:.:.: (il blog di) Daniele Minotti

diritto delle nuove tecnologie e altro

Un giorno bello, un giorno brutto

Ci sono motivi per essere molto felici, oggi. La moratoria ONU (anche se Stefano ricorda, giustamente, Nessuno Tocchi Caino), l’abbandono del decreto sbagliato e, per ridere un po’ (ma e’ una cosa seria), il sequestro di tre milioni di preservativi taroccati.
Ma e’ anche un giorno bruttissimo: morto un sesto operaio della ThyssenKrupp.
Poi, e’ un giorno brutto anche per miei motivi personali.

Sostituzione di persona con email: la sentenza

Ne avevo gia’ parlato QUI. Ora, grazie alla redazione di Penale.it, la sentenza e’ disponibile.
Se non l’avete gia’ letta da altre parti, eccola.

P.S.: Magari sono vecchio, ma, a me, il termine "furto d’identita’" proprio non piace.

Il cliente non fa l’avvocato

Su Wikipedia ci finisco, normalmente, quando appare tra i primi risultati delle mie gugolate. Difficile che la frequenti direttamente. Magari mi sbaglio, ma non la ritengo attendibilissima (ed escludo da queste mie considerazioni il lavoro di certi ottimi colleghi che conosco).
Qualche giorno fa, cercavo non ricordo bene che a proposito di Andrea Monti. Ho trovato la relativa voce.
Mi ha parecchio colpito questo passaggio: "La sua immagine di "voce fuori dal coro" e di difensore delle libertà digitali è stata recentemente compromessa dalla sua scelta di difendere con tenacia Andrea Pompili, presunto pirata informatico coinvolto nello scandalo Telecom-Sismi".
Premesso che l’avvocato puo’ rifiutare il mandato, cosa segnifica questa osservazione? Che, secondo Wikipedia (o alcuni suoi contributor) non puoi difendere una persona "sgradita" che, subito, si offusca tutto quello che hai fatto in vita tua?
Due considerazioni elementari:
- quello dell’avvocato e’ un mestiere, lo si fa (anche) per soldi, per mangiare (e penso che per Andrea sia la stessa cosa); diverso e’ quello che fai in altri àmbiti non professionali, ma scientifici;
- la nostra Costituzione (art. 27) fissa il principio di non colpevolezza sino a condanna definitiva e io non so come finira’ la questione del suo assistito.
Tutto il resto e’ pregiudizio stupido e arrogante.

Le foto? Quali foto? UPDATED

Gettare il sasso e ritrarre la mano.
Vedo che dalle principali testate sono sparite le foto di Laure Manaudou.
E’ facile capire il perche’. Era un fatto illecito. Evidentemente, qualche buon avvocato s’e’ fatto sentire oppure un direttore coscienzioso si e’ reso conto delle sciocchezze della sua redazione.
Mi domando quale potesse essere la giustificazione per la pubblicazione di immagini intime e scattate verosimilmente in un luogo privato.
Diritto di cronaca? Preventiva diffusione da parte di terzi? Consenso (eventualmente tacito) dell’interessata?
Suvvia… non diciamo scemenze.
A parte quanto ho gia’ scritto nel precedente post, personalmente ho sempre avuto dubbi sulla legittimta’ del gossip attinto in luoghi privati (o, almeno, quello non concordato con i paparazzi). Del resto… proprio per combattere questo fenomeno fu, a suo tempo, scritto l’art. 615-bis c.p. E anche questa recente Cassazione che mi sembra in qualche modo pertinente.
Si potrebbe anche dire "Ma le immagini erano gia’ diffuse in Rete. Che c’entriamo noi?". Leggersi sempre l’art. 615-bis c.p. (ok, lo riporto in calce).
Sull’ultimo punto (tacito consenso)… Beh… mi sembra che non stiamo parlando di Paris Hilton, neh?

615-bis Interferenze illecite nella vita privata
Chiunque, mediante l’uso di strumenti di ripresa visiva o sonora, si procura indebitamente notizie o immagini attinenti alla vita privata svolgentesi nei luoghi indicati nell’art. 614, è punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni.
Alla stessa pena soggiace, salvo che il fatto costituisca più grave reato, chi rivela o diffonde, mediante qualsiasi mezzo di informazione al pubblico, le notizie o le immagini ottenute nei modi indicati nella prima parte di questo articolo.
I delitti sono punibili a querela della persona offesa; tuttavia si procede d’ufficio e la pena è della reclusione da uno a cinque anni se il fatto è commesso da un pubblico ufficiale o da un incaricato di un pubblico servizio con abuso dei poteri o con violazione dei doveri inerenti alla funzione o servizio, o da chi esercita anche abusivamente la professione di investigatore privato.
Aggiornamento delle ore 13.30: ANSA riferisce che il sito francese che per primo pare avere diffuso le foto le avrebbe oscurate. Chiede anche scusa a Luca Marin (sacrosanto, visto che non c’e’ alcuna prova) e si preoccupa delle conseguenze future derivanti dalla pubblicazione. Che ha gia’ avuto…
Aggiornamento del 19 dicembre 2007, ore 15.50: In altro ambito (forum di PI) mi hanno, forse un po’ sgarbatamente, fatto notare che le foto in questione potrebbero non essere "rubate", dunque non si avrebbe il reato di cui sopra in relazione allo scatto. La questione, in realta’, ruota intorno all’"indebitamente" di cui alla norma. E io, come tutti, non so se, nel caso concreto, ci sia stato (anche se, chi guarda verso l’obiettivo puo’ dare consenso alla ripresa). Come pensavo fosse gia’ chiaro nei miei post, la mia e’ soltanto un’ipotesi cui ne aggiungo un’altra che mi ero dimenticato: e perche’ non pensare ad un trattamento illecito civilmente e/o penalmente rilevante?

L’Eco della Serva - UPDATED

Potrebbe essere questa la "super-testata" sotto il cui ombrello collocare la stampa (penso non soltanto quella nostrana) che rilancia (e pubblica) immagini intime e personali di Laure Manaudou. Non linko nemmeno, non mi rendo complice di quello che ritengo un illecito.
Personalmente, non vedo alcun diritto di cronaca nel diffondere certe immagini (chiaramente immesse per la prima volta da qualche cretino vicino alla nuotatrice) che nulla hanno a che vedere con la cronaca.
Dei bisticci d’amore penso ci interessi esclusivamente nella misura in cui possono avere riflessi sulle prestazioni o su provvedimenti disciplinari dei nostri atleti.
Il resto non e’ nemmeno gossip. Anzi… io penso sia anche meritevole di sanzione penale per i giornali che diffondono.

Aggiornamento delle 18.06: Marin smentisce di aver diffuso le foto e minaccia denunce. E fa proprio bene se non e’ stato lui.
Comunque, se si tratta di foto non rubate, dove il soggetto guarda verso l’obiettivo, la Manaudou conosce l’autore che, molto probabilmente, anche mediatamente, le ha diffuse. Salvo altri incidenti di percorso.
Non ci vuole una scienza.

Si fa presto a dir molestie telematiche

O, meglio, fa piu’ colpo. A parte il fatto che, a mio modo di vedere, in Internet (es.: in una chat) non e’ possibile commettere il reato di molestie (basta leggere l’art. 660 c.p. e considerare che la telematica non e’ un luogo pubblico, aperto al pubblico o telefono - tranne VoIP o altro), dall’articolo “incriminato” si capisce che, semmai, le molestie sono state assolutamente “ordinarie” e non telematiche.

Formazione in affanno - UPDATED

Si comincia tra poco, dal 1° gennaio. O, meglio, e’ gia’ cominciata, come spieghero’ poi.
Parlo della formazione permanente (e obbligatoria) degli avvocati.
Il regolamento,* per la verità, ha gia’ subito due importanti modifiche: una buona (eventualmente, soltanto neutra), l’altra cattiva.
La prima (in realta’, soltanto una mezza novita’ non direttamente riguardante il regolamento) fissa, chiamiamola cosi’, la “retroattivita’” del periodo di formazione. I crediti per il triennio 2008-2010 sono iniziati a maturare gia’ da questo settembre. Tre mesi di bonus, in sostanza. E’ una buona notizia, ma la dice lunga sulla disorganizzazione della nostra categoria (diversi organismi avevano iniziato a dispensare crediti sin da giugno, in forza di chissa’ quali norme).
La seconda novita’, quella cattiva, e’ che la “copertura” di CNF, CdO e Cassa Forense potrà avvenire anche per silenzio-assenso decorso il termine brevissimo di quindici giorni (cfr. art. 3, comma 4).
Una regola incomprensibile, introdotta soltanto dopo l’estate, che aprira’ le porte a formatori incompetenti. Sento puzza di business… Che non e’ il diavolo, ma, almeno, gli affari si facciano in modo trasparente, specie se vanno a toccare le tasche dei colleghi. Si’ perche’ per quello che si puo’ vedere sul sito del CNF, pochi CdO hanno le idee chiare e un minimo di programma di eventi gratuiti. Mentre alcuni organismi privati e commerciali si sono gia’ mossi alla grande…
 
(*) Singolare che, almeno se non mi sbaglio, il regolamento aggiornato non sia disponibile sul sito del CNF che pubblica soltanto la prima versione. Mi ha salvato Altalex.
Aggiornamento del 18 dicembre 2007, ore 12.22: In effetti, il CNF pubblica il regolamento ultima versione. "Perso" in una circolare e in un pdf pesantino.

Abbasso il legalese

Il sito giuridico ildirittoamministrativo.it ha lanciato un’interessante iniziativa volta a far capire la Giustizia al cittadino comune.
In pratica, si riassumono sentenze in modo, appunto, comprensibile a tutti.

Ancora megamulte, anzi… gigamulte

Dario Salvelli, nel suo spazio tumblr del 14 scorso, si chiede cosa ne penso delle nuove e recenti multe in tema di diritto d’autore. 139 milioni, mica bruscolini…
Eh… che ne penso? Che a parte le questioni sulla sussistenza o meno dell’illecito (complesse e non generalizzabili), nei casi di cui mi sto occupando ho notato almeno tre caratteri comuni:
- errori nel calcolo della sanzione, talvolta grossolani;
- interpretazioni della legge sovente acrobatiche;
- una legge sbagliata, inapplicabile, inefficace.
Ne ho già parlato tempo addietro: QUI e su PI.

De l’ingiustizia

Post esemplare di Roberto, da segnalare. Perché, contrariamente a quanto ci vogliono far pensare i populisti, esiste, purtroppo, anche una giustizia fatta di innocenti sbattuti in prigione ingiustamente.
Non e’ corretto parlare soltanto di efferati criminali in libertà. Cosi’, si alimenta soltanto un cieco giustizialismo.