:.:.: (il blog di) Daniele Minotti

diritto delle nuove tecnologie e altro

Ddl editoria: speciale su Interlex

Bel numero di Interlex dedicato al ddl editoria, un po’ piu’ in legalese, meno commento politico-sociale.
Interventi di Manlio Cammarata, Daniele Coliva, ALCEI, Franco Abruzzo uno e due e del sottoscritto.

Non poteva non sapere

Quante volte abbiamo sentito questa espressione?
Bene, succede che il Ministro Paolo Gentiloni si accorge soltanto ora di aver votato, in Consiglio, il via libera al ddl editoria (roba di sua competenza…) che e’ non soltanto iniquo, ma anche una volgarita’ giuridica di infima lega. Qualche nostro Maestro si sta sicuramente rivoltando nella tomba.
Se ne accorge, caduto dal pero, perche’ ne ha parlato Beppe Grillo il quale, quest’ultimo, si guarda bene di citare le fonti (che non sono io) della protesta. Ma l’importante e’ che se ne parli, anche se Grillo dice un po’ di cose campate in aria, molto populiste.
Ammenda la fa anche Di Pietro, anche se dice di non aver saputo (ma che ci stanno a fare i Ministri? Per farsi fare le leggi da certi sottosegretari?). E, comunque, ha l’aggravante di aver compiuto studi di diritto.
La cosa grave di una democrazia che non c’e'? Che lo stesso Gentiloni ha difeso, di fatto, quel disegno senza averlo letto e il suo interlocutore al question time se n’e’ pure stato, gongolante e pago del nulla detto dal Ministro in un trionfo del "volemose bbene".
Li mandiamo a casa?

Soldi, soldi e ancora soldi

E’ vero, io faccio penale e non ho una chiara visione di quello che succede nel civile dove, almeno formalmente, si concentrano gli sforzi per il processo telematico. Ma, comunque, non ho notizia di adeguati risultati, specie se si considera che del processo telematico si parla e si dice di fare da anni.
Mastella conferma di voler piu’ soldi.
E se facesse la fine di Italia.it? Almeno diteci dove li avete buttati, i soldi.

Blog: mala tempora currunt - UPDATED

Ne avevo parlato qualche post addietro citando Valentino Spataro. PI e Paolo De Andreis lo riprendono e rincarano la dose su quello che ha tutta l’aria di essere uno "scherzetto" governativo d’estate. Da leggere.
Pero’… vedremo, perche’ non e’ tutto cosi’ scontato anche se il Sottosegretario Ricardo Franco Levi pare molto ottimista.
E il Partito Pirata lancia una petizione online.

Aggiornamento del 21 ottobre 2007, ore 13.00: diamo a Cesare… sul tema, le prime parole (critiche) l’ha scritte Manlio Cammarata.

Sed Lex > Un canone per il P2P

(da Punto Informatico del 19 ottobre 2007)

Roma - Dopo la presentazione del 2 agosto scorso, è finalmente giunto in Commissione (in sede referente) il ddl. S-1769 (Sen. Pecoraro Scanio) intitolato “Norme in materia di sostegno all’attività cinematografica e diritto d’autore” che si affianca ad altre proposte già commentate su Punto Informatico. continua a leggere

Politici drogati: le Iene patteggiano la violazione della privacy (?)

Faccio due premesse perche’ non si puo’ banalizzare:
- una sentenza a seguito di patteggiamento e’ certamente e normalmente meno approfondita (in fatto e in diritto) rispetto ad una decisione resa a seguito di altro rito, dunque non puo’ essere presa come "precedente" (ancorche’ di merito e non di legittimita’); specie se si considera che il patteggiamento e’ una richiesta di applicazione pena concordata con il pubblico ministero e avallata dal giudice che compie una verifica di congruita’ della pena e di non ricorrenza di ipotesi di proscioglimento allo stato degli atti;
- la decisione di patteggiare o meno dipende da diversi fattori, molti, di regola, conosciuti soltanto agli interessati, dunque non puo’ essere opinata da noi “spettatori”; e’ una decisione "tecnica" e di opportunita’.
Detto cio’, riportiamo la notizia della condanna che, sinceramente, mi era sfuggita. Ricordiamo anche i fatti. Le Iene, anche in considerazione dell’approvazione di leggi anti-droga peggiorative, decidono di verificare, con un trucco (letteralmente…), se i tanto moralisti parlamentari (perche’ la legge ha sicuramente anche una funzione moralizzatrice, specie su certi temi) siano cosi’ “puliti” da potersi occupare delle droghe altrui. Del resto, c’era gia’ stato lo scandalo dei "cavallini" (portatori di droga) in Parlamento.
I risultati dell’inchiesta sono andati ben al di la’ delle piu’ rosee (si fa per dire, perche’ la cosa e’ molto triste) aspettative: 4 parlamentari su 50 sono tossici di coca, altri 12 si fanno delle canne.
Il Garante si sveglia, blocca il trattamento e, poi, ne dispone il divieto. Di fatto blocca il servizio e molti gridano alla censura. Intanto, anche la Procura di Roma si attiva (non so se su segnalazione di qualcuno, ma per quel reato si procede d’ufficio).
Ora, viste le premesse che ho fatto non si puo’ negare che un giudizio giuridico sulla sentenza sia abbastanza arduo. Pero’, mi domando se i dati raccolti siano realmente personali e se, in qualche modo, sia stata considerata quella giurisprudenza (che, comunque, non condivido appieno) della Cassazione che ritiene che il nocumento previsto dall’art. 167 T.U. dati personali (reato verosimilmente contestato nella fattispecie del secondo comma) debba avere contenuto patrimoniale apprezzabile.
A livello piu’ elevato mi chiedo dove sia finito il diritto di cronaca e che forza abbia, oggi, rispetto all’onnipresente e onnipotente privacy.
Come cittadino, mi chiedo se siano peggio le Iene oppure certi (molti) parlamentari “tossici” che continuano a decidere per noi, come l’On. Mele che la stampa riferisce essere indagato per spaccio. Forse Grillo dovrebbe pensare anche a loro, non soltanto a quelli condannati per un qualsiasi reato.

Riciclaggio: buona o malafede?

Punto Informatico pubblica un bell’articolo di Claudio Brovelli. Bello perche’ e’ istruttivo.
Io non so se il sito in oggetto ("studiato" anche da F-Secure) sia veramente collegato ad un’organizzazione di phisher o altri mariuoli. Ma so una cosa.
Qualche mese fa ricevetti la telefonata di una persona che chiedeva il mio aiuto legale perche’ risultava indagato per riciclaggio in connessione ad attivita’ di phishing. Reclutato, a suo dire, proprio come riferito da Brovelli. Di cio’ ho avuto conferma da una certa Polizia Postale che si stava occupando del caso.
Ora, io non sto qui a ragionare se certe persone che pensano di guadagnare molto lavorando poco con soggetti quasi sconosciuti siano in malafede o soltanto degli sprovveduti. Dico che, talvolta, le accuse di riciclaggio possono arrivare veramente, indipendentemente dagli esiti finali del procedimento.
Uomo avvisato…

Prendi a Internet per dare alle major. Ma c’e’ molto di piu’ - UPDATED

Nei giorni scorsi e’, finalmente, arrivato in commissione il ddl S-1769 Pecoraro Scanio. Cosi’ possiamo anche leggercelo (ma perche’ i siti istituzionali non sempre rendono disponibili questi testi prima dell’approdo in commissione?). Intanto leggiamo la Relazione e l’art. 1 su finalita’ e oggetto. Poi…[[SPEZZA]]
…un breve commento sulle modifiche proposte che piu’ strettamente ci interessano:
- l’aliquota IVA sugli abbonamenti di banda larga e’ abbassata al 10% (art. 4, comma 1);
- i fornitori applicheranno un prelievo dell’8% sui canoni di banda larga e lo verseranno allo Stato (art. 4, comma 2);
- il ricavato sara’ destinato per 1/3 a un fondo speciale per il sostegno del (solo) cinema, per 2/3 ad altro fondo speciale a beneficio dei produttori (ma con prevalenza del cinema) (art. 4, comma 2);
- "Il pagamento del prelievo di cui all’articolo 4 dà titolo all’uso e alla distribuzione purché non a scopo di lucro dell’opera, a qualunque titolo essa sia stata acquisita per via telematica" con conseguente inapplicabilita’ delle sanzioni penali, amministrative e, direi, anche civili (art. 7, comma 1);
- abrogazione della lett. a-bis) dell’art. 171, comma 1, l.d.a., la famigerata disposizione penale sul P2P (in upload) anche senza scopo di lucro o profitto (art. 7, comma 2);
- rinnovato innalzamento al lucro delle ipotesi di reato in tema di software, vale a dire quelle di cui all’art. 171-bis, comma 1, l.d.a. (art. 7. comma 3);
- allargamento delle ipotesi di lecita copia privata, anche in presenza di misure tecnologiche e anche in digitale.
Che dire? Che sembra proprio una bella cosa. Un 8% si puo’ tollerare, penso, almeno per i contratti destinati alle utenze domestiche. A maggior ragione se ad esso corrisponde, dal punto di vista economico, un’abbassamento dell’IVA.
Il prelievo e’, a ben vedere, una sorta di equo compenso, come quello applicato su supporti e dispositivi. So che non piacera’ a tutti, ma teniamo conto del fatto che con esso verra’ meno la possibilita’ di incappare in sanzioni penali o amministrativi (perche’, questa volta, e’ detto espressamente). E non e’ poco.
E, come anticipato, mi sembra anche che il comma 1 dell’art. 7 conferisca piena liceita’ anche sotto l’aspetto civile.
Resistera’ all’eventuale dissenso delle Major e di quelli che a tutti i costi non vogliono pagare nonche’ alla sovraordinata disciplina europea.

Aggiornamento del 19 ottobre 2007, ore 8.35: mi sono accorto che nella Relazione al ddl c’e’ scritto "reato penale". Bah…

Blog e responsabilita’: quelle che Gentiloni non dice

Il mese scorso avevo parlato del question time di Gentiloni sulla natura giuridica dei blog. Io sono sempre stato ottimista e forse ingenuo: ho creduto alle risposte di Gentiloni.
Valentino Spataro, invece, e’ stato, da subito, molto scettico ed, effettivamente, io oggi mi devo ricredere avallando, in linea di massima (devo approfondire), le piu’ recenti conclusioni di Valentino.
Motivo? Basta leggere il ddl approvato dal Governo. Certo, prima che diventi legge dovra’ passare ai due rami del Parlamento, con tutte le (eventuali) modifiche. Ma la lettura del testo vale a sbugiardare il nostro Ministro: il ddl tende ad equiparare i blog (e non solo) alla stampa con tutte le responsabilita’ che ne discendono.
Per adesso, dico che e’ una cosa molto seria: leggete e diffondete.
(to be continued)

DIG - Eat a Milano l’8 novembre 2007

Vi interessano le regole sulla dematerializzazione? Siete buone e raffinate forchette?
Trovatevi a Milano l’8 novembre 2007.