STOP blogging for Birmania
Pubblicato da Daniele
Acc… appena inserito un post sulla Birmania, leggo Dario che, riprendendo l’iniziativa atlrui, invita a fermari per un giorno. Lo faccio volentieri, domani, cascasse il mondo. Oggi, sono stato un po’ grafomane. Anzi, vedo proprio come chiuderlo per un giorno anche se non ho certi numeri.
Francamente, come per Dario, le classifiche sono soltanto una mia curiosita’ (neppure sapevo delle polemiche). Fortunatamente ho un lavoro e non vivo di rank.
Vestiti di rosso per la Birmania
Pubblicato da Daniele
MI unisco molto volentieri anche se (e non e’ una battuta) non ho alcunche’ di rosso nel mio guardaroba (una sorta di allergia cromatica che tollero soltanto per piccoli oggetti).
Di tutto, di piu’, anche un assolto
Pubblicato da Daniele
Minestrone del Corriere che mette insieme lo smantellamento di una Rete P2P (almeno cosi’ c’e’ scritto, ma c’e’ qualcosa che non mi torna) col ritrovamento anche di pedoporno e un’assoluzione milanese per fatti di uso personale.
Veloce commento.
Multe esorbitanti, forse c’e’ qualcosa che non va perche’ certe cifre difficilmente saranno mai incassate.
P2P e pedoporno vanno sempre piu’ di coppia anche nell’immaginario della stampa.
Anche per uso personale, si puo’ finire davanti al giudice ed essere assolto dopo anni, con il materiale ancora in sequestro.
Presunzione di colpevolezza?
Pubblicato da Daniele
"Naturalmente, non e’ detto che Alberto sia innocente". E’ questa la frase che ho appena sentito al TG3, pronunciata da un’inviata a Vigevano. Ed e’ aberrante, come aberranti erano le urla isteriche "bastardo" e "assassino" dirette ad Alberto Stasi mentre lo portavano via.
Ovviamente, so realmente poco del merito, certo non agevolato da buona parte della stampa che nell’ansia di trovare un colpevole ha additato tutti, proprio tutti.
La notizia di questa mattina e’ che il fermo del ragazzo non e’ stato convalidato. Pare per mancanza degli indizi (ma le notizie sono confuse anche sul punto). Ed io non posso dire di piu’, non posso opinare le scelte della procura o del gip.
La gente, pero’, ha bisogno di sicurezza, di colpevoli scovati e ingabbiati dalla giustizia. Il resto non conta molto. Ecco perche’ non ho stima di questo popolo piccolo, insicuro e vigliacco, incapace di ragionare con la propria testa, dimentico di cio’che e’ fissato nella nostra Costituzione per cultura ampiamente acquisita: "L’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva".
Ecco perche’ non ho stima di certi cronisti che si alimentano di questo cieco giustizialismo in un incivile circolo vizioso.
Tutti indagati, tutti schedati
Pubblicato da Daniele
Il mestiere di cronista di giudiziaria
Pubblicato da Daniele
Senza alcuna piaggeria, non perche’ siamo diventati amici "telematici", ma con sincero apprezzamento.
Carlo Felice dimostra di saper fare molto bene il suo lavoro a differenza di tanti suoi colleghi che, con la storia di Garlasco, hanno mostrato le cose peggiori della categoria.
E poi parlano di processo telematico
Pubblicato da Daniele
Cosa che sapevo gia’ (essendo la mia sede), ma non pensavo che se ne fossero occupati anche in giornali.
L’ho scoperto, per caso, stasera e rilancio la notizia.
Il sistema informatico di Palazzo di Giustizia, a Genova, ha fatto un bel botto. Tutto paralizzato anche, un po’, le questioni de libertate (non soltanto le iscrizioni).
Si buttano via milioni per il processo telematico (che, di fatto, non funziona - e non venite a dirmi che i servizietti disponibili sono qualcosa di valido e proporzionato agli investimenti), ma si scopre che il Ministero non ha danari per banalissimi (certo, un po’ costosi) sistemi di disaster recovery (basterebbe, ad esempio, un minimo di ridondanza).
Ah… dimenticavo… certi accorgimenti, cui e’ tenuta anche la P.A., sono misure di sicurezza ai sensi del d.lgs. 196/2003…
Dati del traffico telefonico e telematico
Pubblicato da Daniele
Per legge o per naturale "allargamento" istituzionale, il nostro Garante (privacy) detta sempre piu’ regole.
Ecco l’ultimo provvedimento (di carattere generale) in tema di dati telefonici e telematici. Insomma, i cd, "log", per gli addetti ai lavori.
Fair use: Folena si arrabbia…
Pubblicato da Daniele
…ma risulta realmente poco efficace.
QUI l’articolo su Punto Informatico che, correttamente, da’ diritto di replica. Pero’, come detto, Folena non centra il punto. Perche’ gli insegnati e gli studendi colpiti da sanzioni sono quelli che, nel sito, avevano ads.
Lasciamo un attimo da parte le questioni sulla rilevanza di queste forme di pubblicita’. Aggiungere un comma “bis” significa, di regola, aggiungere una specificazione al comma precedente: se riguarda un ambito piu’ ristretto, restringe, appunto. C’e’ poco da fare e Scorza non e’ un visionario.
La regola pro insegnati e studenti esiste gia’: art. 70, comma 1, lda.
“ 1. Il riassunto, la citazione o la riproduzione di brani o di parti di opera e la loro comunicazione al pubblico sono liberi se effettuati per uso di critica o di discussione, nei limiti giustificati da tali fini e purché non costituiscano concorrenza all’utilizzazione economica dell’opera; se effettuati a fini di insegnamento o di ricerca scientifica l’utilizzo deve inoltre avvenire per finalità illustrative e per fini non commerciali“. Il problema e’ che, come sappiamo, si e’ visto il fine commerciale nella pubblicazione su un sito (di un insegnante) che aveva anche degli ads.
A parte il fatto che, per “rendere”, gli ads vanno cliccati (e non soltanto visti sulla pagina del sito - anzi, la mera visita senza clic abbassa il rate), anche considerando che non c’e’ una diretta correlazione tra pubblicazione delle opere e soltanto eventuali introiti degli ads, la proposta di riforma poteva essere formulata diversamente. Perche’ cosi’, come giustamente dice Scorza (e, da questo momento, prendo volentieri una posizione), il comma 1-bis circoscrive e limita cio’ che era gia’ nei diritti della gente.
Morale della favola: Folena indirizzi i suoi mugugni privatamente a Cortiana (e neppure quest’ultimo sembra aver capito bene il nocciolo della questione), ritiri e faccia ritirare l’emendamento e ne proponga un altro non limitativo dei diritti che gia’ ci spettano.
Con un po’ di umilta’, non guasta. Citando Grillo (e non me ne vergogno, pur non approvando tutto) i signori sono nostri dipendenti. Facciano il loro mestiere al nostro servizio, in favore di un Paese che ha bisogno di cultura per crescere.
Responsabilita’ del blogger: la posizione del Governo
Pubblicato da Daniele
Silvio Crapolicchio, deputato dei Comunisti Italiani nonche’ mio coetaneo e collega, ha fatto una cosa lodevole.
Ha presentato un’interrogazione al Governo su un tema non da poco: libertà di espressione del pensiero attraverso strumenti telematici nel rispetto dei diritti dei terzi.
Ha risposto Gentiloni, abbastanza fermo sull’impossibilita’ di equiparare il blogger al direttore di testata, ma con qualche svabatura su aspetti minori.
Replica Crapolicchio lodando la blogosfera e i Comunisti applaudono. E perche’ no? Anche noi.
QUI il tutto, gia’ scovato da Iusseek dove si deduce che se n’e’ parlato anche da Severgnini. E Spataro ha sicuramente ragione su un punto: il vuoto normativo denunciato dall’interrogazione non c’e’.