Privacy e competenze
Martedì 18 Marzo 2008 alle 16:46
Pubblicato da Daniele
Pubblicato da Daniele
Oggi, in un esercizio commerciale.
Legenda
C = Commerciante
M = Minotti
C: Ecco, se vuole la carta fedeltà deve firmarmi la privacy.
Minotti tituba un po’ e, soprattutto, legge.
C: Legga pure, eh. Faccia con comodo, si figuri.
M: Mah, sa… E’ che mi occupo un po’ della materia, per lavoro.
C: Ah! Allora è un commercialista!
M: @#@##@@###!!!
21 Commenti »
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Pubblicato il 18 03 2008 alle 17:43 quota
…appunto
è un po’ che dico che mentre molto avvocati si lamentano che la professione è troppo affollata, che bisogna tornare i minimi obbligatori, che bisogna eliminare la formazione obbligatoria …. che - in sintesi - bisogna tornare ai fasti del passato (quali fasti? i fasti di quando comunque l’avvocato lo facevano solo quelli che erano già ricchi di loro?) hanno praticamente abbandonando il settore della consulenza.
Oggi in italia la consulenza legale la fanno tutti, tranne gli avvocati.
La massa della consulenza alle PMI la fanno, appunto, i commercialisti (che la fanno pure male), la fascia “alta” (societario e transazioni immobiliari) la fanno i notai, ma poi anche i consulenti del lavoro, i consulenti in marchi e brevetti (i “patentari”, non sempre laureati in legge) i gometri, gli ingegneri (molti “patentari”, appunto, ma anche la fascia “alta” dei consulenti in materia di privacy, siucurezza sul lavoro e, ora, anche 231)
devo continuare?
Pubblicato il 18 03 2008 alle 18:09 quota
Beh, purtroppo, a causa della portata delle norme sulla privacy, è mia opinione che molte categorie si occupino “un po’ della materia” per lavoro. Mi pare ci siano molti adempimenti di cui si dovrebbe occupare ad esempio un sysadmin, spingendolo a studiarsi la materia. (Non credo che un avvocato si occupi di gestire le politiche di rinnovo della password di un account :p )
Che poi ci siano altri professionisti (a prescindere dall’albo) che sconfinano, sicuramente è dimostrazione della scarsa professionalità e serietà di una persona. Francamente non punterei il dito contro una o più categorie, anche perché spesso capita che sia la persona stessa che ha la necessità di una consulenza a non “voler spendere altri soldi” e a tentare di ottenere pareri, anche non qualificati, a soggetti con cui ha già un rapporto di lavoro.
E non capita solo con le consulenze, nell’ambito della realizzazione di siti web le prime cose che mi vengono in mente a subire questo stesso trattamento sono le foto o le traduzioni dei testi.
Pubblicato il 18 03 2008 alle 18:51 quota
gestirele no, di sicuro, ma un giretto da un legale prima di scrivere una policy aziendale - potendolo fare - gioverebbe senz’altro
qui cogli un punto molto importante per spiegare perchè i commercialisti (che il diritto lo studiano poco) di fatto fanno la maggior parte della consulenza legale (e talvolta fanno danni)
Ma - mi chiedo - studi misti di commercialisti e avvocati proprio non si possono fare?
ciao
Pubblicato il 18 03 2008 alle 21:33 quota
@Fantomuis
Ferma un po’ il carro, prima di sentenziare.
Nel mio post si parla di consenso e informativa (era sottinteso…). E non dirmi che il *mitico sysadmin* ne sa piu’ di me. Lo dico con sprezzante presunzione.
Se, poi, vogliamo parlare di quella parte (limitata) che riguarda la sicurezza informatica, bene dovremmo vedere se certi avvocati ne sanno di piu’ di certi informatici. E viceversa. Astrattamente, eh. Perche’ non basta sapere *la 196* per dire che si e’ capito il diritto, come, probabilmente, non basta sapere usare Word per dire che si e’ capito un sistema operativo.
Bene, io ti dico che posso occuparmi di questioni di rinnovo password, almeno in Windows, per Linux mi sto attrezzando (poi, ovviamente, ci sono molti informatici che neppure sanno cos’e’ Linux e/o MacOS).
In situazioni complesse, mi sono sempre appoggiato ad un tecnico dal quale non ho mai preteso interpretazioni di legge.
Pubblicato il 18 03 2008 alle 21:54 quota
In tutta onestà: chi si sente *davvero* al sicuro trattando dati che riguardano “la 196″ senza aver prima sentito un avvocato ?
Personalmente gestisco un sito web e ho un amico che gestisce il suo bel negozio con tessere per il noleggio video.
Tutti e due abbiamo chiesto, prima di muoverci, sia al legale di turno che al commercialista.
Ben venga chi sa fare un pò tutto, dalla gestione della password, al disclaimer sul sito fino ai conti per i moduli fiscali, però… penso che ognuno, alla fine, debba fare il suo mestiere.
Del resto non credo che qualcuno si rivolgerebbe al suo commercialista se volesse metter mano all’interfaccia di accesso sicuro sul suo portale…
(o si ?)
Pubblicato il 18 03 2008 alle 21:58 quota
P.s.
Daniele dì la verità: questo post è una scusa per introdurre il tuo nuovo campo di competenza: hai deciso di lasciare l’ingrato lavoro dell’Avv. per passare al più remunerativo impiego del Comm. (che tra parentesi, al contrario di un legale, nel 95% dei casi non si assume responsabilità risarcitoria in caso di danno per opera prestata….)
Pubblicato il 18 03 2008 alle 22:02 quota
Gianni, io la penso cosi’.
Se parliamo di *privacy* (che, comunque, e’ un termine non correttissimo), due sono le figure: giurista (non dico avvocato) e informatico (se ci sono delle questioni di sicurezza informatica).
Poi, se uno va dal commercialista o dal consulente del lavoro perche’ hanno i *moduli* precompilati che costano meno di una consulenza vera (spesso, chi ha i moduli si fa pagare il costo fotocopia con adeguato e ladresco ricarico), e’ un altro discorso.
A casa mia, se chiedo di tasse vado dal commercialista, se chiedo di computer vado dal tecnico, se chiedo di diritto vado dal giurista (i.e.: laureato in giurisprudenza, possibilmente non triennale come s’usa ora).
Pubblicato il 18 03 2008 alle 22:57 quota
Gianni, se hai proprio voglia di litigare, basta dirlo
Pubblicato il 18 03 2008 alle 23:44 quota
@Daniele
Lungi da me sentenziare, anzi, quello che intendevo fare era “bonariamente” giustificare MrCommerciante per il fatto che al di fuori del mondo giuridico la disciplina della privacy e dei dati sensibili ha creato tanta confusione che si è perso di vista quello che deve essere il soggetto professionale cui fare riferimento… e lo dico principalmente da “utente”.
Non l’ho detto infatti… e non intendevo neanche dirlo.
L’esempio delle pw e relativo sysadmin era semplicemente per osservare che le figure che sono implicitamente o esplicitamente tirate in ballo sono molteplici e per questo il SigCommerciante può essere tratto in confusione.
Forse precedentemente non mi sono espresso in maniera corretta ma non intendevo _assolutamente_ affermare che per una consulenza in merito a trattamento di dati sensibili si possa andare da un sysadmin piuttosto che da l’omino che monta l’armadietto del server o dal signore che ti porta gli estintori revisionati… semplicemente che c’è molta gente confusa in merito.
Pubblicato il 18 03 2008 alle 23:50 quota
@Fantomius
Scusami, probabilmente ho reagito male io anche perche’ la cosa di oggi descritta nel post mi ha fatto un po’ girare (non con te).
Ma ha ragione il saggio Dok: sempre colpa nostra, ce lo meritiamo.
Pubblicato il 19 03 2008 alle 0:16 quota
Secondo me è perché di questi tempi la gente in generale nel subconscio “teme” più il commercialista dell’avvocato…;-*
Pubblicato il 19 03 2008 alle 0:32 quota
@Mitì
Uhmmm… Al solito, mi inquieti…
P.S.: Stasera, con un’amica, parlavo di un aglio, olio e peperoncino… che bisogna farlo…
Pubblicato il 19 03 2008 alle 8:23 quota
La triennale credo che sia l’espressione massima dell’Italiano Medio, dei suoi desideri in campo lavorativo/economico.
Però il Sig. Schioppa (se non erro) disse che l’introduzione del “corso breve” avrebbe giovato all’economia, quindi c’è da stare allegri
P.s.
Più che litigare, discutere.
Però al limite, se finiamo a litigare, ho un vicino di casa che fa l’arrotino.
Pure lui ha dei moduli prestampati.
Nel caso si finisca in aula per derimere la questione fammi sapere, che ne acquisto un fascetto
Pubblicato il 19 03 2008 alle 8:44 quota
Chi sta litigando?
Pubblicato il 19 03 2008 alle 14:53 quota
Nessuno, era una battuta rimasta orfana
Pubblicato il 20 03 2008 alle 13:09 quota
Versione popolare del problema della frammentazione della conoscenza che stanno vivendo le università… bellissima. Questa me la segno che ci costruisco una gag video sopra.
Pubblicato il 20 03 2008 alle 13:23 quota
Voglio la parte del protagonista!
Pubblicato il 22 03 2008 alle 12:08 quota
Oramai l’hai detto… fatto… andata. La prima volta che passi a Roma giriamo (e se non ti fai vivo sei un quaqquaraquà).
Pubblicato il 22 03 2008 alle 22:14 quota
Guarda, mi e’ sempre interessato recitare (oddio, forse lo faccio gia’ per lavoro…). Ti prendo anch’io in parola, anche se non so quando verro’ a Roma.
In effetti, aeroporto a parte, e’ gia’ un po’ che non vengo…
Pubblicato il 02 04 2008 alle 18:16 quota
Salve sono un commercialista. Scrivo per far presente che se i miei clienti avessero la buona grazia di chiamare l’avvocato per le questioni legali lasciandomi quelle che sono di mia competenza ne sarei ben felice (privacy, contrattualistica meramente giuridica, etc…). Mi eviterebbero di ripetere la seguente tiritera “la materia non è di mia competenza deve rivolgersi a…”.
Quanto ai “danni” che la mia categoria crea operando nel campo del diritto privato, devo riconoscere che essa non dipende tanto dal mancato studio del diritto, quanto dalla poca pratica nella sua fase “patologica” e processuale.
D’altra parte molto spesso capita di vedere contratti commerciali scritti da *avvocati* che purtroppo trascurano totalmente il riflesso fiscale e bilancistico degli accordi, rendendo il rapporto negoziale difficilmente gestibile per me.
Gli studi “misti” in effetti restano un miraggio allo stato attuale…
Pubblicato il 02 04 2008 alle 20:58 quota
Grazie a Franco per questa sua testimonianza che lo distingue tra tanti suoi colleghi.
Non che gli avvocati siano santi, eh…
Grazie a ancora.