle hanno tirato
fuori dai documenti della magistratura (lavoro che richiede i tripli salti mortali carpiati proprio a
causa degli ammennicoli legali che si inventano di volta in volta i politici) e che da tempo speriamo
vengano confermati in via definitiva (mica per niente: sappiamo già che e’ un mafioso; il problema
e’ solo lo stato che fallisce sistematicamente davanti a pratiche elusive). Nulla di nuovo quindi.
Reptetita iuvant (ancora per un po’; ma Internet porrà fine pure a questa necessità di ripetere e
ripetere e ripetere).
“Come mi ha insegnato il mio grande maestro e amico Bill Homans … , io sono…”
Bill Homans e’ Bill Homans, Enrica Garzilli e’ Enrica Garzilli.
Transfer: Questa è una tecnica di proiezione di qualità positive o negative (lodare o condannare) di
una persona, entità oggetto o valore (un individuo, gruppo, organizzazione, nazione, il
patriottismo, ecc.) ad un altro soggetto per rendere quest’ultimo più accettabile o per screditarlo.
( http://it.wikipedia.org/wiki/Propaganda )
Non e’ che se elenchi tutte le medaglie di un grande uomo tuo mentore, tu automaticamente
diventi una grande donna… o no?
E poi mi spieghi una cosa: perchè se cerco su Wikipedia “Bill Homans” mi salta fuori un jazzista
con nome d’arte Watermelon Slim? Spendili due minuti per mettere su Wikipedia la biografia di
quello che sembra un grande uomo… che magari ti ha dato tanto… prima di rielencare un’altra
volta tutte le sue medaglie per imbellettarti. Che dici? Glielo devi?
“sempre per la legge e per la legalità, a tutti i costi, chiunque sia al governo, perché altrimenti è il
Far West.”
Senti… a un avvocato non si può certo rompere più di tanto le scatole; un po’ per forma mentis, un
po’ perchè quella legge di cui parli…beh… gli da’ da mangiare. A un ingegnere nemmeno… perchè
quelli son tutti precisini. Ma a te… scusa… ma sono intellettualmente obbligato a farti notare
l’errore grossolano. Senza farla troppo complicata (sarebbe lunga): hai letto di quelle 40 città dove
stanno replicando l’esperimento, già completato con successo in una cittadina, di togliere tutti i
segnali stradali - orizzontali e verticali, tutto - perchè così diminuiscono gli incidenti? Come te lo
spieghi? O il Far West non e’ poi tanto male… o tra l’assenza di legge, e la legge… c’e’ qualcos’altro
che evidentemente funziona addirittura meglio della legge!
“L’Italia ne è uscita una volta, ne uscirà due (e spero un po’ meglio).”
Uscita una volta!? I danni che Berlusconi ha fatto nei primi 100 giorni di governo nel 2001 ce li
porteremo dietro per i prossimi 24.200 anni… altro che usciti! Non ricordi un certo provvedimento
che rese impossibile per le forze di polizia controllare per strada quegli strani cammion che
ufficialmente portavano terra da nord a sud? E non hai fatto caso che ogni tanto di questi tempi di
controlli sulla monnezza del sud, saltano fuori “terricci radiattivi” che vengono immediatamente
sequestrati? Il tempo di decadimento - emivita - del plutonio-239 sono 24200 anni. Ma prima di
poterlo confezionare in qualche fossa, montanga o altro, bisogna separarlo dal resto; un mio amico
canadese e’ titolare di un brevetto usato da un’azienda che separa il trizio (radiattivo) dal deuterio
(non radiattivo): un procedimento complicatissimo e che costa l’ira di dio, e separarlo dalla terra
temo sia più addirittura più complicato e costoso. Altro che “uscita”… (e non parlo dei 2 anni Prodi
solo perchè qui stiamo parlando di Berlusconi)
“Abbiamo una lunga tradizione di democrazia, se pure con larghe interruzioni — come durante il
fascismo — e di liberalismo (nel senso più ampio del termine)”
In quale dimensione parallela hai vissuto tu? Te sei fatta troppe canne in India!?
- Lunga tradizione di democrazia: e’ dai tempi di Giulio Cesare che l’Italia a mala pena ha un
governo, e già allora… non era certo Atene (e anche lì la democrazia e’ abbastanza romanzata).
Chiesa (quella che bruciava viva la gente; non quella dell’8 per mille). Signorini e signorotti vari
(che pure quando e dove erano illuminati, es: Lorenzo il Magnifico, non erano certo democratici).
Ah, dimenticavo che da Attila in poi bene o male siamo sempre stati conquistati da qualcuno… i
signorotti locali, Papa escluso, reggevano le poltrone ai Francesi, Spagnoli, Austriaci, Inglesi e via
dicendo. Quando infine Cavour c’aveva le casse vuote e gli Inglesi avevano tutto l’interesse a tirare
giù i borboni; gli inglesi hanno corrotto gli ufficiali borbonici e Garibaldi e’ passato in mezzo a una
flotta della madonna con un vaporetto del kaiser… ma tu scommetto che quella parte di storia l’hai
imparata con la Spigolatrice di Sapri. Romanticona! In definitiva la nostra democrazia ha poco più
di 50 anni… quelli che si possono dire avere una lunga tradizione democratica sono gli Inglesi (che
la Costituzione non ce l’hanno; a proposito di Far West), gli Americani, e i Francesi… se la battono
tra i 230 e i 150 anni di democrazia… di certo non noi.
- Liberalismo: ho già scritto troppo qui sopra e la paginetta di wikipedia parla chiaro. Mi limito
quindi a consigliarti “Liberalismo e democrazia” di Norberto Bobbio come approfondimento; così ti
fai una cultura e poi mi spieghi che significa “nel senso più ampio del termine”. A volerla proprio
stiracchiare… la si potrebbe intendere come descrive Benjamin Constant (svizzero trapiantato in
Francia; tanto per ribadire che no, la democrazia non e’ certo roba nostra) come riportato da
Bobbio in quel libro: “Il fine degli antichi era la distribuzione del potere politico fra tutti i cittadini di
una medesima patria: ciò essi chiamavano libertà. Il fine dei moderni e’ la sicurezza nei godimenti
privati: essi chiamano libertà le garanzie accordate dalle istituzioni a questi godimenti”.
“e non credo che finiremo di nuovo in mano a un dittatore … Mussolini”
Fanciulla, ma tu i dittatori come te li immagini? Devono avere tutti i baffetti o il doppiopetto?
Scommetto che, forte dell’esperienza passata, te li aspetti prendere il potere quanto meno con una
sommossa popolare… se non proprio i carri armati sulla capitale. ti sbagli… finiamo di nuovo in
mano ad un dittatore. Garantito. Ma argomentare il perchè è troppo lungo. Anzi…
“Voglio credere che Berlusconi rispetti il volere del popolo sovrano che l’ha eletto e che rispetti,
quindi, le nostre leggi e la nostra Costituzione.”
Beccata… “vuoi credere”… alle favolette. Vedi il punto dov’e'? Ci sei arrivata? Troppo emisfero
destro e poco emisfero sinistro… troppo pensiero evanescente…
“Che alla fine lasci fare ai giudici il loro lavoro, anche se lo riguarda.”
Appunto. Evanescente. Berlusconi con la Costituzione ci si e’ già pulito il deretano… i giudici li ha
già presi per i fondelli almeno 93 volte! Esempio: te lo ricordi che i giudici di Palermo lo volevano
sentire e lui si e’ fatto negare 5 volte di fila:
1: “sono troppo impegnato come primo ministro”,
2: “sono troppo impegnato come ministro degli esteri”,
3: “venite voi”,
4: gli avvocati partono da Palermo per andare a interrogarlo e lui che fa? “mi avvalgo della facoltà
di non rispondere”,
5: “voglio fare una dichiarazione spontanea” (ndr: con 300 telecamere in aula - doveva ribadire di
essere un perseguitato - 20 giorni prima della pausa estiva della magistratura - che dura 45 giorni
- e sapendo già che il processo sarebbe terminato dopo quei 20 giorni perchè i suoi avvocati in
parlamento si erano già votati da soli la legge che de facto rendeva inutile continuare a
processarlo)
Quindi quando dici “alla fine”, mi chiedo: alla fine… de che!?
“Perché altrimenti l’Italia si starebbe davvero trasformando in uno di quegli stati dell’Africa o
dell’Asia.”
Vuoi vedere qualche numero o ti fidi se ti dico che siamo gia’ sotto l’Asia e di pooooooco sopra
l’Africa? E grossomodo siamo sopra perchè l’Europa ci permette di galleggiare… gli conviene così.
“Saremmo già nel Far West.”
Il condizionale è modo abbastanza comune nelle lingue europee. Viene usato soprattutto per
indicare un evento o situazione che ha luogo solo se è soddisfatta una determinata condizione
( http://it.wikipedia.org/wiki/Condizionale )
Visto che la condizione (”se Berlusconi rispettasse l’ordinamento dello stato”) e’ solo una favoletta
a cui vuoi credere mentre aspetti la fine della società civile, e l’esercito e’ già per le strade… quindi
il condizionale e’ usato impropriamente… beh, insomma… tira tu le conclusioni.
Ora permettimi un’ultima battuta (mi sono riservato il finale ad effetto come piace alla gente di
spettacolo; spero sia cosa gradita):
“Di un Primo ministro che nomina belle donne con peso politico uguale a zero”
Ok
“curriculum non pertinenti”
Ok
“e opinioni da ragazzina di prima elementare, buono o cattivo, brutto o bello, questo il papà mi
dice che va bene, questo no,”
Vista l’ampia critica, qui mi trattengo. Ti faccio soltanto notare che:
- “voler credere” in una favoletta e’ un atteggiamento da ragazzina di prima elementare;
- ritenere che serva una legge per comportarsi in modo equilibrato e’ analogo al necessitare che
papa’ decida per te cosa e’ bene e cosa no (stesso piano di coscienza; sono grossomodo 3… quello
e’ il secondo… l’età matura si raggiunge proprio quando si ha coscienza del perchè, e
indipendentemente da quello che dice una legge, una cosa e’ giusta e sbagliata);
“a fare le ministre.”
E chi dovrebbe fare il ministro femmina, tu!?
Te prego… almeno lasciami la Carfagna… non fara’ un cazzo da ministro e sta lì solo a riempire un
posto per qualcun altro… e’ un figurehaed…ma ogni volta che se ne parlerà saltera’ fuori qualche
bella foto sexy che ancora non ho guardato! E’ il miglior figurhead che abbia mai occupato quella
poltrona! Pure la poltrona e’ contenta di quel sedere! PIU’ PILU PE’ TUTTI!
“tutti gli uomini immediati e d’azione se sono attivi è perché son stupidi e limitati. Come si spiega
ciò? Ecco come: essi, in conseguenza della loro limitatezza, scambiano per cause prime quelle più
prossime e appena concomitanti, e in tal modo si convincono più presto e più facilmente degli altri
d’aver trovato alla loro attività un sicuro fondamento, e così s’acquetano; e questo è l’importante.”
Dostoevskij
(meno chiacchiere più fatti; domani, quando vai a fare da soprammobile a Tombolini, fatemi uno
squillo… Minotti ha il mio cell… così per lo meno invece di fare il copycat internettiano della De
Filippi a “Saranno Famosi”… vediamo di spadellare anche qualcosa di serio, che dici? Tranquilla…
mordo solo quando scrivo… a voce sono piuttosto timidino)”
—
Un saggio ha scritto:
“Internet non produce una informazione condivisa; tantomeno una cultura, una ideologia, una politica, … ; ma la condizione d’esercizio esemplare - e singolarissima e preziosa - di critica d’ogni informazione, cultura, etc.”
Peccato per noi che di tanta gente che parla di rete… o del Berlusca… lo fa tanto per dare aria alle corde vocali quel tanto che basta a galleggiare sugli stronzi. Non si tratta di denigrarci da soli… si tratta di grave forma di intellettualismo naif che, unito alla condizione diffusa di esercizio della critica, se usata male, risulta in un “un banale [e' gia' successo] processo di dimissione della con-vivenza”.
Sapere Aude! E armate gli scorticatori… che se TPB e’ censurata… e’ ora di andare all’arrembaggio.
Pubblicato il 11 08 2008 alle 13:15 quota
@mfp
Non si tratta di denigrare il Berlusca. Si tratta di denigrare il nostro Paese.
Fermo restando che, in questa vicenda, Berlusca non c’entra un tubo. E leggo in giro di molte persone, con una certa cultura, che insistono. Siamo al crepuscolo della ragione e cosi’ non ne usciamo proprio.
Pubblicato il 11 08 2008 alle 13:20 quota
Daniele… esatto… Rodota’ qualche tempo fa parlava di “derive popolari”. Che poi e’ l’acriticità che ha messo in risalto Matteo con il caso mediaset-youtube-byoblu.
E aumenteranno… questo e’ solo l’inizio… secondo te la marcia su Roma da dove salto’ fuori?
Finche’ c’e’ gente che usa i blog per autopromozione senza curarsi di quel che dice… aumentano ad una velocita’ che nemmeno immaginiamo…
Pubblicato il 11 08 2008 alle 13:22 quota
non è giusto! io ho copiaincollato su richiesta!
(vabbè, era richiesto un link, ma io conservo gli articoli, mica i link…)
danieleminotti, dì qualcosaaaaa!
Pubblicato il 11 08 2008 alle 13:27 quota
Ma: Corriere o Repubblica parlano di The Pirate Bay? A me pare di no.
Pubblicato il 11 08 2008 alle 13:34 quota
Nada… ho notato anch’io. Eppure, nella blogosfera, sembra essere la *discussione più discussa* (fonte: BlogBabel).
Pubblicato il 11 08 2008 alle 13:39 quota
Perche’? Ti risulta che producano algoritmi attendibili?
Pubblicato il 11 08 2008 alle 13:48 quota
I media mainstream stanno parlando poco e nulla di TPB e il motivo mi pare ovvio: non voglio pubblicizzarla.
Purtroppo per loro, in rete a 24 ore dal blocco questo è diventato l’argomento principale…
@Daniele:
Non sono di quelli convinti che Berlusconi sia l’origine di tutti i mali, però suona strano che proprio ora siano scattate le tenaglie contro la pirateria e guarda caso all’alba della sfida YouTube - Mediaset per questioni di diritto d’autore…
Infine, concorderai con me che questo genere di manovre sono ritenute da più parti illegali, e quale autorità che non sia il Governo potrebbe farsi carico di un peso del genere ?
Una semplice ordinanza che desta dubbi, se non appoggiata dalla politica forte, è chiaramente destinata a collassare.
Se poi pensiamo che proprio Berlusconi con gli organi legislativi non ha un buon rapporto… improbabile che qualcuno si sia sbilanciato scoprendo il fianco proprio in questo momento “storico”
Pubblicato il 11 08 2008 alle 13:57 quota
@mfp
Non lo so, infatti ho detto *sembra*. Guarda che gli avvocati le contano le parole…
Pubblicato il 11 08 2008 alle 14:01 quota
Gianni, navighiamo in pieno contesto di congetture. Potremmo fare anche esempi riguardanti precedenti governi.
Dietro TPB pare ci sia l’azione di FAPAV (che si distingue da tempo su questo campo, anche perche’ e’ il suo mestiere). Il deposito di una citazione (Mediaset vs. YouTube) non corrisponde alla vittoria di una causa.
Cosa pensi, Gianni? Che i poteri economici e politici agiscano in giudizio soltanto quando cambia la bandiera su Palazzo Chigi?
Pubblicato il 11 08 2008 alle 14:02 quota
Gianni, c’e’ qualcuno in seno a D’Alema (Colao?) che sono anni che fa porcate… non e’ Berlusconi il problema… le opere d’ingegno sono la seconda voce del pil USA.
Se proprio vogliamo tirare un “guarda caso”… tiriamolo sul fatto entrambe le cose che hai citato sono accadute mentre la gente e’ in coda in autostrada con 4 sigarette in bocca e il cervello in pappa che ripete soltanto “costume-ciabatte-sdraio-mare, costume-ciabatte-sdraio-mare, costume-ciabatte-sdraio-mare, costume-ciabatte-sdraio-mare, costume-ciabatte-sdraio-mare, …”
Pubblicato il 11 08 2008 alle 14:05 quota
Ah, sul tempisto dei fatti sorge piu’ che un sospetto.
Pubblicato il 11 08 2008 alle 14:06 quota
Daniele, io ti ammiro per questo tuo modo di richiamare sempre al concreto… pero’ permettimi di ricordarti che non siamo in un’aula di tribunale. Non esiste solo il metodo algoritmico… quello euristico anzi e’ piu’ produttivo… piu’ error prone, ma piu’ produttivo.
Pubblicato il 11 08 2008 alle 14:12 quota
No, non siamo in un aula di tribunale, dunque non richiedo il rispetto di certe regole di legge.
Dico che abbiamo, comunque, il comune fine della ricerca della verita’. Vanno bene le congetture, ma, alla fine, vanno valutate se vogliamo arrivare ad un punto.
Pubblicato il 11 08 2008 alle 14:22 quota
D’accordissimo, ma alle volte non e’ possibile valutarle. Prendi un portatile, mettici sopra “dig”, bussa porta a porta fino a che non hai trovato un utente di ogni provider che ti faccia testare il dns del provider… e portati dietro un notaio… e pagalo… sperando che qualcun altro faccia altrettanto (doppio cieco? Peer review?)… ti sembra verosimile?
Eppure - escludendo la fiducia in altri perche’ umani e quindi passibili d’errore - non vedo altro modo per arrivare “al punto” censura TPB.
E analogamente tutto il resto… se aspetti di ritrovarti la verita’ posta su un piatto d’argento, nel frattempo Moro viene ammazzato 20 volte…
Pubblicato il 11 08 2008 alle 14:30 quota
Così, per evitare che Moro venga ucciso altre 19 volte, arrestiamo un po’ tutti?
Pubblicato il 11 08 2008 alle 15:12 quota
No, chi ha parlato di arrestare!? Lo vedi che sei sempre “dentro ad un’aula”!?
Studia con calma e attenzione estrema - ie: con la testa, non con il cuore; operativita’, non pacifismo - la storia di Gandhi; nel dettaglio. E’ nato avvocato, ed e’ morto santone. Sei sulla buona strada
Nel momento in cui l’entropia e’ massima, non puoi piu’ fare affidamento ai metodi algoritmici (ie: istituzioni)… devi per forza passare a quelli euristici (ie: autostato, grandezze coniugate, etc). Siamo in presenza di un fallimento dell’intero sistema paese; te lo dicono i dati macroeconomici (crescita zero, inflazione della madonna, disoccupazione bestiale), finanziari (borsa: -24% da inizio anno), sociali (7% alla Lega xenofoba e razzista, 2+2% di estremi destra, e comunisti alla fame… il che significa che tra un po’ qualche trozkista diventera’ bombarolo). Leggi razziali. Esercito per strada. Informazione controllata. Parlamento e magistratura inaffidabili. Governo okkupato da piduisti e prestanome (e prestaculi; dipende dal sesso). Risorse naturali in diminuzione (vuoi perche’ finite, vuoi perche’ se le ciuppano i cinesi). Problemi ecologici bestiali (chiamali energia, chiamali terreni-acque-arie e quant’altro contaminate da porcherie varie). E una miriade di persone che ha scambiato il “cogito ergo sum” per “sum ergo cogito”, pur di dare spettacolo… dando vita ad un relativismo etico che fa impressione. E il Papa che ci gioca sopra parlando di “relativismo culturale”; truffaldino… “relativismo culturale” non e’ “relativismo etico” (ma sa perfettamente che chi lo ascolta percepisce il relativismo etico ma non capendone razionalmente il senso inizia ad avversare il relativismo culturale).
E dove questo non ti torna, non puoi (ie: non possiamo) dire ne’ che non e’ vero, ne’ che e’ vero: “Nessun sistema coerente può essere utilizzato per dimostrare la sua stessa coerenza. (ndr: e men che mai la sua incoerenza)” (Kurt - Sindrome di Asperger - Godel)
Filosofia? Allora continua in modo aristotelico…
Pubblicato il 11 08 2008 alle 15:50 quota
Ma secondo voi, TPB fa informazione? e avete veramente paura che su youtube spariscano i filmati di “controinfarmazione”, quelli coè prodotti dai tanti gruppi altenrantivi che vedono complotti dietro qualsiasi cosa?
Io vi dico che se un giorno saranno tolti i filmati degli spettacoli di Beppe Grillo sarà perché l’avrà chiesto lui, per motivi facili da comprendere.
Pubblicato il 11 08 2008 alle 17:02 quota
beh sono tutti giornali stranieri spazzatura? Robe di secondo piano? abbè allora Lei dia un’occhiata a http://www.corriere.it/esteri/08_agosto_09/NBC_ber- lusconi_italia_f636fb1c-6648-11dd-9b77-00144f02aab- c.shtml
Questo nano che porta pure sfiga, vi sta facendo fare la figura dei giullari ovunque. Non guardi me. A me non importa nulla che parlino male dell’Italia se gli italiani hanno scelto un comico tutto preso dai propri interessi (anche in questo ne sono certo) per farsi governare. Non mi sento affatto preso di mira. Lo saranno semmai tutti coloro che lo appoggiano. Mi spiace per Lei se si sente offeso. Io neanche un po’!
Pubblicato il 11 08 2008 alle 20:55 quota
@Daniele:
No, non penso che per ogni cambio di bandiera ci sia un cambio di poteri.
Tutt’altro.
Il mio punto è che Berlusconi controlla la totalità dei media (50% per via politica, 50% per via familiare) e controlla il 90% del mercato dell’intrattenimento audio-visivo.
In sintesi: dietro alla questione di TPB ci saranno certamente le grandi Major, ma non credo abbiano dovuto far sforzi particolari per convincere il nostro crèso nazionale