:.:.: (il blog di) Daniele Minotti

diritto delle nuove tecnologie e altro

Minotti NON è contro le Creative Commons

Con questo titolo voglio definitivamente sgomberare il campo da certi malintesi.
A parte i commenti a questo post (mi spiace, alcuni poco centrati sulle vere questioni giuridiche), sono risalito anche ad un thread che parte da QUI (perlatro, leggendo mie affermazioni mai fatte, qui o altrove).
I casi sono due: non so scrivere, non so spiegare oppure, dall’altra parte, non si sa o non si vuole capire. Nel dubbio, faccio qualche riflessione in più. In parte, ci riprovo.
Venerdì ero a Pula (CA) per un seminario di cui ho già parlato. Si è discusso, come da programma, di editoria digitale ed io, provedibilmente, mi sono occupato degli aspetti giuridici (anche se ho cercato di non far addormentare l’uditorio sparandogli una compilation di leggi borboniche). Ed è uscito proprio il nodo delle CC, riscontrando che non sempre coloro che le adottano hanno le idee chiare, anzi tendono a seguire gli altri, fidandosi. Io, invece, cerco di mantenere sempre un atteggiamento critico (non distruttivo), almeno per le cose che conosco.
Mi è stato detto (non in quella sede) che non ha alcun senso dire che una licenza va contro il diritto. Appunto, perché non può andare contro il diritto. Insomma, la mia riflessione sarebbe inutile.
Io non penso che sia inutile affermarlo. E’ vero che tra legge e licenza in caso di contrasto vince il primo (l’avevo chiarito, sebbene fosse ovvio), ma non dobbiamo dimenticarci che le mie riflessioni nascevano dal caso PaulTheWineGuy vs. BlogBabel che, in un primo tempo (poi, Paul ha chiarito nei commenti), sembrava da ricondurre ad una violazione della licenza CC adottata dal primo.
Circoscriviamo il problema. Le licenze CC riguardano fondamentalmente tre punti: la paternità dell’opera, il diritto di rielaborazione, gli usi commerciali. Nulla da dire sul primo (anche perché CC non mette un’alternativa, essendo la paternità - come diritto morale - inalienabile, ecc.). I problemi escono fuori con il secondo e il terzo punto. In particolare, mi sta a cuore l’uso commerciale.
Io, che pure ho adottato una certa CC (che rivedrò), non posso impedire certi usi anche commerciali (ad esempio, da parte di un giornale). Meglio si spiega l’art. 70, comma 1, l.d.a.

“1. Il riassunto, la citazione o la riproduzione di brani o di parti di opera e la loro comunicazione al pubblico sono liberi se effettuati per uso di critica o di discussione, nei limiti giustificati da tali fini e purché non costituiscano concorrenza all’utilizzazione economica dell’opera; se effettuati a fini di insegnamento o di ricerca scientifica l’utilizzo deve inoltre avvenire per finalità illustrative e per fini non commerciali”.

Ecco. Quando un certa licenza CC vieta ogni uso commerciale, in realtà va contro la legge. Soccombe, certo, ma il problema è che chi non conosce la legge potrebbe ritenere, pur in buona fede, di essere nella ragione. Con conseguenti malintesi, pasticci, ecc.
Mi fa piacere che qualcuno (col quale, in passato, ci siamo anche presi) abbia inteso perfettamente i miei intenti e le mie idee.
Ora, spero di essere stato chiaro anch’io.

27 Commenti »

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27 Risposte a “Minotti NON è contro le Creative Commons”

  1. .mau. dice:

    Non riesco però a capire il problema… immaginavo che quando io scrivo “niente usi commerciali” questo valga per quanto non normato dalla legge: l’importante è non fare una figuraccia dicendo a qualcuno “hai violato la mia licenza CC” quando in realtà ha semplicemente seguito la legge.

  2. Daniele dice:

    La licenza, almeno quello che puoi leggere se clicci sulla pecetta, non specifica ed e’ questo il punto.
    Per il resto, pare che un malinteso del genere ci sia gia’ stato. Vedi Casa Pannella, anche se non conosco perfettamente il caso.

  3. Gianni dice:

    Da lettore abituale dei tuoi scritti posso affermare in tutta tranquillità che sei stato molto chiaro oggi, ma non altrettanto chiaro l’altra volta.

    O meglio: l’argomento era intavolato sulla base di considerazioni su Blogbabel e il discorso si è apliato sulle CC, però si è ampliato con frasi nette tipo “Io non ho mai amato le licenze Creative Commons” e anche “le ho messe anch’io per quel fondamentale e imperdonabile errore che si chiama omologazione e che mi ha fatto perdere di vista la mia cultura giuridica”, oppure “Sebbene le licenze Creative Commons rappresentino una comoda (in prima battuta) standardizzazione, mi pento di averle messe e vi spiego anche il perché.”.

    Credo a causa di questi punti, sei stato un pò frainteso, soprattutto per chi vede nelle CC un valore sociale prima di un “disvalore legislativo” ;)

  4. Daniele dice:

    Guarda, Gianni. Apprezzo le tue osservazioni, ma devo anche dire che se parliamo di diritto l’interlocutore deve essere preparato (specie se si fa portatore di licenze per opere dell’ingegno, argomento molto specifico).
    Forse, sarò stato poco chiaro, ma devo dire che ho dato per scontata una cultura giuridica che non c’è, ma che dovrebbe esserci da parte di chi ha la pretesa di fare diritto.
    Lo dico con profondo rispetto, ma non penso sia un caso che il vertice di CC Italia non sia un giurista. E così succede per altri ambiti che vogliono fare diritto.
    E’ troppo comodo inebriarsi per un valore sociale; inevitabilmente occorre fare i conti con la legge. E questo, se permetti, è il nostro mestiere. A prescindere dagli errori che anche noi possiamo fare, beninteso.

  5. riccardo dice:

    Scusa ma la scritta “tutti i diritti riservati” (milioni di siti nel mondo la riportano) va contro la legge e poi soccombe? Oppure non va contro la legge? Non la prendere per una provocazione, per favore, voglio solo capire il senso del tuo ragionamento. Grazie.

  6. MArco dice:

    “Forse, sarò stato poco chiaro, ma devo dire che ho dato per scontata una cultura giuridica che non c’è, ma che dovrebbe esserci da parte di chi ha la pretesa di fare diritto.”

    Tanto per dire la mia, io sono abbonato ai feed del tuo blog e lo leggo sempre, non sono un giurista, ma avendo vissuto per due anni con studenti di giurisprudenza so quanto il tema del diritto sia lontana dal senso comune di noi comuni mortali…

    Essendo questo un blog ed essendo accessibile da qualsiasi persona di qualsiasi formazione qalche incomprensione ci può stare: quel post poteva essere frainteso. Ben venga un secondo post di chiarificazione.

  7. Gianni dice:

    Sulla competenza tecnico-legale del vertice di CC Italia non mi posso esprimere, visto che non li conosco nè conosco i loro eventuali consulenti.

    Certo dal lato prettamente tecnico hai le tue ragioni, però va considerato quello che scrive MArco (che quoto nella parte finale del suo post):
    Il blog è letto da moltissime persone, anche non tecnici (io sono tra questi, in un certo senso) e la “valutazione” dei pareri da te espressi chiaramente non si baserà mai sulla sola interpretazione “codice alla mano”, specie per temi sociali come le CC, benviste e sostenute dal 90% dei blogger non stipendiati in rete (milioni di persone insomma)

    Poi è anche vero che se una legge è ritenuta non equa, risulta certamente inutile scagliarsi contro chi ne parla in tema di applicazioni pratiche.
    Al limite va sistemata la legge (o sistemate le CC, in questo caso)

  8. Daniele dice:

    @riccardo
    Ascolta, Riccardo. Io penso di capire chi sei (lo deduco dall’email che è visibile soltanto a me), dunque so che di certi principi ne sai sicuramente più di me.
    Allora, in buona sostanza parliamo delle regole dei contratti, degli atti unilaterali, ecc.
    Un contratto può essere, anche soltanto in parte, contra legem. Giusto? Il che ha le sue conseguenze. Il contratto è esistente, è contra legem e non si applica, se salvabile, in quella parte. Il mio ragionamento è questo. Sbaglio qualcosa?

  9. Daniele dice:

    @Gianni e MArco
    Ok, ragazzi, avete ragione (uffa… ;-). La prossima volta sarò più chiaro e completo. In effetti, questo blog non è tanto destinato ai giuristi (i quali ne sanno più di me), quanto a coloro che hanno meno cognizioni giuridiche. Proprio per questo non si possono dare per scontate alcune cose.
    Per il resto, ribadisco che non ho alcuna critica da fare al team di CC.
    Conosco qualcuno, mi risulta che il prof. De Martin sia persona notevole e rispettabilissima. Soltanto, questa cosa dei limiti che contrastano con le concessioni della legge mi ha lasciato un po’ cosi’. Penso - ma non perche’ abbia capito tutto dalla vita - che per rendere un servizio migliore, dovrebbero rivalutare quegli aspetti. Proprio perche’ l’idea di CC vuole essere *popolare* (nel senso buono, della diffusione piu’ ampia) senza tutti i cavilli che riguardano noi giuristi.

  10. Marco dice:

    Mah io tutta questa storia mica l’ho ben capita… mi sembra frutto di quella meravigliosa arte dello spaccare il capello in cento parti e vederne ognuno la parte che più gli aggrada che è tipica di (noi) avvocati e giuristi in genere (e che al contempo tanto ci rende odiosi ed odiati dalle altre categorie).
    Il problema licenze cc / utilizzazioni libere (eccezioni e limitazioni… se no parte magari un’altra polemica) è “risolto” (non che ce ne fosse bisogno) dal testo stesso della licenza… e non solo dal “legal code” (che magari nessuno si legge… compresi gli errori che ci sono dentro) ma anche dal “riassuntino” che chiunque può leggere schiacciando il relativo bottone.
    I problemi (giuridici) delle licenze CC nel nostro ordinamento sono ben altri a mio avviso… attengono alla loro natura giuridica (atti unilaterali di disposizione o contratti), alla forma scritta e via discorrendo… ma sono problemi comuni a tutte le licenze generali pubbliche e non solo alle CC.
    Detto questo… siamo convinti che la perfezione giuridica (se mai raggiungibile) sia così indispensabile?

  11. Daniele dice:

    @Marco
    Vero che i problemi possono essere altri, ma in questa sede ho circoscritto. Soprattutto, ho valutato un caso concreto di discussione (pur con le precisazioni di Paul). Non mi sembra di essere un onanista del diritto.

  12. riccardo dice:

    Secondo me ha ragione Marco. La licenza CC sarebbe contra legem se prevedesse limiti alle libere utilizzazioni. Invece, non prevede questi limiti (anzi, dice espressamente di non porre limiti alle libere utilizzazioni!) e quindi non vedo perché dovrebbe essere contra legem.
    Contra legem può essere, che so, una clausola di limitazione di responsabilità che non preveda l’eccezione per colpa o dolo.
    Altrimenti bisogna arrivare alla conclusione che qualsiasi licenza è contra legem, compresa la formula “tutti i diritti riservati”.
    E a quel punto il senso della critica qual’è?
    E’ come accusare un uomo di avere 2 gambe. :)

  13. Daniele dice:

    Uhm… Andiamo dritto al caso concreto.
    Dico qualcosa di sbagliato affermando che se una licenza vieta (genericamente) ogni sfruttamento commerciale malgrado la legge lo permetta (in alcuni casi, a determinate condizioni) allora e’ contra legem?
    E se si’, perche’?
    Scusate, non per avere a tutti i costi ragione, ma ora mi viene il dubbio di non aver compreso il vostro discorso.

  14. Marco dice:

    Dico qualcosa di sbagliato affermando che se una licenza vieta (genericamente) ogni sfruttamento commerciale malgrado la legge lo permetta (in alcuni casi, a determinate condizioni) allora e’ contra legem?

    No, diresti una cosa giusta solo che le CC non commercial non vietano genericamente ogni utilizzo commerciale dell’opera ma solo quelle utilizzazioni commerciali che non siano coperte ( e dunque legittimate) dalle disposizioni in tema di “eccezioni e limitazioni” ai diritti di utilizzazione economica da parte dell’autore.

    P.s.: onanista del diritto è fantastico :-)))

  15. riccardo dice:

    Nel caso concreto c’è una licenza che vieta gli usi commerciali e premette che le libere utilizzazioni non sono messe in discussione.
    Se quella licenza è contra legem, allora come dovrebbe essere scritta una licenza per non essere contra legem?
    C’è ua soluzione che dia un senso alla tua critica? :)

  16. Daniele dice:

    @Marco (ma rispondo sostanzialmente anche a Riccardo)
    Eh… potevo mica scrivere *pipparolo*…
    Anyway, secondo me c’è una forte discrepanza tra Commons Deed (che è quello che la gente guarda/intende) e il Legal Code (che è quello che la gente dovrebbe leggere, ma si sa che abbiamo semrpe poco tempo…).
    I Commons Deed, in certe versioni (ad esempio, la mia), sembrano contrastare con le libere utilizzazioni di legge nel senso che non specificano questa cosa.
    Il Legal Code chiarisce certe cose al punto 2. Ma al punto 4 sembra immediatamente smentirsi.
    Non so… questo testo può causare malintesi.
    Il punto è, ma non voglio fare il furbetto, che nel mio post originario mi sono riferito ad un interpretazione che potrebbe essere contra legem e, comunque, ad un caso concreto (poi ridimensionato, comunque valido per lo spunto).
    Ce l’abbiamo fatta? ;-)

  17. Daniele dice:

    Ecco, ho un’idea/proposta (i miei intenti erano quelli).
    Per i Commons Deed proponiamo questa versione?
    *Non commerciale. Non puoi usare quest’opera per fini commerciali salve le libere utilizzazioni.* (E’ molto piu’ chiaro).
    Per il Legal Code, un po’ piu’ di precisione. Il punto 2 chiarisce, ma subito dopo viene smentito dal punto 4 (il che puo’ lasciare dubbi interpretativi).

  18. Daniele dice:

    Tiè ;-) http://www.minotti.net/licenza-duso/

  19. Marco dice:

    I Commons Deed, in certe versioni (ad esempio, la mia), sembrano contrastare con le libere utilizzazioni di legge nel senso che non specificano questa cosa.

    Non quale sia la tua… ma nella mia è specificato :-)
    http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.5/it/
    comunque direi che si sta nettamente sconfinando nell’onanismo… quindi STOP AI COMMENTI DA CASA :-)

    @Riccardo: concordo sulla richiesta di precisione, però non mi pare che il punto 2 e il punto 4 del legal code si contraddicano!

  20. Daniele dice:

    I Commons Deed, in certe versioni (ad esempio, la mia), sembrano contrastare con le libere utilizzazioni di legge nel senso che non specificano questa cosa.

    Non quale sia la tua… ma nella mia è specificato :-) http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.5/it/
    comunque direi che si sta nettamente sconfinando nell’onanismo… quindi STOP AI COMMENTI DA CASA :-)

    @Riccardo: concordo sulla richiesta di precisione, però non mi pare che il punto 2 e il punto 4 del legal code si contraddicano!

    @Marco
    Sono io ho che ho notato il contrasto (apparente?). Se, adesso, attribuisci le minottate a Riccardo oltre a violare i diritti morali, mi si butta dalla finestra.
    Per il resto, o sono ciecato oppure non vedo specificazioni, nei Deeds, della possibilitaà di libere utilizzazioni _commerciali_.

  21. riccardo dice:

    x Marco:
    Guarda che è Minotti che ha detto che i punti 2 e 4 si contraddicono! :) Leggi sopra.

    x Daniele:
    Mi pare di capire che prima di criticare non ti sei documentato sufficientemente (perché nel commons deed c’è scritto chiaramente ciò che tu ritieni altrettanto chiaramente che non vi sia!).
    E non so nemmeno come fai a dire che c’è contraddizione tra i punti 2 e 4. E’ come dire che gli articoli della LDA contraddicono sé stessi quando parlano di libere utilizzazioni dopo avere parlato dei diritti dell’autore. :)

  22. Daniele dice:

    @Riccardo
    Porca miseria, ho prenotato una visita dall’ottico, ma proprio non vedo la specificazione nei Deeds circa le ultizzazioni commerciali. Se me la copi e incolli, per cortesia.
    Circa le contraddizioni del code, giustamente la legge antepone la regola e, poi, fissa le eccezioni. E’ elementare questione di tecnica di redazione normativa (oltre che di logica).Tutto ciò può creare confusione (e, puntualmente, ne ha già creata). Questo è sempre stato il mio pensiero.

  23. riccardo dice:

    Stai per caso dicendo che la frase
    “Le utilizzazioni consentite dalla legge sul diritto d’autore e gli altri diritti non sono in alcun modo limitati da quanto sopra.” non riguarda anche le libere utilizzazioni commerciali?

  24. Marco dice:

    Stai per caso dicendo che la frase
    “Le utilizzazioni consentite dalla legge sul diritto d’autore e gli altri diritti non sono in alcun modo limitati da quanto sopra.” non riguarda anche le libere utilizzazioni commerciali?

    E certo! Riguarda tutto quello che c’è scritto nel capo V (e qualcosina anche altrove) della l.d.a.!

  25. Daniele dice:

    Io lo sapevo che non dovevo scrivere questo post. Spero di chiarire, invece ho creato maggiore confusione.
    Comunque, la frittata è fatta, peggio per me.
    Ritorniamo a noi. Visto che non mi piace raccontare frottole, preciso che non avevo visto quella frase.
    Senza voler fare il furbetto (apprezzerete la mia onestà), il problema rimane (pur se ridotto, come dirò). Certo che quella frase fa rinvio anche alle utlizzazioni commerciali (anzi, fa riferimento a tutte le eccezioni della legge).
    Ma, se mi si legge bene, io ho parlato di specifici chiarimenti sulle utilizzazioni commerciali.
    Penso di aver detto più volte che il problema non è tanto la licenza di per sé, ma l’interpretazione che viene data.
    Ripeto, tutto nasce da un caso concreto dove si era posto questo problema. E, credetemi, sono molte le persone che utilizzano le CC con quella regola che, però, vedendosi, ad esempio, citati commercialmente si incavolerebbero (pur in buona fede).
    Vogliamo fare un sondaggio?
    Se leggete anche la risposta che ho dato a De Marin, capirete che il problema è sempre stato quello.
    E’ troppo forte il messaggio NO Commerciale per essere vinto efficacemente (e non parlo di eventuali giudizi, ma del primo acchito di un utente normale) dalla precisazione di cui sopra, specie quando c’è così tanta ignoranza (comprensibile, vista l’intricatezza delle nostre leggi).
    No so. Io, francamente, non sono qui per aver ragione o meno. Ho cercato di dare una risposta ribadisco ad un caso concreto su un problema che, secondo me, esiste.

  26. Daniele dice:

    A riprova del mio pensiero sul punto *commerciale*, vi invito a leggere le precisazioni sulla mia licenza fatte prima di leggere la frase incriminata.

  27. Andrea dice:

    Scusa l’intromissione, forse non è proprio il posto adatto dove chiedere certe cose, ma ci provo lo stesso vista l’impressione positiva avuta leggendo i post del blog.Sono uno studente del corso di Laurea Specialistica in Design del prodottoc/o l’ISIA di Firenze. Sto facendo un blog insieme ad un compagno di studi, da un lato per “pubblicizzare” i lavori fatti durante il corso degli studi e dall’altro per effetture una specie di feedback diretto con i professori utilizzandolo come “luogo” di revisione progetti (richiesto da un prof per effetturae un esame). La mia conoscenza del diritto anche dovuta agli studi precedenti non è per niente sviluppata, e visto che dovremo pubblicare sul blog progetti e lavori, frutto degli anni di studio vorrei sapere come è possibile tutelarsi.Vagando in internet ho notato il sistema delle Commons Creative License ma avrei bisogno di un consiglio, anzi una vera e propria indicazione precisa su quali sistemi adoperare e come per tutelarmi, e come indicarli nel blog sotto la voce “note legali”. Se possibile anche un piccolo aiutino per materiale da inserire soto la voce “privacy”.
    Grazie mille e scusate ancora il disturbo.

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