:.:.: (il blog di) Daniele Minotti

diritto delle nuove tecnologie e altro

Info sulle revisioni de “il Minottino”

Considerato che, nella pagina apposita e in privato, mi hanno convinto della necessità di correzioni e/o specificazioni, ricordo che “il Minottino”, anche per la sua immaterialità (nel senso che non è a stampa se non per opera di chi lo scarica), è un work in progress (specie nel suo primo periodo di vita). Penso che, presto, sarà rilasciato nella sua rev. 1.0.1. (forse 1.1.1).
Spero non vi siano problemi anche perché informerò tempestivamente dopo aver fatto caricare i nuovi file.

Il Minottino su ISSUU - UPDATED

Nikink ha reso disponibile Il Minottino su ISSUU. Grazie, sembra fin bello.

Aggiornamento: QUI c’è il mio account ISSUU, sempre con le versioni aggiornate.

La sentenza di appello sul caso Vierika

Ictlex pubblica la sentenza resa in appello sul caso “Vierika”, prima causa italiana per malware (quella di primo grado è QUI).
Sunto:
- per la Corte bolognese, la diffusione di in malware (worm) rimane sempre accesso abusivo ex art. 615-ter c.p. in quanto il programma è stato creato proprio per intrufolarsi nel sistema altrui;
- nel caso concreto, i Giudice felsinei hanno accertato che il worm non ha causato un danneggiamento (inteso anche come modificazione, aggiungo “apprezzabile”) dei sistemi; ne consegue che non sussiste la relativa aggravante e, pertanto, in assenza di querela occorre dichiarare il “non doversi procedere”;
- Vierika ha, comunque, determinato un’alterazione dei sistemi; pertanto, resta ferma la rilevanza della seconda imputazione, cioè quella corrispondente all’art. 615-quinques c.p.
Io sono un po’ perplesso, forse per “bastianite contraria”.
Mi pare che la Corte di Appello non abbia preso nella dovuta considerazione il bene protetto dall’art. 615-ter c.p. e, comunque, la condotta tipizzata dalla norma.
Sull’aggravante di quest’ultima e l’art. 615-quinques, poi, c’è un po’ una contraddizione. Non vedo una grossa differenza tra “modificazione informatica” e “alterazione”.
Approfondirò, approfondiremo.

Big Brother Award Italia 2008

Assegnati, come già molti sanno, i Tapiri d’oro della privacy.
Significativa la presenza pubblica (consacrata, ma il concorso era già chiuso, dalla vicenda dell’Agenza delle Entrate).
Meritatissima la vittoria dei RIS di Parma. Perché non è che se hai le stellette allora puoi farti la tua bella banca dati… specie se riguarda dati genetici, delicatissimi…

Il Minottino è online!

Ora si può scaricare, QUI. Per critiche, commenti e altro, andare all’apposita pagina.

Presentazione de il Minottino livestream

Intorno alle 16.30, sul blog di simplicissimus, QUI.

Atto erotico virtuale e cibernetico

Mumble, mumble…

(via Corriere)

P.S.: Nel titolo (ora corretto) mi era venuto fuori anche un lapsus…

E-privacy 2008

Tocca anche informare che la mia partecipazione a e-privacy 2008 (domani) è parecchio in forse.
Nel caso interessi.
Mi scuso pubblicamente con Marco Calamari e tutto lo staff. Come si dice - questa volta sinceramente - sono mortificatissimo.

Incontro AIGI del 20 maggio: rinviato

Mi riferisco a questo. Rinviato e non cancellato. Darò notizie.

Agenzia delle Uscite

Oramai, tutti sanno del provvedimento del Garante (peraltro, ampiamente ”annunciato” sin dal 30 aprile) che ha ritenuto illegittima la pubblicazione telematica dei redditi.
In sostanza, contrariamente a quanto sostenuto dall’Agenzia delle Entrate, quelle modalità non erano previste (da leggi tributarie o dal CAD). Dunque, chiudiamo tutto.
Eventualmente se ne potrà parlare per le riforme future. La legge, al momento, è questa. Il resto è scelta futura: di opportunità, di riservatezza, di trasparenza, di politica. Non mischiamo le due cose. Sono piani molto diversi. Sulla legge vigente, c’è poco da dire, in un senso o nell’altro. Su quella che, eventualmente, verrà, si discuta pure. E tutte le opinioni sono rispettabili (anche se mi sembra di poter dire - pur sulla base dei sondaggi dei vari quotidiani - che l’Italia è un po’ spaccata). In linea di principio, non posso che concordare con Manlio circa l’inesistenza di una “cultura della privacy”. Io, però, mi auguro anche che non si scada all’opposto.
Comunque, dal provvedimento del Garante alla certa rilevanza penale o civile dei fatti, ce ne passa parecchio. Ancora una volta, parlare in termini di “Via ai risarcimenti” è cosa profondamente sbagliata. E non soltanto per le certezze che si comunicano con la notizia.
L’automatismo non c’è, in primis e soprattutto, per Visco in capo al quale ipotizzare (parlando del penale) il dolo (specifico) richiesto dalla legge è letteralmente ridicolo. In civile, poi, occorre dimostrare molto, ma veramente molto.
Quanto agli utenti eMule o, comunque, agli altri che hanno diffuso, il discorso non è tanto diverso. Piaccia o no.
Non dico che quanto accaduto sia una bella cosa. Il punto è che certe conseguenze non sono automatiche e non si possono garantire se la legge è questa.
E, allora, potrei anche essere d’accordo con Andrea il quale afferma che i fatti recenti hanno svelato i limiti punitivi della disciplina vigente. No, io non penso che ci siano grossi buchi nella disciplina della privacy e, sicuramente, non invoco la galera.
Per il penale, contrariamente a quanto affermato da Andrea, il caso concreto non è carente sotto il profilo di un dolo generico (coscienza e volontà, da parte di Visco & Co. della condotta “scellerata”), ma sotto quello, diverso e più particolare, del dolo specifico (di profitto o di danno). Impossibile ricondurlo ai predetti accusati. E profitto e danno non sono elementi della fattispecie, sono soltanto “scopi” prospettati dall’agente che non necessariamente si devono realizzare. Deve, invece, concretizzarsi il nocumento che, secondo la Cassazione (criticabile) coincide con quello patrimoniale.
Tanto meno il buco sussiste in civile dove - caso piuttosto raro per fatti non costituenti reato - si concede, in alcuni casi, anche la risarcibilità del danno non patrimoniale (art. 15). Mi sembra che, acclarate violazioni a parte, della prova del danno non si possa fare a meno. Perché ciò succede in tutti i casi di responsabilità civile. Così, condivisibilmente esclusivamente sul punto, Giancarlo Ferrero in una lettera a Repubblica riprodotta da Luca Sofri, pur con un titolo non corretto (di Sofri o di Repubblica).
Il diritto è una cosa seria.