Cibi precotti
Pubblicato da Daniele
“La legge non ci preoccupa perché sappiamo già come sarà il decreto che fisserà i paletti”, dice Enzo Mazza, presidente Fimi (Federazione dell’industria musicale italiana)” (da Repubblica segnalata da Luca Spinelli).
A me non sembra una battuta felice, eh… Mi sa tanto di “la legge la facciamo noi e ve la cuccate voi, cotta a puntino”.
P.S.: Beninteso che sono completamente d’accordo con Andrea, su Repubblica, circa l’universalita’ del diritto alla didattica.
P.P.S.: Ho cambiato il titolo perche’ questo mi piace di piu’…
Logistep, IP e la giustizia elvetica
Pubblicato da Daniele
Quinta, commentando la decisione della Corte di Giustizia, scova una notizia riguardante Logistep AG, l’azienda svizzera che ha supportato l’”indagine” Peppermint (e non solo). Ma la leggo un po’ diversamente da Stefano. Ho trovato qualcosa anche in questo forum.
Ma andiamo un po’ con ordine.
Step #1: L’IP e’ dato personale se rientra nella definizione del TU Privacy (gia’ osservato in altro post, pur con la discussione nei commenti). La Svizzera non e’ UE, pero’ ha una legislazione molto simile alla nostra (anche per ragioni di collaborazione gia’ esistenti). Una mano a capire bene ce la da’ l’Incaricato federale della protezione dei dati e della trasparenza (IFPDT) che dedica all’argomento file sharing una pagina molto significativa. QUI, in francese, notizie sul testo della legge di revisione appena entrata in vigore. La definizione di dati personali (art. 3) e’, invece, “dati personali (dati)1: tutte le informazioni relative a una persona identificata o identificabile” (QUI la legge completa).
Step #2: La stessa Logistep e’ sostanzialmente ammissiva sul punto e se ne fa vanto “The user identification in all P-2-P protocols is fully accurate” (fonte).
Step #3: L’attività di Logistep e’ certamente trattamento che puo’ essere lecito o illecito.
Step #4: I dati “anagrafici” degli utenti possono essere recuperati soltanto nella giustizia penale.
Step #5: Logistep, per aggirare la legge svizzera, cerca di sollecitare procedimenti penali, viene in possesso di certi dati e li impiega nel civile malgrado le accuse in penale siano destinate a cadere.
Step #6: Logistep pare neghi che un IP sia un dato personale (un po’ contraddicendosi, secondo me).
Vierika in appello
Pubblicato da Daniele
PI ci relaziona sulla sentenza di appello circa il caso Vierika.
In attesa di poter leggere le motivazioni del provvedimento, ricordo la sentenza di primo grado.
In effetti, la condanna per accesso abusivo aveva lasciato tutti un po’ perplessi. Ritenere il malware (o presunto tale) come una sorta di “sonda” atta all’intrusione è una forzatura, non c’è dubbio.
Carriere
Pubblicato da Daniele
Carla Bruni e il dubbio amletico sul possibile matrimonio con Sarkozy: “Carriera o amore”?.
Ma… carriera de che?
Macché furto… - UPDATED
Pubblicato da Daniele
Leggo su Repubblica (a firma Ernesto Assante e a proposito di file sharing): “che si tratti di “furto” è evidente, copiare una canzone senza pagare i diritti d’autore significa semplicemente privare i musicisti dei frutti del loro lavoro“.
Ed e’ il meme di tante campagne “di informazione” delle varie associazioni di major (che nessuna Autorita’ ferma).
Sara’ una mia deformazione professionale, ma copiare o scaricare (pur abusivamente) una canzone NON e’ furto per il semplice motivo che l’autore non viene spossessato dell’originale. Non e’ un sofisma giuridico (e potrebbe anche esserlo atteso il testo dell’art. 624 c.p.), ma una semplice questione di lingua italiana, di visione corretta della realta’.
Purtroppo, vedo che, sostanzialmente, le pene per i reati in tema di diritto d’autore sono coincidenti con quelle del furto. E la cosa mi preoccupa molto, giacche’ le condotte sono ben diverse e dovrebbero essere sanzionate in modo differente (v. art. 3 Cost.).
Aggiornamento del 31 gennaio 2008, ore 11.05: Giustamente, nei commenti, mi hanno chiesto qualche chiarimento. Spero che questa sentenza chiarisca bene il mio pensiero. Anche questa mi sembra pertinente.
Non ho capito l’ultima parola #2
Pubblicato da Daniele
Altra email elettorale…
ELEZIONI DEL CONSIGLIO DELL’ORDINE PER IL BIENNIO 2008-2010
Genova, 30 Gennaio 2008
Cari Colleghi,
al termine del mandato, nel momento di chiedere il rinnovo della fiducia per un altro biennio, offriamo alla valutazione degli Avvocati genovesi i risultati del lavoro svolto. La certezza è quella di aver profuso nello stesso il massimo dell’impegno in un momento di contingenze eccezionali.
Nell’affrontare i grandi ed i piccoli problemi abbiamo cercato sempre di avere come riferimento il ruolo istituzionale che compete alla Avvocatura e al Consiglio dell’Ordine, senza mai dimenticare la difesa delle ragioni della Avvocatura e degli Avvocati.
Le grandi sfide sono ancora tutte aperte e richiedono consapevolezza e rinnovato impegno.
La crisi della professione impone la conquista di nuovo spazi, la riforma dell’accesso e dell’intero ordinamento professionale, la dotazione di efficaci strumenti di aggiornamento ed informatici, la battaglia per una tassazione equa e incentivante, la riforma del sistema previdenziale, ma anche la riaffermazione dell’etica professionale ed un nuovo rapporto con le Istituzioni e la società civile.
Abbiamo iniziato a lavorare con l’indispensabile collaborazione delle Associazioni forensi in una rafforzata non comune identità di intenti, riteniamo di aver raggiunto buoni risultati e di aver contribuito al mantenimento di quel ruolo di eccellenza che l’Avvocatura genovese ha nel contesto nazionale.
Siamo pronti a continuare se i colleghi vorranno confermarci la loro fiducia.
(segue lista bulgara, scherzo…
P.S. Rammentiamo che l’Assemblea avrà luogo nell’Aula Magna del Palazzo di Giustizia di Genova il giorno lunedì 4 febbraio 2008 alle ore 14 e le operazioni di voto avranno inizio al termine dell’assemblea sino alle ore 19.
Sarà possibile votare anche martedì 5 febbraio dalle ore 9 alle ore 14.
Dati di connessione e diritto d’autore: così parlò la Corte di Giustizia - UPDATED 2
Pubblicato da Daniele
Letta, in prima battuta, su ANSA e molto simile al (se non coincidente col) nostrano caso Peppermint.
Ma siccome io preferisco sempre leggere i provvedimenti (altrimenti, si rischia di fare la fine di quelli che, nei giorni scorsi, titolavano ”il p2p e’ legale”), ecco QUI la pagina con tutti i materiali relativi alla causa di Promusicae c/ Telefonica appunto per la “cessione” dei dati di connessione a fronte di ragioni di diritto d’autore.
Il titolo di ANSA è corretto tranne che, con le parole della Corte, “tuttavia, il diritto comunitario richiede che i detti Stati, in occasione della trasposizione di tali direttive, abbiano cura di fondarsi su un’interpretazione delle medesime tale da garantire un giusto equilibrio tra i diversi diritti fondamentali tutelati dall’ordinamento giuridico comunitario. Inoltre, in sede di attuazione delle misure di recepimento delle dette direttive, le autorità e i giudici degli Stati membri devono non solo interpretare il loro diritto nazionale in modo conforme a tali direttive, ma anche evitare di fondarsi su un’interpretazione di esse che entri in conflitto con i detti diritti fondamentali o con gli altri principi generali del diritto comunitario, come, ad esempio, il principio di proporzionalità“.
Ad una prima lettura, mi sembra qualcosa di molto vicino ad un pareggio pilatesco. Approfondirò, approfondiremo.
Aggiornamento del 30 gennaio 2008, ore 14.35: Vedo che non sono l’unico a pensarla diversamente dai titoloni della stampa. PI parla espressamente di “lavata di mani”.
Aggiornamento del 31 gennaio 2008, ore 8.35: Su PI di oggi, le precisazioni di Marco Pierani per Altroconsumo. Che condivido, anche se resto dell’idea che la Corte abbia inteso lavarsi un po’ le mani della faccenda…
Internet e il diritto all’oblio
Pubblicato da Daniele
Non so se sia un caso.
PI pubblica le parole di Pizzetti che, tra le altre cose, mette in guardia i giovani dai meccanismi perversi (termine mio) di Internet, in particolare circa i nostri dati che, inevitabilmente, vengono acquisiti, conservati e diffusi al di fuori del nostro controllo. “Sebbene - prosegue l’articolo - profili e persino intere comunità di social networking possono essere cancellati o sparire dalla rete, non così tutte le tracce delle attività online, le archiviazioni di terze parti e via dicendo”.
Nella stessa giornata di oggi, Paul (che, con nostro dispiacere ha “cercato” di far sparire ogni traccia della sua opera artistica), ci dimostra che non tutti i fornitori di social networking sono cosi’ “buoni”.
Pericoli pubblici n° 1: Facebook, DeviantArt, Digg, Tumblr, Google/Gmail che, come dice lo stesso Paul, “non permettono la rimozione del proprio account (o fanno di tutto per farla difficile)” concludendo recisamente “tutta ‘sta filippica per dire che non si dovrebbe sottovalutare troppo il diritto di poter recidere un account, e molte recensioni dovrebbero mettere ben in evidenza se un servizio permette di farlo in maniera semplice”.
Bravo Paul. Ci spiace tanto non seguirti più come artista, ma ti stai già creando un nuovo mestiere.
Non ho capito l’ultima parola
Pubblicato da Daniele
Questo che copio e incollo qui sotto è il testo di un’email-programma inviata da un candidato, ovviamente con un sacco di indirizzi di chiaro di altri Colleghi (ma chissà chi avrà autorizzato questa pubblicità elettorale, succede tutti gli anni…).
Se qualcuno ci capisce qualcosa, faccia un fischio nei commenti.
ELEZIONI DEL CONSIGLIO DELL’ORDINE DI GENOVA PER IL BIENNIO 2008-2009
In occasione delle prossime elezioni per il rinnovo del Consiglio dell’Ordine di Genova riteniamo opportuno informare tutti i Colleghi della nostra decisione di candidarci alla carica di consigliere, sulla base di alcune considerazioni di fondo in merito ai problemi dell’avvocatura che abbiamo condiviso, e che desidereremmo fossero affrontati con determinazione dai nostri organi rappresentativi.
In particolare vorremmo richiamare l’attenzione della nostra categoria su questi temi di fondo:
L’imminenza di ulteriori rilevanti innovazioni nel nostro ordinamento, dopo quelle già entrate in vigore nell’estate del 2006, che in alcuni aspetti rilevanti potrebbero risultare non conformi ai principi irrinunciabili sui quali è fondata la professione forense
Il diffuso disinteresse degli avvocati, ed in particolare dei giovani che ormai da oltre un decennio accedono sempre più numerosi alla professione, nei confronti delle problematiche e degli organismi rappresentativi della categoria, derivante da un sentimento di sfiducia verso le istituzioni forensi non sempre giustificato da ragioni obiettive.
Gli innegabili cambiamenti che si stanno verificando nel modo concreto con cui si esercita quotidianamente la professione forense, anche in dipendenza dei sempre più frequenti contatti con realtà che nascono in sistemi giuridici di tradizioni diverse dal nostro, con i quali è indispensabile rapportarsi senza pregiudizi ma anche senza soggezione.
La consapevolezza che i mutamenti delle condizioni di base della società e dell’economia, che in questi anni hanno avuto una brusca accelerazione, e che inevitabilmente coinvolgono ogni settore, incluso quello delle professioni liberali, vanno accettati senza preclusioni di sorta, con volontà di adeguamento da parte della nostra categoria, senza però rinunciare ad alcuni presupposti non negoziabili quali, ad esempio, la netta distinzione, sotto l’aspetto deontologico e fiscale, fra l’esercizio dell’attività professionale e quello di impresa.
La necessità infine che la classe forense eserciti una decisa azione propositiva per affrontare i gravi problemi della magistratura, con particolare riferimento alle modifiche anche radicali dell’ordinamento che tendano ad aumentare efficienza e produttività dell’attività giurisdizionale, la cui risoluzione - da troppo tempo procrastinata - è indispensabile per il corretto ed efficace esercizio della funzione dell’avvocatura.
Per questi principi di fondo si sono trovati d’accordo gli avvocati
TIZIO
CAIO
SEMPRONIO
MEVIO
che al di fuori di logiche di contrapposizione, si dichiarano disponibili ad occuparsi dei problemi della categoria nel segno della continuità con il Consiglio uscente, al quale manifestano sincero apprezzamento per l’attività sino ad oggi svolta.
A tutti i Colleghi e le Colleghe rivolgiamo l’invito a partecipare alla votazione al fine di consentire un ampio coinvolgimento degli avvocati nel processo di scelta del proprio organo rappresentativo, cui nel prossimo biennio saranno demandate importanti responsabilità per le problematiche che ci riguardano.
Tributo a Paul The Wine Guy
Pubblicato da Daniele
Io non sapevo, per mia ignoranza, che Paul The Wine Guy facesse certe cose. Semplicemente meravigliose; e mi domando come, di fronte ad una creatività così straordinaria, si possa dormire tranquilli copiando, incollando e tacendo un po’ l’Autore. Questione elementare di diritto d’autore; e di coscienza.