Sto pensando di realizzare un ebook sui reati informatici (quelli stretto senso: per adesso, no diritto d’autore, privacy, pedoporno, ecc.). Diversamente da Il Minottino, non gratuito (ma, grazie alla forma ebook, di basso prezzo come, giustamente, vuole Simplicissimus), comunque… con una sopresa (che, per adesso, non posso anticipare perché ci sto ancora lavorando).
Taglio pratico più che accademico-giuridico con riferimento a soli materiali online. Che ne pensate?
Tags: simplicissimus book farm
sarebbe un’idea fantastica!
[...] Daniele Minotti, avvocato in Rapallo nonché autore del mitico Minottino, raccoglie pareri sull’idea di una nuova pubblicazione, un ebook dedicato ai reati informatici. Il sondaggio di Daniele è qui. [...]
Tolti diritto d’autore (che in larga parte interessa chi fa p2p e chi gestisce blog), privacy (che interessa chi subisce intrusioni e chi gestisce database di utenti) e pedoporno (che in effetti è problema di basso impatto per chi naviga in rete) che rimane ?
Insomma, di che tratterebbe l’ebook ?
Prenoto una copia… magari con firma. ^__^
Anch’io lo voglio autografato!
@Gianni
Beh, ci sono gli accessi abusivi, malware, danneggiamenti informatici, intercettazione, ecc. Tradotti, poi, in pratiche come DDOS, wardriving, ecc.
@altri
beh… con la firma digitale/elettronica non e’ impossibile…
Comunque, a suo tempo faro’ un indicino in bozza, da sottoporvi, come al solito.
Daniele, è un’idea eccezionale!!! Davvero!!! Se il taglio è quello del Minottino – preziosa guida pratica per addetti ai lavori e non – allora you’ve got my blessing!!!
Sono impaziente…per quando dovrebbe essere pronto questo e-book?
Attendiamo fiduciosi
Circa i tempi, spero di poter stendere un indice provvisorio entro questo mese.
Danke dir!!!
Piace!
ciao, f.
[...] sta pensando seriamente Daniele Minotti, autore del Minottino. Mi pare buona cosa incoraggiarlo! Scritto da [...]
Ehi! Scherzavo! Va a finire che devo scriverlo veramente…
E scherzo ancora… E’ tutto vero, speriamo proprio di farcela.
Le pubblicazioni con taglio per tutti sono sempre utili… pero’ a pagamento la vedo dura (ne strangoli la diffusione)… fallo donationware. Dovresti avere ritorno dallo 0.05% dei lettori effettivi (forse ultimamente anche un po’ di meno visto i tanti buffoni che si stanno travasando in rete; lo 0.05% si misurava tra noi informatici, che conoscevamo cioe’ la quantita’ di lavoro necessario a realizzare un software, sullo shareware all’inizio degli anni ’90)… ritorno che, se l’editoria fosse TUTTA donationware arriverebbe all’80% rispetto agli standard attuali… ma per quello bisogna aspettare che gli editori/distributori/filiera-in-toto abbiano finito i soldini per pagare Ezietto Mazzetto della Federlobby e i suoi colleghi delle altre lobbine… temo servira’ ancora tempo prima che tu possa guadagnare dalle tue pubblicazioni orientate al pubblico generale.
Beh, anzitutto non penso di diventare miliardario con un ebook senza DRM (al massimo, se ricordo bene, un watermark o qualcosa del genere).
Da un lato c’è che non voglio costringere l’editore a lavorare gratis (e per una gloria che sarebbe più mia che sua), dall’altro voglio proprio fare questo esperimento consapevolissimo del fatto che molti non pagheranno.
Poi c’è un’altra cosa, che, però, non voglio/posso anticipare. Anche perché la devo valutare meglio.
Ma no Daniele… ovvio che non si tratta di diventare miliardari. Quello in rete non succede e se succede e’ artificiale (ie: dura relativamente poco e dipende completamente da soggetti terzi). Poi *per esperienza* ti dico che molti non vanno donationware perche’ lo accomunano al chiedere la carita’… nonostante siano due cose nettamente diverse (un conto e’ mendicare a buffo, un conto e’ produrre qualcosa di utile). Fra l’altro il donationware e’ implicito nell’operazione del comprare: compri se attribuisci un valore ad una determinata cosa… e il donationware e’ uguale: doni se hai ricevuto qualcosa di valore. La differenza sostanziale e’ nel fatto che non c’e’ un contratto di vendita… o meglio, c’e’ ma il corrispettivo non e’ obbligatorio.
Proprio perche’ non c’e’ un enorme interesse strettamente finanziario, stabilisci una percentuale con l’editore e buttatevi! Con un pizzico di flessibilita’ dall’editore si puo’ trovare una formula onesta… e Tombolini mi sembra uno aperto (per essere un imprenditore; eheh). La butto lì: fino a X prende tutto lui – così e’ tranquillo di coprire le spese – oltre fate Y% a te Z% a lui… tu calcola il valore che secondo te ha l’opera (calcolalo SOLO in funzione del tuo tempo speso e il valore che dai al tuo tempo; dati da non rivelare) e pubblica una “progression bar” che si riempie mano mano che ricevi la tua percentuale sulle donazioni. E’ un modo come un altro per sensibilizzare sul dovere etico di remunerare gli autori affinche’ producano opere. Se gli autori non iniziano a fare così e’ difficile che quello 0.05% arrivi ad essere l’80%… crolla prima il mercato…
p.s.: quanto al drm… che lo chiami watermark non cambia molto. Un watermark e’ un drm metrico… ma sempre un drm e’. Chiariglione sono 2 anni che cerca di spacciare un drm di stato dicendo che la “r” sta per “rights” e non per “restrictions”… dai su… non ci raccontiamo balle.
Ordine di prezzo?
C’e’ l’opzione donationware, ma, come intuito da mfp, non mi fa impazzire, proprio per i motivi esposti. Pero’, potrei anche ripensarci (ma c’e’ anche l’editore).
Prezzo di copertina possibile se non lo si facesse donationware? Diciamo 5 euro, per ipotesi.
Se abiliti un qualsiasi sistema di pagamento sul blog te li lascio anticipati prima che cambi idea
Dove lo troviamo un libro sui reati informatici a 5 euro? Anche un libro più scarso di quello che sarà capace di scrivere Daniele, I mean.
Ciao, buon lavoro
Non posso che incoraggiarti, sarebbe un’ ottima cosa!
G.
Ciao Daniele. L’idea mi sembra ottima. Se hai bisogno di una mano fammi sapere.
Un saluto!
Ciao Daniele, ottima idea!!! Sicuramente il formato digitale sarà quello più IN!!!Buon lavoro
per me è un’ottima idea e se hai bisogno fai un fischio
Ah, poi, parlandone in giro, vengono fuori anche altre idee. Abbastanza faraoniche, per la verita’… vederemo, spero di non strafare…
Io preferisco i libri di carta, almeno per quello che riguarda il diritto. Il mercato, nel quale il processo di pubblicazione inserisce un testo, garantisce almeno un minimo di credibilità (a meno che non siano autofinanziati, magari con fondi pubblici): un libro brutto, semplicemente, alla lunga non rende e non vende.
Gli argomenti scelti sono quelli relativi al canale di trasmissione, in senso lato. Un ebook sui reati in reti telematiche insomma. Gli argomenti esclusi, per contro, sono relativi ai contenuti della comunicazione. E’ una distinzione un po’ forzata naturalmente, ma mi pare permetta di individuare un potenziale pubblico tra gestori ed amministratori di reti (dalla piccola azienda all’ISP).
Ho fatto la mia proposta su una distinzione (classica) giuridica. Ma siccome il mio *target* non sono i giuristi, ogni diverso consiglio e’ sempre ben accetto
Intendevo dire che la *mia* distinzione (reati di canale versus reati di contenuto) è forse forzata rispetto alla materia del “Minotti on Netcrime”, ma mi permette di immaginare meglio che tipo di testo sarà e come, sperabilmente, mi sarà utile (come netadmin pubblico potenziale).
Confermo che, al di là delle nostre diverse classificazioni, il mio target è individuato in persone che hanno il tuo ruolo.